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“Bezness as usual” al Bergamo Film Meeting: intimo spaccato sul rapporto genitore – figlio

Bergamo Film Meeting, confermando anche questa volta la qualità delle proprie proposte, ha proiettato martedì 14 marzo "Bezness as usual", documentario indipendente del giovane regista olandese Alex Pitstra. Ce ne parla Clara Gerelli, studentessa del Liceo Classico Paolo Sarpi

Alex è finalmente pronto a conoscere davvero suo padre, tunisino, del quale ha pochi e lontani ricordi: così comincia una serie di viaggi a Soussa, città della costa tunisina, nei quali cerca di instaurare un rapporto con la famiglia molto allargata che si è creata da quando il padre è stato cacciato dall’Olanda, paese in cui vivono ancora Alex e la madre.

bezness as usal

Ma facciamo un passo indietro.

Negli anni ’70 e ’80 in Tunisia, e più in generale sulle coste nordafricane, il turismo, una delle attività economiche principali (adesso a causa del terrorismo non più così sviluppata), era pressoché l’unica e ricchissima fonte di guadagno per i cittadini: un vero e proprio business (lì chiamato bezness). Giovani ragazzi si offrivano di intrattenere e accompagnare per le città donne in vacanza in cerca di svago; nella maggior parte dei casi questa attività era una pura fonte di profitto, ma a volte fra le ricche donne europee e questi ragazzi in cerca di denaro nascevano vere relazioni amorose: Alex Pitstra – il regista del film – è frutto di una di queste.

Il film vede il proprio regista protagonista di una profonda analisi interiore, un’analisi del ruolo di figlio, delle concezioni di affetto di due culture agli antipodi, che culmina in un grande dubbio: se suo padre lo stesse trattando come un figliol prodigo solo con lo scopo di raccogliere i frutti del proprio bezness?
Pur trattandosi di un film familiare e intimo è allo stesso tempo universale e ricco di richiami etnografici, riguarda la vita intima del regista e la ricerca di un’identità familiare mentre parla di una forte e attuale tematica sociale, mentre approfondisce la natura del divario culturale fra due mondi molto diversi.

Un film tenero ed estremamente realistico che suscita empatia quasi come un filmato di famiglia, proprio perché si tratta di un documentario nel quale i personaggi (veri parenti di Alex) per la maggior parte del tempo non recitano, ma si comportano con grande naturalezza.

E alla fine, ve lo assicuro, non si può fare a meno che applaudire.

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