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Atalanta-Pescara, Luciano Zauri è sicuro: “Questa Dea può battere chiunque”

Il doppio ex di giornata: "Credere nell'Europa è un obbligo e i giocatori lo sanno, dopo il ko di San Siro la squadra saprà ripartire ancora più forte"

Dalla Z alla Z. Il Pescara un mese fa ha dato il benservito a Massimo Oddo promuovendo in prima squadra Luciano Zauri, già tecnico della Berretti. Temporaneamente, perché pochi giorni dopo è stato chiamato Zdenek Zeman, partito col botto (5-0 in casa al Genoa) salvo poi fare tre passi indietro, con tre sconfitte secche.

Non lo vedremo a Bergamo in panchina (seguirà Oddo nella sua prossima avventura), ma a Bergamo, con la maglia nerazzurra, Luciano Zauri si è conquistato da calciatore anche la convocazione in Nazionale, nel 2001. Nell’Atalanta è cresciuto seguendo tutta la trafila delle giovanili fino a esordire in serie A, vent’anni fa, a 19 anni (Atalanta-Roma 0-4, dal 32′ del secondo tempo al posto di Gallo) con l’Atalanta di Mondonico per poi tornare nel 1998 e restare fino al 2003, con Giovanni Vavassori: 155 partite e due gol.

E di questa Atalanta, che cosa dice Zauri? Sembra un po’ quella del Vava? “Certo sono esplosi tanti giovani, come in quegli anni. La squadra ha tanto entusiasmo e la giusta sfrontatezza, poi vincere aiuta a vincere…”.

Ma se l’aspettava così in alto? “Mah, era partita malissimo, poi le vittorie su Crotone e Napoli hanno cambiato tutto, trasformando un campionato che sembrava segnato in una splendida stagione. Cosa è successo? Gasperini ha cambiato alcuni interpreti, alcuni giovani non facevano parte del progetto iniziale e… poi ha avuto coraggio e i risultati gli hanno dato ragione”.

Cosa le piace di questa squadra? “Penso a Kessie, che avevo visto al Cesena e mi aveva impressionato in B e quest’anno si è ripetuto alla grande in serie A… Mi hanno colpito soprattutto quei giocatori che sono già stati ceduti o promessi a grandi squadre: Gagliardini, Caldara, lo stesso Conti è destinato a un grande club. Sono giocatori che hanno fatto benissimo: vero che adesso viene il difficile e devono confermarsi ad alti livelli”.

E sul piano del gioco l’Atalanta le dà emozioni? Magari vede anche un altro Zauri tra questi giovani che stanno sorprendendo tutti… “Mi piace molto l’aggressività, la forza fisica di questa squadra: ha perso Gagliardini eppure non ne ha risentito, poi c’è un signor Papu che è un giocatore da top club, di livello superiore. Lui è tra i giocatori più ambiti in assoluto, uno che ti spacca le partite. Perché è vero che ci sono Petagna, Kurtic… ma Gomez è l’arma in più. Un altro Zauri? Mah, io giocavo da esterno basso, loro giocano a tre dietro. E io coprivo poi tanti ruoli. In porta? Una volta ho fatto anche una parata…”.

E vede qualche somiglianza tra Gasperini e il Vava? “Gasperini lo conosco meno, dovrei dire Vava tutta la vita, che per me è stato determinante, anche se poi non è riuscito a ripetersi fuori dall’Atalanta. Ma Gasp è preparatissimo, tenetevelo stretto a Bergamo”.

Il sogno Europa? “Mi pare che i giocatori siano molto determinati, tutti quanti l’hanno ripetuto anche dopo la batosta con l’Inter: ci si deve credere. I tifosi? Io li conosco bene, non hanno mai rinfacciato niente a nessuno, guai… e la squadra vuol far bene, sulla carta può battere chiunque”.

Del Pescara cosa ci dice, Zauri? “Beh la salvezza ormai è quasi un’utopia, anche se l’aritmetica ancora non condanna, l’Empoli non corre ma nemmeno dietro mi pare…Il Pescara in attacco ha buone qualità, è una squadra che ama giocare, anche se dopo la prima partita e quel 5-0 sul Genoa che fa un po’ storia a sè non ho visto tutto questo calcio spregiudicato di Zeman. Certo tutto è possibile, ma non credo ci siano grandi sorprese, mi pare non giochi nemmeno Caprari che è l’attaccante più pericoloso”.

Quindi il suo pronostico dice Atalanta? “Mi auguro Pescara per mille motivi, però l’Atalanta sta facendo benissimo e ho sempre l’Atalanta nel cuore, i miei genitori vivono ancora a Bergamo… Guai a chi ci tocca Bergamo e l’Atalanta”.

E il futuro di Zauri? “Sto completando l’ultimo patentino da allenatore e poi continuerò appena riprenderà ad allenare Oddo, come collaboratore tecnico sempre nel suo staff”.

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