BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Diario da New York: “Io, la neve a Central Park e l’emozione del basket Nba” foto

Stefano Vailati, classe '2000, si trova a New York dove svolgerà uno stage alle Nazioni Unite: un'esperienza che racconterà giornalmente anche a noi con una sorta di diario di bordo

Più informazioni su

Stefano Vailati, studente del liceo classico Paolo Sarpi di Bergamo, per 8 giorni è a New York per un prestigioso e originale stage alle Nazioni Unite, nell’ambito dell’iniziativa “Studenti ambasciatori alle Nazioni Unite”, insieme a giovani da tutto il mondo. Organizzata per il nostro Paese dall’Italian Diplomatic Academy di Verona, questa iniziativa prevede un corso di formazione di 4 mesi con esperti di storia, diplomazia, diritto, geopolitica e inglese, con, appunto, uno stage finale di 8 giorni (13-21 marzo) all’Onu a New York dove gli studenti simulano la discussione e la formulazione di risoluzioni su problemi concreti. Ogni studente deve  rappresentare la posizione di uno Stato diverso da quello di provenienza, che gli viene assegnato a caso. Stefano Vailati deve rappresentare la posizione delle Isole Mauritius riguardo a un contenzioso fra Cina e Filippine nel Mar Cinese meridionale.

Un’esperienza che racconterà giornalmente a Bergamonews e ai suoi lettori.

Questo è stato il suo secondo giorno negli Stati Uniti:

“Ieri notte erano le due quando ho finto si scrivere. Dopo sei ore di sonno inizia un nuovo giorno. Guardo fuori dalla finestra e non vedo nulla, sembra appannata. Guardo meglio e capisco che il vetro è pulito, e che quella che sembrava condensa in realtà è neve. Fuori infuria la bufera, o quasi, i telegiornali non parlano d’altro e quasi tutti i negozi sono chiusi, io penso alle (poche) nevicate pesanti di cui mi ricordo e concludo che New York ha molto da imparare da Bergamo su come gestire una nevicata, soprattutto sul fatto che nel togliere la neve dalle strade bisognerebbe ricordarsi che i pedoni potrebbero aver bisogno di attraversare la strada e potrebbero volerlo fare senza scalare montagne di neve.

Finite queste considerazioni, scendo insieme ad alcuni compagni di corso per fare colazione e, vista la coda al bar dell’albergo, decidiamo di cercare un posto dove bere qualcosa di caldo nei dintorni. Mai scelta fu più sbagliata. Appena usciti veniamo investiti da un vento freddo e da una miriade di enormi e taglienti fiocchi di neve ghiacciati, e così continuiamo finché troviamo un bar aperto, per fortuna non troppo lontano. Se possibile, il tragitto di ritorno è anche peggio, perché questa volta il vento soffia contro e i fiocchi arrivano dritti in faccia. In teoria oggi dovremmo visitare almeno un paio di musei tra i tanti presenti in città, ma sono quasi tutti chiusi per la neve e quindi ci dividiamo in gruppetti e vaghiamo un po’ intorno a Time Square.

New York con la neve

Alle due del pomeriggio, dopo aver mangiato un boccone, torniamo in hotel per riposarci e riscaldarci un attimo, ma dopo una mezz’oretta usciamo di nuovo. La meta ? Central Park.
Non penso di poter descrivere il parco e lo zoo (che purtroppo non abbiamo avuto tempo di visitare completamente), se non con due parole: pura magia. Per dare un’idea lascio parlare le foto che ho scattato (lungi da me la presunzione di essere un fotografo capace, ho fatto del mio meglio con il cellulare), ma dal vivo è un’altra cosa, fidatevi.

Dopo un’altra breve pausa in hotel è giunto il momento che ho aspettato tutto il giorno: la sfida di Nba tra New York Knicks e Indiana Pacers. Da appassionatissimo di basket quale sono, vedere un match della massima lega americana è sempre stato un sogno, che si è anche sempre mostrato irrealizzabile per le date delle partite, raramente coincidenti con i periodi utili per un viaggio (che già non è un’esperienza frequente).

Il viaggio verso il mitico Madison Square Garden, storico palazzetto newyorkese, è stato piuttosto assurdo, schiacciati in otto in una specie di pulmino guidato da uno pseudo-tassista (forse) dipendente dell’albergo, ma alla fine siamo giunti incolumi a destinazione e abbiamo acquistato i biglietti che, nonostante fossero tra quelli rimasti a basso prezzo e quindi non dei migliori, ci hanno garantito dei posti in una posizione abbastanza comoda per seguire il match, sebbene piuttosto lontana dal campo. Inutile descrivere le nostre sensazioni quando ci siamo seduti ed è iniziata la partita: meno poetico rispetto a Central Park, ma altrettanto emozionante.

New York con la neve

Al ritorno abbiamo optato per una passeggiata, perché nonostante il freddo almeno era finita la bufera, e siamo tornati intorno alle 11. Vista la stanchezza e le temperature esterne non proprio favorevoli, per la cena abbiamo dovuto optare per il massimo della blasfemia culinaria, ordinando delle pizze, che fortunatamente si sono rivelate quantomeno commestibili.

Dopo un breve riassunto del programma di domani siamo tornati nelle rispettive camere, sperando in una digestione indolore.

Finito di scrivere, sono in procinto di andare a dormire. Qui sono le tre del mattino, in Italia le otto. Buonanotte a me, buongiorno a voi. A domani”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.