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Con Kessie, senza Masiello: l’Atalanta a San Siro per l’esame di maturità europeo

Non perdere in casa dell'Inter permetterebbe ai bergamaschi di affrontare le prossime tre sfide (con Pescara, Genoa e Sassuolo) con un preziosissimo vantaggio sulla formazione di Pioli

Partita di grande fascino quella che attende domenica la Dea che farà visita all’Inter in un match che vale l’Europa. Le due compagini sono distanziate di un solo punto in classifica con i nerazzurri bergamaschi che precedono quelli milanesi.

La squadra di Pioli è reduce dalla scorpacciata di gol a Cagliari e vede la possibilità di superare i nostri, fermati dalla Fiorentina nella partita di domenica scorsa. Dire che si sia trattato di una battuta d’arresto per la Dea è corretto solo per il risultato, ma appare ovvio che per una formazione come la nostra, da sempre abituata a combattere per altri traguardi, pareggiare una partita con la Fiorentina non può e non deve rappresentare un dramma. Del resto, e l’avevo già sottolineato la scorsa settimana, pretendere che questi ragazzi possano vincere tutte le partite appare decisamente utopistico, quindi vale un solo dictat: piedi a terra e continuare a giocare con questa voglia e questi ritmi.

Per poter restare a combattere per questi traguardi devi però avere continuità, una panchina lunga (che purtroppo, è un dato di fatto, la Dea non ha alla stessa altezza delle altre contendenti e lo si è visto domenica) e, ovviamente, anche una discreta dose di fortuna (che nella vita non guasta mai).

In questo momento la classifica per la lotta all’Europa League è davvero cortissima se pensiamo che in soli 3 punti sono racchiuse 4 squadre (Lazio, Atalanta e le due milanesi). Non sarà per nulla facile raggiungere l’obiettivo, questo è evidente, ma se la Dea dovesse riuscire a centrare un risultato positivo a San Siro, avrà il vantaggio di poter poi affrontare 3 partite decisamente più abbordabili (Pescara, Genoa e Sassuolo) con la possibilità di restare in corsa per l’ambito traguardo.

Nei 56 precedenti tra Inter e Atalanta disputati al Meazza la squadra milanese ha trionfato per ben 39 volte, 9 sono stati i pareggi mentre 8 sono state le vittorie atalantine, 106 le reti messe a segno dai meneghini mentre 44 quelle orobiche. Tenendo conto anche delle partite giocate all’Atleti Azzurri d’Italia, nel totale dei 113 incontri in Serie A l’Inter è nettamente in vantaggio con 61 vittorie a 24, a fronte di 28 pareggi, con 199 gol fatti e 108 incassati.

L’ultima vittoria della squadra di Erick Thohir risale alla stagione scorsa, quando alla prima giornata di campionato l’Inter riuscì, peraltro immeritatamente, a battere una Dea ridotta in 10 dall’espulsione di Carmona: complice una dormita della difesa atalantina dopo una rimessa laterale, Jovetic riuscì a battere Sportiello al 48° del secondo tempo. L’ultimo pareggio è datato 18 marzo 2012 e fu uno 0-0.

L’ultimo exploit atalantino a San Siro risale invece alla stagione 2013-2014, quando gli uomini di Colantuono vinsero per 2-1: Jack Bonaventura sbloccò l’incontro ma Icardi, con un bel destro sul primo palo, pareggiò nel minuto successivo depositando il pallone alle spalle di Consigli. Proprio allo scadere, però, l’attuale centrocampista del Milan realizzò la doppietta personale che permise alla Dea di trionfare.

In tema di vittorie atalantine al Meazza non potrò mai scordare la straordinaria impresa del campionato 2012/2013. L’Inter passò in vantaggio con Tommaso Rocchi, la Dea pareggiò con Bonaventura, poi una doppietta di Ricky Alvarez portò il Biscione sopra per 3-1. La partita sembrava finita quando cominciò il Denis show: l’argentino con una tripletta da antologia in 12 minuti mise all’angolo la squadra allenata da Andrea Stramaccioni per il 3-4 finale. Non vi dico cosa successe nel settore ospiti, credo sia stata una delle più belle trasferte della mia vita.

