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“Università in Città alta meta complicata”; “Ma gli studenti possono cambiare abitudini” foto

La lettera di una studentessa sulle problematiche degli universitari che abitano lontano dall'ateneo nel raggiungere le sedi di Città Alta. La risposta dell'Assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo, Stefano Zenoni

La studentessa chiama, l’assessore risponde. “Buongiorno, sono una ragazza che frequenta una delle facoltà umanistiche in Città Alta e vorrei porre l’attenzione su una realtà poco soddisfacente che coinvolge buona parte degli studenti”. Comincia così la lettera che Anna Api, studentessa universitaria di 20 anni, ha inviato alla redazione di Bergamonews chiedendo che venisse sottoposta all’attenzione dell’amministrazione comunale, in merito alle difficoltà che alcuni studenti (in particolar modo quelli che abitano a parecchi chilometri di distanza dall’Università) incontrerebbero nel raggiungere quotidianamente le sedi universitarie di Città Alta. Difficoltà che – a detta della studentessa – riguardano soprattutto la scarsa ottimizzazione dei tempi e i costi.

“La retta annuale richiesta dall’Università di Bergamo non è granché accessibile – scrive Anna -. A questa si sommano poi le spese relative ad eventuali abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici. Molti ragazzi provengono infatti da altre città che non godono di un numero altrettanto “elevato” di facoltà e si vedono obbligati ad iscriversi presso i nostri atenei, ritrovandosi a far fronte a spese eccessive che riguardano biglietti di pullman, treni, tram, i cui servizi sono oltretutto insufficienti. I più fortunati, quelli che abitano in zona, possono godere di una buona passeggiata o dell’utilizzo della moto (se provvisti); altri che invece non possono nemmeno avvalersi degli autobus poiché confinati in zone poco collegate al centro – e lontane molte chilometri – devono sfruttare l’auto. Ovviamente, chi si trova in questa situazione potrebbe anche affidarsi al trasporto pubblico, ma tenta di trovare un’alternativa allo sprecare parecchie ore tra andata e ritorno spendibili in ben altro modo (studiando o lavorando, ad esempio) per un servizio, come già sottolineato, che non offre garanzie sufficienti. Dunque, opta per il mezzo di trasporto più comodo (ma anche uno tra i meno economici)”.

Poi, subentrerebbe quella che la studentessa ritiene essere la nota più dolente: “I parcheggi adiacenti alla sede di Sant’Agostino, così come quelli a Pignolo, oltre ad essere tutti occupati entro le 8.30 del mattino, costano ben 2 euro l’ora. Quindi, se mediamente uno studente trascorre quattro ore al giorno nella sede di appartenenza, vengono spesi almeno 8 euro al giorno, somma che va moltiplicata per il numero dei giorni settimanali in cui c’è lezione. Si tratta di una cifra esorbitante che non giustifica il servizio (scadente) offerto da qualsiasi mezzo pubblico posto a nostra disposizione. Sarebbe quasi meno dispendioso tentare la sorte e attendere l’arrivo della multa da pagare, piuttosto che versare giornalmente tale cifra”.

“In sintesi – conclude Anna – non mi meraviglio se le percentuali di dispersione scolastica e svuotamento delle principali zone della nostra città stiano crescendo in maniera esponenziale, se questi sono i prezzi da pagare”.

La lettera è stata inoltrata all’Assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo, Stefano Zenoni, che ha risposto alla giovane studentessa.

“La sede universitaria di Sant’Agostino si trova in Città Alta, ovvero nel cuore del centro storico collinare della città e nel centro di Bergamo. Qui come altrove è inevitabile e necessario che la sosta in zone così centrali, monumentali e turistiche sia a pagamento – risponde l’assessore  Zenoni -. Lo è da molti anni e nel caso specifico di Città Alta il pagamento nei festivi è una realtà da quasi dieci anni, così come le politiche di chiusura al traffico nelle sere estive e, di nuovo, nei festivi. Per altro Città Alta ha in tutto circa 200 posti auto a rotazione, ovvero un numero molto esiguo per le esigenze possibili dell’università e di tutto il centro storico, proprio perché la sua accessibilità può e deve guardare ad altri mezzi. Che una sede universitaria in tale posizione sia facilmente accessibile alle auto private mi parrebbe in forte controtendenza con il panorama italiano ed europeo”.

Stefano Zenoni

(nella foto: l’assessore Stefano Zenoni)

Veniamo dunque alle alternative: “La sede di Sant’Agostino – continua Zenoni – è certamente raggiungibile in moto, a piedi, in bicicletta (qui comprendo qualche difficoltà dovuta alla pendenza) e certamente in bus. La frequenza della linea 1 è tra le più alte della rete ATB e definire questo servizio “scadente” mi pare poco veritiero. La linea 3 dallo stadio è meno frequente, ma offre comunque un servizio alternativo. Ricordo che UniBG e ATB hanno un accordo che offre agli studenti un abbonamento annuale per l’intera rete a 200 euro annui (54 centesimi al giorno, pari a mezzo caffè), valido tutti i giorni”.

È altrettanto vero, però, che esistono studenti che non risiedono in città o vicino alle principali linee di trasporto: “In questo caso – spiega Zenoni – la risposta non può essere consentire l’accesso in auto a Sant’Agostino o a Città Alta. Bisogna puntare sull’intermodalità, ovvero lo scambio auto-altri mezzi, già oggi possibile. Lo studente in questione può tranquillamente arrivare a Bergamo con la sua auto privata e parcheggiando all’esterno della città nelle aree di sosta gratuita vicine alle fermate del bus, può tranquillamente prendere il mezzo pubblico per salire in Città Alta, o salire direttamente a piedi se decide di sostare, ad esempio in zona stadio (15 minuti di camminata, non impossibili, salvo casi specifici, per uno studente universitario). La sfida della mobilità sostenibile chiama in causa gli amministratori a migliorare i servizi di trasporto collettivo e le alternative, ma chiede anche a noi cittadini qualche piccolo, ma inevitabile, cambio di abitudini”.

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