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Uccise due rapinatori, medaglia d’oro dallo Stato al carabiniere di Treviglio: “Un’emozione” foto

Nel 2007 l'allora vicecomandante del Nucleo radiomobile di Treviglio Francesco Ferro dopo un conflitto uccise due autori di una rapina in discoteca. Dopo ben dieci anni ecco la Medaglia d'oro al valore dell'arma dei Carabinieri, una delle più alte e prestigiose onorificenze militari a livello nazionale

Otto dicembre 2007, quattro malviventi di origine slava compiono una rapina in una nota discoteca nella zona di Treviglio per poi darsi alla fuga a bordo di una potente Bmw. Dopo una serie di indagini a tappeto l’auto viene rintracciata nelle vicinanze di Sergnano (CR) dall’allora vicecomandante del Nucleo radiomobile di Treviglio Francesco Ferro e dal suo collega Pasquale Busto. Braccato dagli militari uno dei malviventi estrae un’arma ed esplode alcuni colpi che raggiungono entrambi gli oeratori. Nonostante le gravi ferite riportate il vicecomandante Ferro trova la forza di reagire e, utilizzando l’arma in dotazione, ferisce mortalmente due malviventi, riuscendo poi a bloccare i restanti due grazie alla prontezza di alcuni civili che si trovavano li per puro caso.

Una storia molto cruda che ha segnato profondamente il militare ora in congedo a cui, dopo ben dieci anni da quei terribili eventi, è stata assegnata, con decreto ufficiale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Medaglia d’oro al valore dell’arma dei Carabinieri, una delle più alte e prestigiose onorificenze militari a livello nazionale.

“Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava, unitamente ad altro militare, a fermare un’autovettura sospetta con a bordo quattro persone che, poco prima, avevano compiuto una rapina. – recita la motivazione del presidente Mattarella in merito all’assegnazione di questo riconoscimento – Durante le operazioni di controllo veniva fatto segno a improvvisa e proditoria azione di fuoco e, benché ferito, replicava con l’arma in dotazione, ferendo mortalmente due dei quattro malviventi e riuscendo successivamente a bloccare i complici con l’ausilio di due passanti. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere”.

In attesa della cerimonia ufficiale di consegna, che si terrà molto probabilmente in occasione della festa dell’arma il prossimo giugno, il carabiniere ora in congedo si racconta.

Cosa ha provato quando le è stato comunicato che il Presidente della Repubblica Italiana – su proposta del Ministro della Difesa – le aveva assegnato una delle massime onorificenze militari?

“E’ una grande soddisfazione, per me anche se ormai sono in congedo, una soddisfazione che mi ripaga in parte di tutte le sofferenze che ho patito, ancora oggi sono costretto a prendere diverse medicine. Una bella sensazione con una dedica particolare alla mia famiglia, al nucleo Radiomobile di Treviglio e alla gente bergamasca che non mi ha mai fatto mancare il proprio sostegno”

Di quella terribile notte cosa le è rimasto impresso più di tutto?

“Mi è rimasta impressa una terribile confusione e un senso di sconfitta, uccidere non è per niente bello, per carità rifarei tutto e non provo il minimo rimorso, in fondo mi sono salvato la vita e non devo rimproverarmi nulla, ma ripeto uccidere, togliere una vita chiunque esso sia ti lascia un senso di sconfitta, soprattutto per chi come me ha sempre preferito la prevenzione alla repressione”

Dopo quel giorno la sua vita è cambiata?

“La mia vita è cambiata totalmente, il disturbo da stress e una depressione strisciante ormai sono compagne di vita e non potendole eliminare le prendo in giro, la parte peggiore non è il dolore fisico quello si sopporta e si mette a posto, la cosa peggiore è il dolore psicologico, ancora oggi faccio fatica a capire il senso di quell’accadimento. molta musica di Vasco Rossi – il suo cantante preferito ndr – e tanta poesia mi hanno aiutato pian piano ad alleviare la crisi”

Dove operava quando era in servizio? E invece di cosa si occupa ora che è in congedo in attesa di andare in pensione?

“Ho lavorato per 10 anni a Zanica, poi due nella Squadra omicidi di Brescia per poi spostarmi prima a Treviglio e poi a Urgnano, ora sono in congedo da tre anni, purtroppo il disturbo da stress mi ha “bruciato” ed era rischioso continuare. Adesso mi dedico alla scrittura, penso che tre libri pubblicati e 23 premi letterari in 4 anni siano un buon risultato”

Ha una dedica o un ringraziamento particolare da fare a chi le è stato vicino in questi anni?

“La dedica principale devo farla ai miei familiari che in questi anni hanno sopportato un padre e un marito che ha condizionato la loro esistenza, sarebbe stato facile per loro scappare, invece sono rimasti, mi hanno sostenuto e incoraggiato; poi una persona veramente speciale e un caro amico è il dottor Matteo Copia, Comandante della Polizia Locale di Spirano, persona veramente con doti umane e di preparazione fuori dal comune. Una dedica infine a tutti i miei colleghi del Nucleo Radiomobile di Treviglio, gente con gli attributi che ogni giorno mette in campo sacrificio e professionalità”

Infine il militare ci lascia con un pensiero profondo, legato a ciò che ha vissuto ma anche una grande dichiarazione d’amore a tutti i bergamaschi che da molti anni lo hanno “adottato” – Ferro è infatti originario di Messina ma ha vissuto in provincia di Bergamo per quasi 25 anni -: “Un mio pensiero personale mi porta a dire che non è una medaglia che fa l’uomo, ma sono le azioni e i gesti, la medaglia migliore per me è la riconoscenza dei cittadini bergamaschi.”

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