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A Lovere: cultura morta? Macché, lì sono le radici del pensiero

La bellezza dell'inutile, diceva Roberto Vecchioni. Ed è proprio per la volontà di non lasciare che la cultura classica si perda per la sua presunta inutilità, che nasce la Settimana della Cultura Classica di Lovere (10 marzo - 3 aprile): studenti sul palco con i grandi artisti, in cartellone undici spettacoli ad ingresso libero. Ce lo raccontano i ragazzi dell'Ufficio Stampa del Festival

Gli antichi trovano casa sul lago d’Iseo in occasione della Settimana della Cultura Classica di Lovere, manifestazione finalizzata alla diffusione della cultura classica e dell’arte teatrale. Settimana di nome, ma di fatto molto più lunga: dal 10 marzo al 3 aprile verranno proposti ben undici spettacoli serali ad ingresso libero.

L’obiettivo è duplice: diffondere al maggior numero di persone la cultura classica ed utilizzare uno strumento antico come il teatro per comprendere il mondo moderno. È con questa convinzione che, qualche anno fa, l’Istituto scolastico Decio Celeri di Lovere ha dato il via all’avventura della Settimana. Oggi vi aderiscono altre scuole del territorio, impegnate in un progetto comune: rappresentare i classici del teatro greco e latino, riportando il pubblico alla radice del pensiero occidentale e all’origine dei valori su cui ancora si fonda la nostra società. L’organizzazione della Settimana è gestita interamente da volontari e dai giovani che compongo l’Ufficio Stampa, ragazzi con l’interesse per la cultura e impegnati a trasmetterla.

Ecco il cartellone in pillole: gli spettacoli del mattino, riservati agli studenti, vedranno esibirsi compagnie di professionisti, fra i quali spiccano l’attrice Lucilla Giagnoni, in scena con “Furiosa…mente”, e l’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa, sul palco con “Le Baccanti” di Euripide.

Gli allestimenti serali saranno invece proposti da compagnie teatrali locali oppure da ragazzi delle scuole del territorio provenienti dalle province limitrofe di Bergamo e Brescia: si parte con gli studenti del Celeri, che rappresenteranno “Prometeo” di Eschilo (21 marzo) e quelli del liceo “Calini” di Brescia, che proporranno “Don Chisciotte” di Cervantes (28 marzo). A seguire “Le Antigoni”, tratto dal dramma di Sofocle (29 Marzo) e “Cyrano” (Lunedì 3 Aprile) e molti altri.

Saranno proposti anche alcuni eventi pomeridiani organizzati in collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, tra i quali l’inaugurazione della mostra a cura del liceo artistico “Celeri” (18 Marzo), l’incontro Nicola Giardini, autore di «Viva il Latino. Storie e bellezze di una lingua inutile» (20 Marzo) ed un convegno sulla differenza tra gli eroi antichi e quelli moderni (28 Marzo).

Relatori d’eccezione saranno l’attrice Lucilla Giagnoni, la storica dell’arte Silvia Capponi e Salvatore Pennisi, membro della Commissione Didattica Onlus Gariwo.

Anche quest’anno la cultura a Lovere non intende farsi da parte e desidera anzi far sapere che ciò che risiede negli scritti classici non ha tempo e non ha luogo, e come tale ha significato per tutti i tempi e può essere espresso in qualsiasi posto. La Cultura Classica ha un valore universale che dobbiamo impegnarci a sostenere e a supportare, senza lasciare che la bellezza degli insegnamenti trasmessi, si perda nell’attuale superficialità con cui si tende a tralasciare queste opere. E soprattutto si perda nella superficiale pretesa che di questa presunta “inutilità” si possa fare a meno.

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