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San Siro dimenticato, l’Atalanta torna grande: questa è la strada per l’Europa

Super Gomez e Grassi trascinanoi nerazzurri contro il modesto Pescara; ora la pausa, poi nove finali che diranno se la banda di Gasperini può sognare

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Tre gol per dimenticare Milano, tre punti per riagganciare l’Inter e avvicinare la Lazio. Missione compiuta. E Gasperini che non mette fretta a Petagna (“si sbloccherà, capita a tutti di non fare gol ma non deve farsene un problema, lui svolge un grandissimo lavoro per la squadra”) offre un assist al ct Ventura, che chiama in azzurro proprio Petagna, per rimediare all’infortunio (auguri!) del bergamasco Gabbiadini. Diventa quindi una Nazionale con tre bergamaschi, cioè Astori, Belotti e Gagliardini e due atalantini, Spinazzola e ora anche Petagna.

Ci sta anche questa bella notizia nella stagione dei record dei nerazzurri, 55 punti come mai nella loro storia. E 17 è record di vittorie, a nove giornate ancora da giocare. Con quale obiettivo? Lo ricorda lo stesso Gasp: “Dobbiamo fare la corsa su noi stessi, ma a questo punto credo che ognuno cerchi di dare il massimo, senza sperare troppo negli inciampi delle rivali. Noi lo facciamo per arrivare almeno sesti, se poi saremo quinti tanto meglio”.

Come è attualmente l’Atalanta, ora di nuovo assieme all’Inter. Con un super Papu, che va in doppia cifra per la prima volta in carriera e può ora riposarsi… si fa per dire: in Nazionale anche se ha la cittadinanza italiana non va per i noti motivi, avendo giocato dieci anni fa con l’Argentina.

Festeggia anche Grassi, al suo primo gol in serie A, promosso titolare con le novità Cristante (bene, tornerà utile in questo finale di campionato magari anche con qualche gol), con l’olandesino Hateboer che esordisce come un veterano e offre l’assist al Gomez per il primo gol. Debutta anche il portiere Gollini, ma certo il Pescara non è avversario da brividi e solo a un minuto dalla fine l’ex veronese deve allungare la mano per mandare in angolo una deviazione di Kastanos.

L’Atalanta torna a macinare punti come si voleva ed era utile fare per dimenticare il disastro di San Siro. Capitolo chiuso e non era nemmeno scontato vincere facile col Pescara, però superPapu ha dato il la col suo gol, segnando dopo meno di un quarto d’ora ed è stato tutto molto più semplice. Avrebbe meritato di finire in rete la giocata da urlo di Toloi, il famoso colpo dello scorpione già provato con successo da Pinilla e da Ibrahimovic. Sfortunato il brasiliano, che ha trovato pronto Bizzarri a negargli il gol capolavoro. Gomez ha fatto l’assist per Grassi, Paloschi si è preso l’oscar della sfortuna con una traversa piena e ancora Gomez ha chiuso il discorso con la doppietta personale.

A questo punto andiamo in pausa e si ripartirà domenica 2 aprile con Genoa-Atalanta. E bisognerà vincere anche lì, a Marassi, nel regno di Gasperini. Che proprio col Genoa ha un bel precedente, visto che ha conquistato l’Europa con i rossoblù, nel 2009.

“Siamo arrivati quarti con 68 punti”, ha ricordato lo stesso Gasp nel dopopartita col Pescara. Era il Genoa di Milito (24 gol, secondo solo a Ibra, 25, che aveva vinto lo scudetto con l’Inter di Mourinho), El Shaarawy, Thiago Motta, ma anche di Beppe Biava e Brivio. Vogliamo fare un confronto? Il Genoa di Gasp dopo 29 giornate aveva 51 punti ed era già quarto (Inter 69, Juventus 62, Milan 55, kla Fiorentina era a 49, la Roma a 46), mentre l’Atalanta è quinta a 55… Nel confronto diretto, l’Atalanta di Delneri aveva pareggiato in casa 1-1 col Genoa di Gasp (gol di Valdes e Criscito), come all’andata (1-1, gol di Floccari e Sculli). Ricordiamo la classifica finale di quel campionato 2008-2009? Inter 84; Juventus e Milan 74; Fiorentina e Genoa 68 ma Fiorentina quarta per la vittoria nello scontro diretto e Genoa in Europa League. L’Atalanta arrivò undicesima con 47 punti. Basteranno questa volta 68 punti per andare in Europa?

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