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I 50 anni di Telefono Amico, Papa Francesco incontra la segretaria nazionale: la bergamasca Barbara Amboni foto

Papa Francesco ha incontrato in Vaticano i volontari di Telefono Amico Italia in occasione dei 50 anni di attività durante l'udienza di sabato 11 marzo.

Papa Francesco ha incontrato in Vaticano i volontari di Telefono Amico Italia in occasione dei 50 anni di attività durante l’udienza di sabato 11 marzo. Papa Bergoglio ha ricevuto Barbara Amboni, segretaria nazionale di Telefono Amico, accompagnata dalla sorella Renata, entrambe bergamasche, che hanno consegnato al Pontefice un telefono giallo simbolo dell’associazione.

Papa Francesco ha incoraggiato i volontari “a proseguire con entusiasmo rinnovato il prezioso servizio alla società, perché non si spezzino i legami del dialogo e non venga mai meno l’ascolto”. Dopo avere elogiato il lavoro dell’associazione a sostegno di “quanti si trovano in condizioni di solitudine, smarrimento e necessitano di comprensione e aiuto” Papa Francesco ha fatto riferimento “all’odierno contesto sociale, segnato da molteplici disagi, alla cui origine si trovano l’isolamento e la mancanza di dialogo”.

“Le grandi città, pur essendo sovraffollate, sono emblema di un genere di vita poco umano – ha aggiunto il Papa – in cui prevalgono indifferenza, comunicazione sempre più virtuale e meno personale”.

“È stato un incontro molto emozionante, Papa Francesco è davvero una persona straordinaria, ha avuto parole di elogio e di incoraggiamento per noi – racconta a Bergamonews Barbara Amboni -. Ha voluto incontrarci e salutarci uno ad uno, tutti i volontari, le loro famiglie e i bambini. Per noi è un momento di grande festa, perché oltre al 50° di Telefono Amico a livello nazionale, quest’anno tagliamo il traguardo dei 30 anni di Telefono Amico sede di Bergamo”.

Guarda qui la pagina dedicata a Telefono Amico sull’Osservatore Romano.

IL DISCORSO DEL PAPA AI VOLONTARI DI TELEFONO AMICO ITALIA

Cari fratelli e sorelle,
sono lieto di accogliervi in occasione dei 50 anni di attività di Telefono Amico Italia , e ringrazio il Presidente per le parole di saluto.
La vostra Associazione è impegnata a sostenere quanti si trovano in condizioni di solitudine, smarrimento e necessitano di ascolto, comprensione e aiuto morale. Si tratta di un servizio importante, specialmente nell’odierno contesto sociale, segnato da molteplici disagi alla cui origine si trovano spesso l’isolamento e la mancanza di dialogo. Le grandi città, pur essendo sovraffollate, sono emblema di un genere di vita poco umano a cui gli individui si stanno abituando: indifferenza diffusa, comunicazione sempre più virtuale e meno personale, carenza di valori saldi su cui fondare l’esistenza, cultura dell’avere e dell’apparire. In tale contesto, è indispensabile favorire il dialogo e l’ ascolto .
Il dialogo permette di conoscersi e di comprendere le reciproche esigenze. In primo luogo, esso manifesta un grande rispetto, perché pone le persone in atteggiamento di apertura reciproca, per recepire gli aspetti migliori dell’interlocutore. Inoltre, il dialogo è espressione di carità, perché, pur non ignorando le differenze, può aiutare a ricercare e condividere percorsi in vista del bene comune. Attraverso il dialogo possiamo imparare a vedere l’altro non come una minaccia, ma come un dono di Dio, che ci interpella e ci chiede di essere riconosciuto. Dialogare aiuta le persone a umanizzare i rapporti e a superare le incomprensioni. Se ci fosse più dialogo – ma dialogo vero! – nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nella politica, si risolverebbero più facilmente tante questioni! Quando non c’è il dialogo, crescono i problemi, crescono i malintesi e le divisioni.
Condizione del dialogo è la capacità di ascolto , che purtroppo non è molto comune. Ascoltare l’altro richiede pazienza e attenzione. Solo chi sa tacere, sa ascoltare. Non si può ascoltare parlando: bocca chiusa. Ascoltare Dio, ascoltare il fratello e la sorelle che ha bisogno di aiuto, ascoltare un amico, un familiare. Dio stesso è l’esempio più eccellente di ascolto: ogni volta che preghiamo, Egli ci ascolta, senza chiedere nulla e addirittura ci precede e prende l’iniziativa (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 24) nell’esaudire le nostre richieste di aiuto. L’attitudine all’ascolto, di cui Dio è modello, ci sprona ad abbattere i muri delle incomprensioni, a creare ponti di comunicazione, superando l’isolamento e la chiusura nel proprio piccolo mondo. Qualcuno diceva: per fare la pace, nel mondo, mancano le orecchie, manca gente che sappia ascoltare, e poi da lì viene il dialogo.
Cari amici, attraverso il dialogo e l’ascolto possiamo contribuire alla costruzione di un mondo migliore, rendendolo luogo di accoglienza e rispetto, contrastando così le divisioni e i conflitti. Vi incoraggio a proseguire con entusiasmo rinnovato il vostro prezioso servizio alla società, perché nessuno rimanga isolato, perché non si spezzino i legami del dialogo, e perché non venga mai meno l’ascolto, che è la manifestazione più semplice di carità verso i fratelli.
Mentre conto sulle vostre preghiere, vi affido alla protezione della Vergine Maria, Donna del silenzio e dell’ascolto, e di cuore benedico voi, i vostri collaboratori e quanti “incontrate” – telefonicamente – nel vostro lavoro quotidiano. Grazie.

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