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Niccolò Carretta: che cosa mi aspetto dalla tre giorni torinese del Lingotto

Pubblichiamo una riflessione di Niccolò Carretta, Consigliere Comunale al Comune di Bergamo per la Lista Gori, sulla tre giorni del Partito Democratico a Torino

Pubblichiamo una riflessione di Niccolò Carretta, Consigliere Comunale al Comune di Bergamo per la Lista Gori, sulla tre giorni del Partito Democratico a Torino.

Per un Lingotto d’oro.

Cosa aspettarsi dalla tre giorni torinese del Lingotto?
Un ritorno alle origini veltroniane di partito a vocazione maggioritaria?
Un netto turning point destinato a cambiare radicalmente il Partito Democratico?
Oppure una scenografia di leopoldiana memoria?

La kermesse torinese che prenderà il via oggi si preannuncia come uno degli appuntamenti più importanti dalla storia della fondazione del Partito Democratico ad oggi.
Matteo Renzi ha abbandonato l’aereo presidenziale, ripreso in mano il trolley da viaggiatore low-cost ed è pronto ad affrontare un nuovo viaggio, il suo vero viaggio di formazione, per usare un celebre topos letterario, che lo riappacifichi con sé stesso dopo la sconfitta referendaria e che lo riconnetta con quella fetta di Paese che lo ritiene (ancora) l’unica speranza di salvezza in un panorama politico che dopo il 4 dicembre sembra un film in bianco e nero degli anni della Prima Repubblica, senza tuttavia gli attori dell’epoca, controversi ma senza dubbio pensatori e statisti d’alto profilo.

Cosa non ha funzionato negli anni del Renzi Segretario del Partito Democratico?
In un viaggio la meta si può scoprire un po’ per volta, ma il punto di partenza è ben definito e dobbiamo acquisire consapevolezza di dove ci troviamo.
Poco interesse delle dinamiche territoriali, poco rinnovo della classe dirigente, l’impressione di una cortina troppo ristretta cha non ha liberato tutte le energie a disposizione e toni a tratti insopportabili anche per i convinti sostenitori, come il sottoscritto, sono gli errori da non ri-commettere, che hanno a tratti offuscato l’ottimo lavoro svolto nei 1000 giorni di Governo, che sono certo passeranno alla storia come i giorni di maggior fermento politico-legislativo da molti anni a questa parte.

Si apre la prospettiva di un Matteo 2.0 innovatore più maturo, riflessivo e consapevole dell’importanza di costruire alleanze trasversali che lo aiutino a completare il suo sguardo.

Siamo il partito che è la più grande comunità democratica europea, un’intuizione brillante che sta creando una generazione “nativa democratica” ormai pronta per assumersi maggiori responsabilità e capace di guardare davvero solo al futuro e non al passato che fu (che per tutti ha sempre un sapore speciale).
Il mondo attorno a noi sta cambiando rapidamente: le nuove sfide dettate dalle innovazioni tecnologiche, dai cambiamenti climatici e dai venti sovranisti impongono riflessioni serie e risposte efficaci.
Bisogna costruire una piattaforma valoriale e programmatica che affondi le proprie radici nelle culture progressiste e riformiste della sinistra senza avere paura di abbracciare il mondo moderato, ormai da tempo orfano di veri riferimenti politici; una piattaforma mutuata dalla tradizione liberalsocialista, che abbia l’ossessione di ridurre le disuguaglianze del nostro Paese accentuate da modelli di produzione e consumo sfrenati, in cui è a rischio il ruolo di garanzia e tutela dello Stato, senza voler imbrigliare i mercati in rigidi statalismi.

Possiamo pensare a futuri modelli di sviluppo che allochino più equamente e in modo più sostenibile le risorse?
Possiamo pensare a modelli di società aperta, tollerante, che sappia far crescere e responsabilizzare i propri giovani, che sappia coniugare libertà e sicurezza, sviluppo economico e tutela dell’ambiente, meno pressione fiscale e meno evasione?
Possiamo pensare a rendere più efficace il legame tra la formazione scolastico-universitaria e il mondo del lavoro?
Possiamo pensare a un Partito in grado di parlare al mondo delle partite IVA, del commercio e dei lavoratori autonomi del Nord Italia?
Possiamo pensare e non solo sognare gli Stati Uniti di Europa, in cui ogni Paese federato apporti un contributo economico, culturale e sociale che lo valorizzi per le sue peculiarità e che non mortifichi le differenze?

Mettiamoci #incammino, con serietà, pazienza e ottimismo.
Con Matteo e con tutta la comunità del Partito Democratico.

*Niccolò Carretta
Consigliere Comunale – Comune di Bergamo

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