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Neurofeedback, la nuova terapia contro ansia, stress, insonnia

Una nuova terapia, proveniente dalla Francia, il Neurofeedback dinamico metodo Zengar, che si pone come alternativa ai farmaci, in particolare per il trattamento di ansia e sue somatizzazioni, insonnia, dove vi è un abuso di benzodiapepine, che provocano non pochi effetti collaterali sarà presentata venerdì alle 20.45 al Centro Civico di Petosino, in via Martiri della Libertà, 57, il cui relatore sarà Francesco Lanza.

Si tratta di una metodologia non invasiva e indolore che permette di ricavare informazioni sull’attività cerebrale di una persona e consente al cervello, tramite un feedback-ritorno di informazioni su se stesso, di autoregolare la sua attività ottimizzandola, in modo da produrre cambiamenti e miglioramenti a livello neuro-cognitivo. Questa tecnica d’avanguardia è ampiamente praticata negli Stati Uniti (l’esercito americano la usa per aiutare i reduci da operazioni di guerra a reinserirsi nella vita civile). Sempre più organismi di salute attraverso il mondo ne fanno largo uso (dal 2010 l’ospedale parigino della Pitié Salpêtrière).

La tecnica è fondata sui principi della neuroplasticità e dell’omeostasi dinamica. Il cervello, alla ricerca perpetua delle condizioni ideali di equilibrio, è plastico ed in continua evoluzione. A qualsiasi età e qualunque sia la condizione psicofisica della persona, egli è capace, grazie al supporto del Neurofeedback dinamico, di ritrovare la stabilità e l’efficienza perduta a causa di traumi fisici e psichici. Si differenzia in maniera sostanziale dall’EEG biofeedback, o Neurofeedback di prima generazione, per il fatto che si adatta al funzionamento specifico di ogni singolo cervello (è dinamico), non imponendogli di conformarsi ad una supposta norma corrispondente ad un cervello ideale, ma permettendogli di confrontarsi con sè stesso come davanti ad uno specchio e, rendendosi conto delle incoerenze del suo funzionamento, di correggersi per ottimizzare le sue performances e stabilizzare l’ansia, con notevole beneficio non solo su tutte le sue somatizzazioni, ma anche in campo neurocognitivo.

La persona è comodamente distesa su una poltrona reclinabile. Dei sensori applicati sulla teca cranica, che non emettono nessun tipo di frequenza né di energia, registrano la sua attività cerebrale sotto forma di onde cerebrali ed inviano i dati al computer. Il software in esso contenuto li analizza 256 volte al secondo e, sulla base di un algoritmo specifico basato sui lavori di Dennis Gabor, determina gli eccessi di variabilità interna, tarati non su una supposta norma, ma sul funzionamento specifico di quel cervello.

In ogni banda di frequenza delle diverse onde cerebrali si notano così delle variazioni dall’ampiezza più o meno importante. Delle forti variazioni indicano dei cambiamenti importanti nella sincronizzazione di insiemi neuronali, delle incoerenze nel funzionamento del cervello e degli squilibri fra neuroni eccitatori e neuroni inibitori, che hanno il ruolo fondamentale di gestire tutti i parametri vitali (temperatura corporea, pressione arteriosa, battito cardiaco, ecc.).

Nel millisecondo che segue questa forte variazione il software genera un’interruzione nel flusso continuo della musica melodica, (ideata appositamente dal compositore e tastierista americano Jeff Bova,) che la persona ascolta in cuffia. In effetti il cervello apprezza nella musica la coerenza della trama musicale, che risulta essere estremamente gradevole per il cervello che, anticipandone la traiettoria musicale, è confortato nelle sue attese di coerenza, cosa che non avviene ovviamente nel caso di un bambino che strimpella note a caso su una tastiera. Le note non sono “brutte” di per sè, ma l’incoerenza del suono prodotto, della sequenza musicale illogica, aleatoria e quindi disarmonica, risulta sgradevole.

Allo stesso modo, se il software del Neurofeedback dinamico genera un’interruzione di una frazione di secondo nella musica melodica nel millisecondo che segue una forte variazione nell’attività cerebrale, egli disattende le attese di coerenza del cervello riguardo alla musica che la persona ascolta, nell’esatto momento in cui il suo cervello fa qualcosa di incoerente. Tramite un feedback negativo lo informa in tempo reale sulla sua propria attività ed il gioco è fatto. Di seduta in seduta il cervello recupera in efficienza e plasticità e viene stabilizzata l’ansia, con tutte le sue somatizzazioni. Non si tratta di una musico terapia. La musica è solo un vettore di informazioni, nulla più.

Lo stesso effetto lo si potrebbe ottenere spezzettando i fotogrammi di un film o di un video. Ma il canale uditivo è molto più direttamente innestato nel cervello di quello visivo, motivo per cui la musica è più efficace, come vettore per il feedback negativo dell’interruzione, del video.

Il principale campo di applicazione del Neurofeedback dinamico è la stabilizzazione dell’ansia, attacchi di panico e riduzione della sindrome da stress post traumatico e di tutte le loro somatizzazioni: insonnia, emicranie, fibromialgia, tachicardia, sindrome da fatica cronica, problemi di stomaco ed intestino. Si rivela molto efficace anche come primo intervento in stati depressivi e/o come appoggio alla terapia farmacologica classica. Ultimamente si sono attestati risultati soddisfacenti nel trattamento degli acufeni In campo neurocognitivo degli studi ne attestano l’efficacia per il deficit di attenzione negli adolescenti e negli adulti, con e senza iperattività, e quindi nel trattamento di dislessia, disprassia e discalculia. Le malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson e la demenza senile ne trovano giovamento nel rallentamento del decorso della malattia e nella stabilizzazione dell’umore dei pazienti.

È anche utilizzato nelle ricerca delle peak performaces da sportivi di alto livello di fama internazionale, artisti, creativi, intellettuali. In ambito aziendale si registrano successi nella gestione dello stress e nel miglioramento delle prestazioni lavorative, con diminuzione dell’assenza dalle attivita’.

La serata è organizzata dall’Associazione Ananda, in collaborazione con l’Associazione Bergamasca Acufeni, con il patrocinio del Comune di Sorisole.

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