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Via libera a Rete escursionistica lombarda: “Favorirà turismo e commercio montano”

Via libera in Regione al progetto di legge "Rete escursionistica lombarda" che andrà a definire percorsi escursionistici con un vero e proprio Codice dei sentieri, attraverso la creazione del catasto e la definizione delle competenze da parte dei vari enti gestori

“Far Conoscere i nostri sentieri significa anzitutto poterli promuovere da un punto di vista turistico e culturale. Qualcosa di cui troppo spesso non ci rendiamo conto ma che rappresenta una delle più grandi risorse della nostra regione”.

È questo il commento di Lara Magoni, Consigliere regionale del gruppo Maroni Presidente a margine del via libera in aula del progetto di legge “Rete escursionistica lombarda” che andrà a definire percorsi escursionisticici con un vero e proprio Codice dei sentieri attraverso la creazione del catasto e la definizione delle competenze da parte dei vari enti gestori.

“Uno strumento che favorirà le piccole attività turistiche e commerciali dei territori montani – continua la Magoni – anche perché i sentieri che percorrono il nostro territorio sono un patrimonio inestimabile e un veicolo insostituibile per promuovere la conoscenza delle risorse ambientali, paesaggistiche e storico-culturali. Una legge di cui davvero la Lombardia aveva bisogno, che ho seguito durante i lavori in Commissione VII e che è stata arricchita del contributo del Club Alpino Italiano e delle Guide professioniste, portando all’attenzione le positive esperienze del territorio. La prima e più importante innovazione di questo provvedimento è certamente l’istituzione del catasto della rete escursionistica, strumento e presupposto per la conoscenza e la classificazione dei percorsi, per la manutenzione e per la cura degli stessi, per la programmazione degli interventi per le attività di monitoraggio. Lo dico pensando principalmente alla provincia di Bergamo – precisa la Magoni – un territorio in gran parte montano, percorso da alcuni dei maggiori fiumi del Nord Italia, un territorio che da anni attende e sollecita l’approvazione di una legge di questo tipo. Mi sembra doveroso-conclude la Vice-campionessa del mondo di sci-un ringraziamento anche al Gruppo degli Alpini che insieme ad altre associazioni del territorio in questi anni ci hanno consentito di mantenere vivi i nostri quasi 13 mila km di sentieri con un lavoro prezioso e certosino garantendo così la salvaguardia di questo enorme patrimonio”.

“La rete escursionistica, o dei sentieri, rappresenta un patrimonio molto importante per la Lombardia, da tanti punti di vista: turistico, ambientale, paesaggistico, culturale e storico – spiegano Jacopo Scandella e Mario Barboni, consiglieri regionali del Pd –. Un patrimonio che sicuramente andava normato e che ora va valorizzato e fatto conoscere. L’unico neo è che arriviamo un po’ in ritardo rispetto ad altre regioni che hanno già legiferato. E sicuramente la norma finanziaria non è adeguata: le risorse allocate non sono sufficienti e il rischio è che occorrano 30 anni per riuscire a fare tutto quello che ci si è proposti”.

Per il Pd l’intervento era “necessario, atteso, impegnativo, condiviso, rischioso. Necessario perché mette a sistema un patrimonio troppo spesso trascurato e di cui ora tutti dovremmo farci carico. Atteso soprattutto da chi per anni se ne è occupato, in termini di manutenzione, senza riconoscimenti istituzionali e queste attese ora non vanno deluse. Impegnativo perché è evidente la necessità di investire sui sentieri lombardi, ma se mancano risorse gli enti locali rischiano di entrare in difficoltà. Condiviso soprattutto nelle Commissioni attraverso le audizioni, l’ascolto e il dibattito. Rischioso perché con il catasto sapremo quelle che sono le condizioni dei nostri sentieri, spesso problematiche: quei 13mila chilometri percorribili versano per buona parte in cattive condizioni. Per questo chiediamo maggiori risorse”.

Tuttavia, pur non avendo dubbi circa la necessità della nuova norma e quindi della sua approvazione, Scandella e Barboni sono critici per quel che riguarda il territorio montano: “Per come è impostata la legge, il rischio è che la montagna finisca all’ultimo posto, soprattutto in termini di risorse, invece che al primo, come dovrebbe essere. Vi è, infatti, una diversa ripartizione di fondi che vengono sottratti ad attività sviluppate a favore della montagna e ridistribuiti a favore di altri territori. Ci auguriamo che già in assestamento di bilancio venga fatta una correzione alla dotazione”.

Ma se non è stato approvato l’ordine del giorno del Pd che chiedeva di allocare più risorse, è passato quello che impegna la Giunta a permettere agli enti competenti una sostituzione graduale della segnaletica, assieme all’emendamento che prevede che Regione Lombardia promuova il raggiungimento di accordi fra enti territorialmente competenti e i proprietari per tratti di percorsi di particolare interesse, ma, appunto, privati.

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