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Università, una meta difficile da raggiungere? Lettera aperta di una studentessa

Parcheggi sempre più cari e trasporti pubblici inadeguati per raggiungere l'Università: la lettera di denuncia di Anna Api, classe 1997, studentessa dell'Università di Bergamo.

Vi scrivo quella che penso essere l’ennesima lettera di protesta verso una problematica già denunciata da molti lettori, ma analizzata da un punto di vista (credo) differente.
Come già noto a molti, infatti, non solo l’imposizione del pagamento dei parcheggi è stato esteso alla domenica, ma i prezzi sono vertiginosamente aumentati.

Sono una studentessa che frequenta una delle facoltà umanistiche in città alta e vorrei porre l’attenzione su una realtà inadeguata e insoddisfacente, che coinvolge almeno la maggior parte degli studenti. È risaputo che la retta annuale richiesta dall’ Università di Bergamo non sia granché accessibile; a questa si sommano le spese relative ad eventuali abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici.
Molti ragazzi provengono infatti da altre città che non godono di un numero altrettanto “elevato” di facoltà e si vedono obbligati ad iscriversi presso i nostri atenei, ritrovandosi a far fronte a spese eccessive che riguardano biglietti di pullman, treni, tram, i cui servizi sono oltretutto insufficienti.
I più fortunati che abitano in zona possono godere di una buona passeggiata o dell’utilizzo della moto (se provvisti); altri che invece non possono nemmeno avvalersi degli autobus poiché confinati in zone poco collegate al centro -e lontane molte chilometri- possono sfruttare l’auto.

Ovviamente il povero malcapitato potrebbe anche addentrarsi nell’elettrizzante mondo del trasporto pubblico, ma tenta di trovare un’alternativa allo sprecare quattro ore tra andata e ritorno spendibili in ben altri modi (studio/lavoro) per un servizio, come già sottolineato, non valido. Dunque opta per il mezzo di trasporto più comodo (ma anche uno tra i meno economici).

Ora veniamo alla nota (più) dolente: i parcheggi adiacenti alla sede di Sant’Agostino, così come quelli a Pignolo, oltre ad essere tutti occupati entro le 8:30, costano ben 2 euro l’ora. Quindi, se mediamente uno studente trascorre quattro ore al giorno presso la sede di appartenenza, vengono spesi almeno 8 euro al giorno, somma che va moltiplicata ovviamente per il numero dei giorni settimanali in cui c’è lezione. Si tratta di una cifra esorbitante che non giustifica il servizio (scadente) offerto da qualsiasi mezzo pubblico posto a nostra disposizione. Praticamente sarebbe meno dispendioso tentare la sorte e attendere l’arrivo della multa da pagare, piuttosto che versare giornalmente tale cifra.

Ovviamente ho trattato il problema dal mio personalissimo punto di vista nonché esperienza: ogni studente potrebbe portare la sua testimonianza.
In sintesi, non mi meraviglio se le percentuali di dispersione scolastica e svuotamento delle principali zone della nostra città stiano crescendo in maniera esponenziale, se questi sono i prezzi da pagare.
(Ovviamente sono accettate proposte alternative per risolvere il dissidio economico, se ci sono).

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