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I vigili del fuoco protestano a Roma: mai più trattati come un corpo di serie B

"Non vogliamo essere trattati come un corpo da serie B": con questo slogan i vigili del fuoco del Conapo, che a Bergamo sono guidati da Marco Boriassi protestano giovedì a Roma davanti a Montecitorio.

“Non vogliamo essere trattati come un corpo da serie B”: con questo slogan i vigili del fuoco del Conapo, che a Bergamo sono guidati da Marco Boriassi protestano giovedì a Roma davanti a Montecitorio.

I vigili del fuoco sono sempre in prima linea contro ogni calamità e in difesa della sicurezza dei cittadini, spiega Boriassi. Eppure il trattamento retributivo e pensionistico che ricevono rispetto agli altri corpi di Polizia è ben diverso e chi governa continua a fare orecchie da mercante e non dare mai soluzione a questo problema. Trecento euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici è un affronto che i pompieri del Conapo non riescono più a digerire, anche perché dopo le tante lodi pubbliche poi per loro i soldi non si trovano mai, finiscono sempre all’ultimo posto dell’agenda politica.

E per dire basta a questo trattamento il Conapo ha organizzato per giovedì una manifestazione di protesta a Roma davanti alla Camera dei Deputati che vedrà la partecipazione migliaia di pompieri in divisa provenienti da tutta Italia e non mancheranno ovviamente quelli di Bergamo che daranno il loro forte contributo numerico alla protesta.

“Non possiamo tollerare oltremodo questa inaccettabile situazione anche perché non chiediamo nessun privilegio ma solo parità di trattamento con gli altri corpi semplicemente attraverso l’inserimento nel comparto sicurezza dal quale siamo rimasti nel passato esclusi per volere dei sindacati politicizzati oppure attraverso misure legislative di equiparazione retributiva e pensionistica agli stessi corpi del comparto sicurezza” fa sapere il responsabile provinciale del Conapo di Bergamo che aggiunge “non c’è nessuna attenzione nemmeno per gli specialisti che vivono una sperequazione ancora più elevata con gli altri corpi e continui tagli”.

I vigili del fuoco, gli stessi eroi del terremoto e del Rigopiano, non sono solo i peggio pagati tra i corpi dello Stato ma, secondo la ragioneria generale, si trovano anche agli ultimi posti nella classifica delle retribuzioni del pubblico impiego, ma nessuno interviene. “Una umiliazione che deve essere subito e totalmente sanata in occasione dei decreti di riordino delle carriere che la legge Madia ha previsto entro la fine di questo mese – ha spiegato Boriassi – ecco perché abbiamo urgentemente deciso di gridare il nostro malessere in piazza, chiediamo stanziamenti maggiori anche per noi pompieri”.

“Ma vi è di più – continua il segretario del Conapo – oltre all’affronto di essere i meno pagati e di non vedere mai stanziati i fondi necessari a risolvere una volta per tutte questa ingiustizia, dobbiamo anche combattere la poca attenzione del ministero dell’Interno e degli altri sindacati che rappresentano anche i normali impiegati pubblici, i quali ogni volta che si riesce a spuntare una qualche risorsa aggiuntiva, seppur insufficiente, che il governo stanzia per i Vigili del Fuoco, pretendono di distribuirla anche a chi non è Vigile del Fuoco, a chi sta dietro una scrivania, cosi ritardando sempre il processo di equiparazione agli altri corpi”.

Insomma servitori dello Stato veramente privi di attenzione se pensiamo anche che “durante le drammatiche operazioni di soccorso in centro Italia hanno dovuto persino acquistarsi di tasca propria le calzamaglie termiche per difendersi dal gelo e dalla neve in quanto il ministero dell’interno prevede quel tipo di interventi ma non prevede la fornitura di vestiario adatto”.

I vigili del fuoco si aspettano la solidarietà e il sostegno delle Istituzioni, del governo a partire dal premier Gentiloni e dai Ministri Minniti e Madia, delle forze politiche responsabili, dei mezzi di informazione e dei cittadini”.

E il Conapo lancia un appello agli agli altri sindacati affinché si uniscano alle importanti battaglie per la parità di trattamento con gli altri corpi.

 

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