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Colognola, residenti replicano al centrodestra: “Sulle rotte di Orio vanno contro la legge”

L’Associazione “Colognola per il suo futuro” risponde alla dichiarazione dei partiti del centrodestra del Comune di Bergamo sulla proposta di nuove rotte

L’associazione “Colognola per il suo futuro” replica ai partiti del centrodestra del Comune di Bergamo sulla proposta di nuove rotte per l’aeroporto di Orio al Serio. In una nota congiunta Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista Tentorio sostenevano di aver preso visione dello studio realizzato da Arpa Lombardia relativamente alla proposta di nuova rotta da parte del Comune di Bergamo e di aver verificato che la rotta coinvolgerebbe circa 4mila persone in più rispetto alla precedente (LEGGI QUI).

Secondo l’associazione del quartiere cittadino, però, i conti non tornerebbero: “La normativa comunitaria e nazionale – risponde “Colognola per il suo futuro” – impone di ‘minimizzare il numero delle persone esposte al rumore superiore ai 60 decibel’. I livelli inferiori a tali limite, infatti, non sono soggetti a particolari tutele”.

“È grave – continua l’associazione – che dei partiti politici assumano posizioni in contrasto con il dettato della legge, anziché invocarne il rispetto. Il fatto che la revisione preveda migliaia di persone in meno comprese nella fascia 60-65 decibel, quasi esclusivamente residenti a Colognola, non può essere considerato ininfluente, bensì l’applicazione fedele della normativa in vigore e l’unico modo per suddividere i disagi, affinché siano sopportabili per tutti”.

“La proposta del sindaco di Bergamo Giorgio Gori – conclude l’Associazione – appare in linea con la posizione assunta all’unanimità dal Consiglio comunale di Bergamo nel luglio 2013, ovvero che ‘nessun quartiere cittadino può essere incluso negli intorni aeroportuali, con livelli superiori a 60 decibel’. Anche la nostra Associazione ravvisa la necessità di porre un limite allo sviluppo dello scalo di Orio, ma lo stop ai voli non può essere usato come alibi per impedire di mitigare i gravi danni subiti da chi quotidianamente è costretto a sopportare livelli di rumorosità superiori alla soglia critica dei 60 decibel, in netto contrasto con quanto la legge impone”.

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