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Giornata mondiale della felicità: per l’Onu scopo fondamentale dell’uomo

La ''ricetta della felicita''' andrebbe forse chiesta ai danesi perché sono loro al primo posto del World happiness report 2016.

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Sarebbe bello che fosse tutti i giorni dell’anno, ma al momento la celebriamo solo una volta all’anno: il 20 marzo. E’ la Giornata mondiale della felicità, istituita dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2012.

L’Onu riconosce che “la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità” e incoraggia gli Stati e le organizzazioni a “un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone”.

La chiave della felicità potrebbe essere più facile di quanto si creda: risiede in attività semplici, creative e rilassanti come dipingere, scrivere poesie o canzoni, provare una nuova ricetta, lavorare a maglia o all’uncinetto, come dimostra uno studio dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, pubblicato recentemente sulla rivista The Journal of Positive Psychology. E ci sarebbe anche un’età per la felicità, secondo altri ricercatori californiani, che avrebbero individuato il suo picco dopo i 40 anni, nonostante gli acciacchi e il declino cognitivo.

 

Ma la ”ricetta della felicita”’ andrebbe forse chiesta ai danesi perché sono loro al primo posto del World happiness report 2016, mentre l’Italia è solo 50esima per il secondo anno consecutivo. Viene subito dopo Stati come Uzbekistan, Malesia e Nicaragua ed e’ tra i dieci Paesi con la maggiore diminuzione della felicita’ tra il 2005 e il 2015.

E comprensibilmente i dieci paesi con il maggiore calo nella valutazione della vita, secondo lo studio, in genere soffrono di un insieme di tensioni economiche, politiche e sociali. Tre di questi paesi (Grecia, Italia e Spagna) sono tra i quattro paesi dell’Eurozona più colpiti dalla crisi.

 

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