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Edili Cisl Bergamo: 1500 in meno in tre anni

Mazzola apre il congresso della Filca Cisl di Bergamo

Si è aperto giovedì il congresso della Filca Cisl di Bergamo, con la relazione del segretario uscente Danilo Mazzola, davanti ai 70 delegati in rappresentanza dei circa 7000 iscritti alla categoria.

La prima riflessione di Mazzola è stata proprio dedicata al tesseramento. “Il 2013 abbiamo chiuso la campagna tesseramento a 8.492 iscritti, quasi 1500 in meno rispetto ad oggi. Dei 1500 iscritti, l’85% è dell’edilizia e un restante 15% nell’industria. Per chi fa sindacato, 1500 iscritti in meno pesano tantissimo!”.

Dunque, la crisi dell’edilizia, che nel tunnel della grande crisi che ha colpito l’intero sistema economico a partire dal 2008 ha rappresentato forse il settore che ha sofferto maggiormente, entra a pieno titolo nel congresso degli edili Cisl.

“La crisi vissuta dal 2008 ad oggi – ha detto Mazzola – ha completamente modificato il settore, introducendo purtroppo flessibilità lavorative che hanno obbligato le persone a condizioni sociali molto diverse rispetto al passato. Qui deve essere presente il sindacato, in quanto valori come la Solidarietà e l’Uguaglianza devono essere le basi dove il cambiamento vive in armonia con l’importanza della persona e del suo vivere”.
In questo senso va letto l’attacco al sistema dei voucher. Infatti, continua Mazzola, “la grande maggioranza dei Voucher viene utilizzata in Edilizia e nell’Artigianato, essendo l’Industria un settore molto più verificabile. Penso che questa situazione non possa essere più tollerata e che vadano introdotti i correttivi adeguati, vietando l’utilizzo dei Voucher in Edilizia”.

Un sistema, è stato detto, martirizzato dalla crisi.

Nel 2016 Edilcassa ha censito 5.460 lavoratori iscritti,-5,72% sull’anno precedente, mentre le imprese iscritte sono state 1.619 (-3,92% rispetto al 2015). I dati divengono ancora più drammatici se raffrontati al 2008 con un -55,23% di lavoratori e un -46,80% di imprese.
Intanto, Cassa Edile nel 2016 rappresentava 6.470 lavoratori iscritti (-8,7%) e 889 imprese (4,0% rispetto al 2015).Dal 2008, -56,1% i lavoratori e -44,7% le imprese.

“La nostra provincia ha vissuto la chiusura di imprese storiche e radicate nel territorio, travolte da crisi finanziarie e per mancanza di commesse. Le difficoltà finanziarie per alcune imprese, che hanno lavorato per importanti cantieri come Expo e Brebemi, sono nate da mancati pagamenti di commesse significative. A dicembre 2016, la storica Impresa Guatterini, con una ventina di dipendenti è stata messa in liquidazione, impresa che a Bergamo ha svolto lavori di recupero architettonico importanti. Questa è stata l’ultima! Se ci guardiamo indietro imprese come Poledil, Testa Battista, Cavalleri, Locatelli, Fimet, Pandini, Nuovo Modulo, Colosio spa ed altre piccole che non si conoscono, ma che costituivano il tessuto produttivo bergamasco. Bergamo ha perso una capacità professionale e organizzativa che con fatica riusciremo a ritrovare o almeno a riposizionare in contesti diversi. Da qui si deve ripartire! Non so se il fondo è stato toccato, però noi abbiamo l’obbligo morale di provare a ripartire!”

E per Mazzola, non c’è altra possibilità che ripartire dalla formazione.

“La comoda edilizia, che cementificava e utilizzava in modo indiscriminato il territorio e abbandonava l’esistente in quanto antieconomico, non tornerà più. Va introdotto l’utilizzo di nuovi materiali, che la rendano in armonia con il territorio e la vita delle persone. Gli eventi sismici che nel 2016 e purtroppo all’inizio di quest’anno hanno sconvolto il nostro paese, non possono essere inascoltati! La scelta di introdurre il Marchio di Qualità proposto nella riunione degli stati Generali dell’Edilizia Bergamasca del 2016, è condizione coraggiosa e va nella direzione giusta”.

Cambiare la mentalità e l’approccio delle persone in un settore come l’edile, però, non è semplice: “Si cambia se anche il modo di progettare e di costruire cambia! Più formazione nell’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie (bioedilizia e risparmio energetico). Più formazione nelle tecniche di cura e salvaguardia del territorio. Più formazione per gli investimenti mirati al rischio sismico e al recupero dell’esistente, che passa attraverso il contesto ambientale in cui è collocato”.

La sfida della Filca Cisl è stata lanciata. Domani il congresso affronterà il dibattito, durante il quale sono previsti gli interventi dei segretari nazionale e regionale della categoria. Al termine, le votazioni per il rinnovo della segreteria territoriale.

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