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“Un cuore per Chacas”, a Ranica concerto benefico per Hospital Mama Hashu foto

Nel corso della serata si esibiranno due gruppi: Lobster blues band e Gabriele Scoratti band.

Musica e solidarietà s’incontrano a Ranica. Mercoledì 29 marzo alle 21 al Druso si terrà un concerto benefico dal titolo “Un cuore per Chacas“, promosso dall’associazione Hospital Mama Hashu onlus che, insieme all’operazione Mato Grosso svolge opere di carità per l’America Latina.

Nel corso della serata si esibiranno due gruppi: Lobster blues band e Gabriele Scoratti band.

L’iniziativa si propone come un’occasione per stare insieme e fare del bene.

Si richiede a tutti coloro che intendono partecipare una donazione minima di 10 euro.

L’associazione Hospital Mama Ashu onlus è stata costituita nel marzo 2012 grazie ad alcuni volontari impegnati nel sostenere l’ospedale di Chacas nelle Ande del Perù, nato per aiutare la numerosa popolazione di quei territori che è estremamente povera.

La gente che abita questa terra, la “Sierra”, vive una vita strettamente legata al campo e a quello che produce, nella precarietà delle stagioni e del raccolto, spesso soffrendo la fame. In una situazione come questa, i problemi di salute spesso diventano tragedie: ammalarsi è molto facile per chi vive in condizioni di vita precarie, in ambienti domestici malsani e carenti di igiene, con un’alimentazione insufficiente e sfiancandosi nel duro lavoro della terra.
Per gli abitanti della Cordilliera è difficile raggiungere l’ospedale più vicino: devono effettuare molte ore di cammino o utilizzare mezzi di fortuna su strade malmesse e, una volta arrivati, le spese mediche sono insostenibili perchè in Perù l’assistenza sanitaria è ancora oggi totalmente a carico del malato.

Padre Ugo de Censi, salesiano originario della Valtellina, fondatore dell’Operazione Mato Grosso e parroco di Chacas dal 1976, di fronte al dramma della salute sognò un ospedale dove gli indigenti potessero essere curati gratuitamente e con amore. Nel 1994 a Chacas viene inaugurato l’Hospital Mama Ashu, una struttura funzionale ed accogliente costruita grazie alla generosità di molti.

lobster blues band

Sono numerosi, quasi un centinaio i pazienti che ogni giorno arrivano a Chacas anche dopo diverse ore di cammino, certi di trovare ascolto e cure. Ad attenderli ci sono due ambulatori di medicina generale e un ambulatorio attrezzate per emergenze e medicazioni. Sono attivi inoltre un laboratorio di analisi, una radiologia, gli ambulatori oculistico, dentistico e ostetrico-ginecologico, la sala travaglio e la sala parto. In un edificio adiacente, invece, ci sono la mensa e alcune stanze per accogliere i famigliari dei pazienti.

È in costruzione una nuova ala per l’ambulatorio dei vaccini pediatrici e la palestra di riabilitazione fisioterapica. Da anni è attiva la scuola per infermiere che ha già formato numerose figure professionali, che gestiscono il lavoro sanitario sul territorio seguendo le piccole infermerie delle varie comunità, più o meno distanti. Effettuando visite domiciliari e una prima assistenza ambulatoriale, sono un valido supporto per garantire l’efficienza e la continuità del lavoro dell’ospedale. Tutti i medici e volontari italiani che lavorano prestano la loro opera gratuitamente.

All’ospedale sono collegate altre strutture, a cominciare dalla casa santa Teresita, un complesso a Pomallucay per accogliere amorevolmente malati cronici, terminali e anziani soli che non possono essere ospitati a lungo in ospedale né nelle loro povere abitazioni.
Inoltre, c’è la casa san Danielito, a San Luis, che ospita, come in una famiglia, ragazzi e bambini disabili: l’obiettivo è far sì che possano trovare la loro dignità in lavori semplici e la realizzazione di sé in un ambiente affettuoso.
Vi è, poi, l’ospedale Papà Carletto, che sorge a Yanama, a tre ore da Chacas, una zona tra le più vaste e povere della provincia per cui si è reso necessario trasformare l’ambulatorio preesistente in un piccolo ospedale: chi necessita di approfondimenti diagnostici e terapeutici viene trasferito a Chacas.
Infine, casa Virgen de Guadalupe, punto d’appoggio per i periodi delle cure e dove i malati trovano qualcuno che li aiuti a destreggiarsi tra le varie strutture e li accompagni durante il decorso della malattia. Infatti, non sempre è possibile curare i pazienti nell’ospedale di Chacas e i casi più complicati vengono trasportati a Lima a 14 ore per cure specialistiche.

gabriele scoratti band

Tutti possono sostenere l’operazione Mato Grosso raccogliendo farmaci e materiale sanitario a lunga scadenza che verranno inviati all’ospedale con containers.

Medici e paramedici, inoltre, possono regalare le proprie ferie (minimo un mese) e recarsi in Perù gratuitamente per mettere la propria professionalità a servizio dei poveri.

I volontari possono aiutare, nei fine-settimana o nei mesi estivi, a gestire uno dei rifugi che servono a sostenere l’ospedale, ad esempio il rifugio Colombé a Brescia, Gherardi a Bergamo e San Jorio a Como.

È possibile partecipare anche a giornate di lavoro per raccogliere fondi e per conoscere meglio questa realtà sociale.

Per contribuire: Associazione Hospital Mama Ashu onlus – Credito Valtellinese – sede centrale di Bergamo, codice Iban IT73X0521611100000000002900.
Per avere ulteriori informazioni consultare il sito www.mamaashu.org

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