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La Lega all’attacco del Metrobus: “Molta apparenza e poca sostanza”

"Una scommessa sulla pelle della città e dei commercianti. E l’altra sul futuro di Atb", sostengono gli esponenti del Carroccio

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“Le considerazioni che possiamo fare sul nuovo progetto della Giunta Gori denominato Metrobus sono le seguenti: la prima impressione è che tale iniziativa sia sostanzialmente un’operazione dove c’è molta apparenza e, a conti fatti, davvero poca sostanza”. Comincia così il comunicato della Lega Nord in merito al progetto del Metrobus (leggi qui): la nuova linea urbana di 12 autobus elettrici di ultima generazione che da settembre 2017 viaggeranno lungo un percorso in parte preferenziale, tangenziale al centro, in collegamento con i quartieri e in connessione con gli altri sistemi di mobilità, ossia le linee Atb, il tram, i parcheggi di interscambio e le postazioni di bike sharing La BiGi.

“La prova di questa affermazione – continua il comunicato – è che stiamo assistendo ad una campagna mediatica portata avanti dal Sindaco in modo massiccio, a partire dalla conferenza stampa e dalle paginate che in questi giorni sono uscite sui giornali locali: “un nuovo sistema di trasporto arriverà in città: il metrobus” e ancora “al via la nuova linea C” e “un nuovo tracciato che si svilupperà ad anello nella città”. Tutte queste enunciazioni fanno pensare a chissà quale servizio innovativo partirà a Bergamo da settembre; già il nome metro ricorda da vicino metropolitana, nella realtà invece sarà sempre un trasporto su gomma con un riadattamento della linea 2 dell’Atb che già esiste (e che funziona); si useranno sempre gli autobus con l’unica differenza che saranno elettrici invece che a gasolio/metano”.

Con due scommesse molto azzardate, secondo gli esponenti del Carroccio: “Una sulla pelle della città e dei commercianti e l’altra, se vogliamo, anche sul futuro dell’azienda di trasporti del Comune, Atb”.

La prima scommessa sarebbe quella delle corsie preferenziali: “Un conto è fare delle simulazioni sul traffico, un altro, invece, è testare sul campo i veri effetti di una modifica della viabilità che, comunque vada, coinvolge anche il traffico privato. L’introduzione delle corsie preferenziali, in una città dove numerose vie hanno un calibro della carreggiata molto ridotta, consiglia prudenza; invece si pensa di introdurre in varie parti della città nuove corsie (tra l’altro anche per tratti limitati) vedi per esempio via Garibaldi, via Tiraboschi o Via Verdi, senza pensare che anche non introducendo nuovi sensi unici l’impatto sul traffico (e sui commercianti, già provati dal piano della sosta) ci sarà sicuramente. Non ultimo problema, verrà modificata anche la viabilità nella zona San Bernardino/Baschenis con l’introduzione di una nuova rotatoria e forse l’estensione della ZTL esistente (ora solo notturna)”.

La seconda scommessa ricadrebbe sull’azienda di trasporti cittadina: “I bus elettrici costano il doppio di quelli a gasolio/metano (circa 450 mila euro contro 220 mila/230 mila), quindi se il biglietto avrà lo stesso costo (come confermato dal Comune) dell’attuale linea 2, come potrà l’azienda recuperare il doppio del costo di acquisto dei 12 autobus? Con i nuovi passeggeri? E se i tempi di percorrenza rimarranno ancora alti, visto il traffico e la presenza di numerosi semafori, e quindi il volume dei passeggeri non decollerà, cosa succederà nei conti di Atb? Chi pagherà questa perdita?”, si chiedono i consiglieri leghisti.

“Inoltre – si legge nel comunicato – bisogna sottolineare che la produzione di questi tipi di autobus in Europa è molto ridotta; i principali produttori europei di autobus come Mercedes arriveranno con l’elettrico solo nel 2020 ed intanto puntano invece sull’ibrido (diesel-elettrico), stesso discorso per Volvo e Scania che stanno sperimentando sì un elettrico, ma diverso rispetto alle batterie ad alta capacità che al momento è in mano ai produttori cinesi. Anche in Francia si sta pensando all’elettrico ma con dei tempi di attuazione molto lunghi: solo entro il 2025 le città sopra i 200mila abitanti dovranno avere bus elettrici: si sta tergiversando forse perché l’attuale tecnologia non garantisce un servizio sicuro? O forse perché al momento tale servizio è troppo costoso anche per la manutenzione e smaltimento delle batterie? Tutti noi abbiamo negli occhi le immagini dei bus elettrici della Municipalizzata di Roma che fanno bella mostra, pieni di polvere nei depositi, fermi da oltre quattro anni per via di un’inadeguata manutenzione e di un mancato ricambio delle batterie, molto costoso”.

“L’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni – concludono – in commissione ha detto di essere aperto a suggerimenti, consigli, critiche: nonostante la nostra ferma contrarietà all’introduzione, in una città come Bergamo, di nuove corsie preferenziali, noi una proposta concreta la facciamo: rimandiamo l’acquisto di questi autobus elettrici (il bando non è assegnato); facciamo, eventualmente, prima di tutto una sperimentazione, limitata nel tempo, del nuovo servizio con gli autobus attuali, verificando se i tempi di percorrenza scendono veramente (ne dubitiamo fortemente); verifichiamo sul campo gli effetti sul traffico privato e sul commercio, non solo sulle vie interessate, ma di riflesso su tutta la città e poi decidiamo se mantenere questo nuovo percorso oppure se eliminarlo. Secondariamente, verifichiamo bene la fattibilità economica dell’acquisto degli autobus elettrici (l’importo complessivo non è per niente modesto, trattandosi di 7/8 milioni di euro) comprensiva dei costi di manutenzione e di smaltimento delle batterie. Ci rendiamo conto che questo approccio più prudente e pragmatico si scontra con la volontà del Sindaco di volere tutto e subito (Renzi docet) ma, per il bene di una comunità, a volte è meglio aspettare, valutare con calma e poi scegliere per il bene di tutti”.

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