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Pd, a Bergamo in 50 per un nuovo circolo: nasce dal Comitato per il Sì

L'esperienza, già testata a Milano, punta a superare la logica “chiusa” dei circoli territoriali: una cinquantina i promotori. Intanto l'ex assessore Enrico Fusi si iscrive ai democratici.

Muove i primi passi a Bergamo un nuovo circolo del Partito Democratico: un’esperienza nuova, mutuata da quella positiva che da tempo è stata attivata a Milano, aperta agli iscritti al Pd e ai circoli territoriali.

Si tratterebbe di un circolo d’ambiente riferito alla “Grande Bergamo” che ha l’obiettivo di far convergere energie che oggi, con la logica dei circoli territoriali, si disperdono: tutto nascerebbe dall’esperienza del Comitato per il Sì costituitosi in occasione del Referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, e da altre esperienze associative, ma i promotori, una cinquantina in tutto, respingono l’etichetta di “renziani”. Tra loro ci sarebbero Nicolò Carretta, Enrico Felli, Maurizio Betelli, Nicola Eynard, Ferrucio Rota, Margherita Molinari, Alberto Colombelli, Vladimiro Lanfranchi, Sara Betelli, Marco Berlanda, Patrizia Fumagalli, Enrico Nusiner e Gianni Cucini.

La richiesta ufficiale di costituzione sarà portata alla direzione del Partito Democratico dopo la fase congressuale: intanto, però, il progetto avrebbe già linee e idee ben definite, illustrate in una sorta di manifesto del nuovo circolo.

Convinti delle necessità di un rafforzamento del partito, i promotori ritengono che un nuovo circolo potrebbe portare diversi benefici al Pd bergamasco: “A parte la crescita numerica delle iscrizioni – spiegano in un documento – il maggior vantaggio sarebbe quello di vedersi innestare organicamente un gruppo qualificato di attivisti, in ordine al potenziamento delle proprie attività di comunicazione, formazione, elaborazione politica e iniziativa sui territorio”.

“Il contesto ambientale – continuano – sarebbe costituito dall’insieme dei luoghi di lavoro, di studio e di gravitazione degli aderenti, ambito territoriale sostanzialmente coincidente con il Comune di Bergamo e i Comuni del circondario”.

L’area di riferimento è quella della “Grande Bergamo”, comprensiva di 49 Comuni, ma senza alcuna preclusione verso chi è desideroso di impegnarsi nel Pd bergamasco a prescindere della zona d’origine e di riferimento.

“La combinazione di mestieri e professioni – continua il manifesto – sarà un fattore di forza del nuovo Circolo: i circoli territoriali tradizionali, legati alla residenza dell’aderente, o i circoli d’ambiente mono-aziendali, sempre meno corrispondono al fulcro di interesse di molti iscritti, spesso nel tempo trasferitisi in altro Comune per ragioni di lavoro o familiari, ma legati da vincoli di varia natura alla città o alla zona d’origine”.

Nelle intenzioni dei promotori il nuovo Circolo d’ambiente sarà strutturalmente uno spazio aperto e non autoreferenziato: “Aperto sistematicamente al dialogo con la società civile e aperto, anzi orientato, alla collaborazione attiva con le altre strutture periferiche e centrali del Pd bergamasco. In generale il rapporto praticato dal nuovo Circolo con i cittadini, la politica e le istituzioni sarà di collaborazione attiva, non di competizione polemica, convinti come siamo che in questa fase occorra soprattutto rammendare le smagliature che sempre più spesso si aprono nel tessuto civile e sociale, trasformandole in occasione di crescita collettiva”.

Punto centrale l’apertura verso il mondo giovanile: “Verso i giovani, i più danneggiati dal momento storico che l’Italia sta vivendo con disoccupazione a livelli inaccettabili e abbandono scolastico prematuro ancora elevato, le modalità proposte dal nuovo Circolo saranno, ove possibile, in collaborazione con le associazioni giovanili presenti sul territorio. Ciò per garantire e incentivare una sempre più ampia partecipazione degli under 30 alla vita politica”.

enrico fusi giorgio gori

Non risulta tra i promotori, ma sembra guardare con attenzione questo circolo l’ex assessore Enrico Fusi che si è recentemente iscritto al Pd. Finita la Democrazia cristiana non aveva più voluto tessere di partito. E l’attività politica che aveva continuato a svolgere era stata legata al movimento civico dell’Aratro col quale negli anni della Giunta guidata da Roberto Bruni aveva la delega alla Cultura. Adesso, vent’anni dopo, la svolta. Enrico Fusi si è tesserato in un momento delicato e difficile del Pd, alle prese con una scissione e con una spaccatura interna, in vista del congresso e delle primarie del 30 aprile.

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