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“Io, in Siria a combattere l’Isis, vi racconto la vera guerra in Medio Oriente”

Davide Grasso, torinese classe 1980, ha scelto di arruolarsi nelle Unità di protezione popolare nel nord (Ypg) e nelle Forze siriane democratiche contro l’Isis. A Bergamo ha raccontato la sua storia agli studenti del Secco Suardo: "L'Italia vende le armi all’Arabia Saudita, alla Turchia e al Qatar, Paesi che poi sono gli stessi che sostengono l’Isis. La gente deve sapere queste cose"

Sta girando l’Italia per raccontare la sua esperienza da combattente in Siria, per portare agli italiani (soprattutto ai più giovani, nelle scuole e nelle università) quella che lui definisce senza mezzi termini “la verità che i giornali non vi possono raccontare”.

Davide Grasso

Davide Grasso, piemontese classe 1980, nel novembre del 2015 ha deciso di dare una svolta radicale alla sua vita, di lasciare Torino (dove viveva e lavorava) per andare in Siria a combattere l’Isis, a fianco dell’Unità di protezione popolare nel nord (Ypg) e nelle Forze siriane democratiche.

Grasso ha una storia di militanza politica nei centri sociali torinesi, è stato tra i protagonisti delle mobilitazioni No Tav in Val di Susa ma nell’ultimo anno, da febbraio a settembre 2016, è stato nel Nord della Siria.

Ora è tornato e sta girando l’Italia per raccontare la sua storia, la sua esperienza. La sua verità. E mercoledì 15 febbraio è passato anche all’istituto Secco Suardo di Bergamo.

“Sono partito dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre 2015 – ha spiegato Davide Grasso a Bergamonews -: quelli sono luoghi che ho frequentato, dove ho vissuto. E quella notte avrei potuto esserci anch’io tra morti o feriti. A essere colpita quel giorno non è stata solo una città, ma è stata un’intera generazione. Giovani cresciuti con l’Erasmus, magari poco o per nulla religiosi ma tolleranti. Chi ha fatto quell’attentato voleva colpire esattamente questa generazione”.

“Di fronte a questi attentati, a questi atroci attacchi a persone indifese, non potevo stare fermo a guardare – ha continuato il 36enne piemontese -. Mi sono arruolato contro l’Isis ma anche per dare una mano al progetto di confederalismo democratico che sta nascendo nelle zone del Rojava e che supera l’idea dello Stato curdo. E in Italia queste cose non si sanno, o si sanno solo in piccola parte”.

Davide Grasso

“Perché questa disinformazione? Semplice – ha risposto Davide Grasso -, perché anche il nostro Governo ha enormi e imbarazzanti interessi da tenere nascosti, o quantomeno da non pubblicizzare. Nessun giornale vi dirà mai delle armi che vengono vendute anche dall’Italia all’Arabia Saudita, alla Turchia o al Qatar, Paesi che poi sono gli stessi che sostengono l’Isis. Quindi ogni aggiornamento che troverete sarà ‘filtrato’ dalle forze turche che, come ben potete capire, sono controllate da un potere tutt’altro che democratico”.

“In questi ultimissimi anni ho visto politici cavalcare in maniera anche volgare i fatti di cronaca accaduti per mano dell’Isis – ha spiegato ancora il piemontese -, scagliandosi senza una vera ragione contro tutti gli immigrati. Mi sono rivolto anche a Matteo Salvini, lui che disse ‘Andiamo in Siria a combattere’: io ero lì e ho combattuto, lui dov’era?”.

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