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Arte inDivisa all’ex Ateneo, con un’Ultima Cena a base di cocaina fotogallery

Una mostra d'arte davvero singolare, dove ad esporre le proprie opere sono i poliziotti. È quella che fino al 12 marzo (dalle 10 alle 22) si può gratuitamente visitare all’Ex Ateneo di Città Alta, in Piazza Duomo.

Una mostra d’arte davvero singolare, dove ad esporre le proprie opere sono i poliziotti. È quella che fino al 12 marzo (dalle 10 alle 22) si può gratuitamente visitare all’Ex Ateneo di Città Alta, in Piazza Duomo.

“Mostra d’arte InDivisa”, questo il nome dell’evento, è organizzata dall’Associazione Poliziotti Italiani. Si tratta della seconda edizione della mostra dopo quella inaugurata nel marzo 2010 e che aveva visto la presenza di circa 500 visitatori durante i quattro giorni di esposizione. Un evento nato dalla collaborazione tra Accademia Carrara e Questura di Bergamo, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, che mira a diventare un appuntamento biennale.

“Durante la prima giornata di esposizione abbiamo superato il traguardo delle 100 presenze – commenta con orgoglio il responsabile Stefano Memoli, dell’Associazione Poliziotti Italiani -. Entrare nella testa delle persone, comunicare con loro quando si indossa una divisa, non è sempre facile. Questa iniziativa vuole essere anche e sopratutto un esperimento per far capire alla gente che sotto alla divisa c’è molto altro”.

Una decina gli artisti in mostra: la maggior parte pittori, ma anche scultori. Alcuni “autoctoni”, o comunque in servizio a Bergamo. Altri selezionati da fuori.

Tra di loro c’è Angelo Langé, 50 anni, di Seriate, in servizio alla Sesta sezione (unità operativa criminalità diffusa) della Questura di Milano. Un “Andy Warhol in divisa”, potremmo definirlo. Anche se, a ben vederlo, i panni del poliziotto sembrano stargli piuttosto stretti, visto che predilige berretto, giubbotto da snowboard, felpa con cappuccio e pantaloni extra-size. Dopotutto, il suo lavoro da poliziotto in borghese glielo consente.

Da anni Langé – che all’attivo ha anche la partecipazione nel docufilm “Cocaina” (regia di Roberto Burchielli e Mauro Parissone) oltre che nel film “Sbirri”, accanto all’attore Raoul Bova – perlustra le strade del capoluogo meneghino a caccia di spacciatori. E le storie alle quale assiste più o meno quotidianamente finiscono per ispirare le sue opere. Come quella che si nota non appena varcata la porta d’ingresso della mostra: un’Ultima Cena di Leonardo da Vinci rivisitata in chiave street-art e un poco provocatoria: nei piatti di Gesù e degli apostoli, infatti, sono stese strisce di cocaina. Il titolo dell’opera? “Libero Arbitrio”.

Le opere in mostra
Le opere in mostra

Ma poi c’è anche chi, come Domenico Fittipaldi, 44 anni, di Matera, tende a separare la passione per l’arte dal suo lavoro: “Mi sono diplomato al Liceo Artistico di Matera – racconta -, poi le strade della vita mi hanno portato a fare il poliziotto. Mi ritengo un paesaggista, amo la cultura contadina. Nei miei quadri preferisco riportare altro rispetto a quel che vivo sul posto di lavoro”. Ad ulteriore testimonianza di come, sotto la divisa, ci sia anche molto altro.

Le opere in mostra
Le opere in mostra
Le opere in mostra

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