Per le statistiche il primo precedente in serie A tra le formazioni risale al 3 aprile 1938, data in cui l’Inter di Castellazzi si impose 1-0 grazie al gol di Ferraris. La prima vittoria orobica fu invece quella del 29 settembre 1946: 1-0 grazie a un gol su rigore di Gallo.

Venendo infine alle curiosità, la partita più ricca di reti tra le due formazioni è il 7-2 di San Siro del 25 marzo del 1990: l’Inter di Trapattoni sconfisse la Dea di Mondonico grazie alla doppietta di Klinsmann e le reti di Bergomi, Matthaeus, Baresi, Berti e Serena (per la Dea autogol di Ferri e rete di Nicolini).

Nella gara d’andata l’Atalanta si impose tra le mura amiche vincendo per 2-1, grazie alle reti di Masiello nel primo tempo e Pinilla all’88’ (di Eder la rete del momentaneo pareggio interista).

Tutti disponibili gli uomini di Pioli, a partire da Brozovic, assente a Cagliari per noie fisiche ma recuperato per la sfida di domenica. Tuttavia, sulla trequarti può essere confermato Banega, dopo la prova positiva disputata in Sardegna. In difesa ballottaggio Murillo-Ansaldi, da monitorare Medel che giovedì ha interrotto anzitempo la seduta di allenamento. Questo il probabile undici interista iniziale: Handanovic, Murillo, Medel, Miranda, Candreva, Kondogbia, Gagliardini, D’Ambrosio, Banega, Perisic, Icardi.

Mister Gasperini dovrà fare a meno di Masiello squalificato e sostituito da Zukanovic, mentre potrà nuovamente contare su Kessie che ha scontato il turno di stop. Davanti confermatissimi Gomez e Petagna. Per il resto dovrebbe giocare la formazione titolare. Certamente assente Pesic, mentre difficile appare il recupero sia di Dramè che di Migliaccio. La formazione di partenza atalantina: Berisha, Toloi, Caldara, Zukanovic, Conti, Kurtic, Freuler, Kessie’, Spinazzola, Petagna, Gomez.

Due sono gli ex della gara: il primo è il mister atalantino Gasperini che nella stagione 2011/2012 guidò per sole 4 giornate di campionato i milanesi venendo esonerato nel settembre 2011 dopo un pessimo inizio di torneo, il secondo è Roberto Gagliardini, passato a gennaio alla corte di Pioli dopo aver disputato le prime 14 gare di campionato con la maglia della Dea, lasciando peraltro un po’ di amaro in bocca a molti tifosi che avrebbero voluto vederlo a Bergamo sino alla fine del campionato.

Arbitro della sfida sarà il 37enne fiorentino Massimiliano Irrati, della sezione di Pistoia alla sua 69ma direzione nella massima serie. Quest’anno è alla sua 13ma apparizione in serie A e ha diretto per 2 volte l’Inter, entrambe in trasferta (sconfitta a Verona e vittoria a Palermo) e una volta la Dea nella negativa trasferta di Torino sponda bianconera. L’arbitro toscano non porta particolarmente bene alla squadra orobica visto che nelle 9 occasioni nelle quali ha avuto modo di arbitrarla, ben 6 sono state le sconfitte, 2 i pareggi e una sola la vittoria (contro la Lazio nel campionato scorso).

Per me domenica, in qualsiasi modo finisca, sarà emozionante comunque: il mio piccolo Tommaso affronterà la sua prima trasferta, alla Scala del calcio. Una vittoria sarebbe il regalo più bello che possa ricevere: dai ragazzi mettetecela tutta.

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