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“Killer dei gatti”, condannato ma è povero: le spese legali le paga lo Stato

M.F., 43enne di Trescore Balneario, dichiara meno di 11.528,41 euro all'anno: le spese processuali sue e delle parti civili sono a carico dell'erario

“Una sentenza storica”: Mirella Bridda dell’Enpa di Bergamo commenta così il verdetto del giudice del tribunale di Bergamo Antonella Bertoja che mercoledì 1 marzo ha condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere, oltre a due anni di libertà vigilata, M.F., il killer dei gatti di Trescore Balneario (LEGGI QUI). 

Il giudice ha riconosciuto all’uomo la recidiva specifica, che permette di aumentare la pena, e nella condanna è andato ben oltre la richiesta del pubblico ministero di un anno e quattro mesi. F. dovrà inoltre versare un risarcimento di cinquemila euro per ognuna delle parti civili: Enpa, Diritti Animali e Ugda, e pagare le spese processuali proprie e delle parti coinvolte. Anzi no, perchè al condannato è stato riconosciuto il Patrocinio a spese dello Stato: avendo un reddito annuo inferiore agli 11.528,41 lordi e senza beni intestati, eviterà di pagare le spese processuali, sia proprie che degli altri, che saranno a carico dell’erario. I risarcimenti rimarranno invece cristallizzati, in attesa che l’uomo possa ricominciare a lavorare.

L’avvocato dell’uomo, Isabella Colombo, si è comunque dichiarato pronta a proseguire la battaglia processuale: “È una condanna che si discosta molto da quella che era stata la richieta del pubblico ministero di un anno e quattro mesi, a causa della recidiva specifica – spiega Colombo – . Stranamente nei due procedimenti, questo e quello per stalking, i due giudici hanno riconosciuto il mio assistito in uno capace di intendere e di volere, nell’altro solo a metà. In ogni caso procederemo in appello”.

Soddisfazione per la sentenza è stata invece espressa dall’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), che si era costituita parte civile al processo: “Da Bergamo oggi viene lanciato un segnale importantissimo – spiega la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – e sono convinta che questa sentenza ha tutte le che carte in regola per fare giurisprudenza. Dall’entità della pena inflitta al “killer dei gatti” mi sembra vi sia finalmente una piena valutazione della reale portata e gravità dei delitti da lui commessi. Mi auguro che si inneschi un “effetto domino” che coinvolga tutti gli altri procedimenti giudiziari che abbiano ad oggetto reati in danno agli animali, a partire dal caso del cane Angelo”.

Sulla stessa linea anche l’Enpa di Bergamo, che, con il commissario straordinario Mirella Bridda, ha seguito passo dopo passo l’intera vicenda, anche prima che l’imputato venisse rinviato a giudizio. “La severità della condanna – conclude Bridda – è un fatto estremamente positivo, ma questo non può cancellare il dolore e l’amarezza che noi tutti proviamo a causa delle terribili sevizie inflitte agli animali. Penso che sia finalmente giunto il momento di prevedere un inasprimento delle pene per i reati in danno agli animali”.

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