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La battaglia di Adolf Hitler all’ex carcere di Sant’Agata fotogallery

La mostra sarà visibile dalle 10 di sabato alle 23 di domenica, mentre lo spettacolo "La battaglia di Adolf Hitler" andrà in scena sabato 18 alle 21.

L’evento La Battaglia di Adolf Hitler, la mostra con installazioni sonore e opere d’arte di Enrico Saresini e lo spettacolo a cura di MFS Divisione Teatro (Simone Rossi, Maria Zocchi) tenutosi lo scorso fine settimana all’Ex Carcere di Sant’Agata (vicolo Sant’Agata in Città Alta), verrà riproposto nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 febbraio.

La mostra sarà visibile dalle 10 di sabato alle 23 di domenica, mentre lo spettacolo “La battaglia di Adolf Hitler” andrà in scena sabato 18 alle 21.

Un progetto multiartistico indaga il passato, la mente e le parole di Adolf Hitler: un viaggio oscuro nella mente del Führer, per rivivere con tutti i sensi allo spettatore l’orrore, la follia e la tragedia a cui portò l’ideologia nazista e per porre degli interrogativi sul presente.

Lo spettacolo vede in scena Simone Rossi, autore dei testi, con una rielaborazione di alcuni passi del Mein Kampf di Adolf Hitler. L’attore interpreta, accompagnato dalle musiche composte ed eseguite live da Maria Zocchi, cinque personaggi diversi, cinque diverse interpretazioni vocali, stranianti e deliranti, dell’ideologia nazista.

Negli spazi dell’Ex Carcere, per tutti e tre i giorni, è allestita la mostra con le opere del pittore bergamasco Enrico Saresini, i corridoi e le celle ospitano installazioni diverse, ogni cella ha una propria sonorizzazione curata dalla pianista e compositrice Maria Zocchi. Per i suoni la compositrice utilizza materiale sonoro di diversa fonte: registrazioni storiche, letture di testi, sue stesse composizioni per pianoforte e l’elaborazione elettronica della voce di Simone Rossi. I corridoi dell’Ex Carcere diventano spazi di suoni contrastanti, aggrovigliati, che fanno sorgere negli spettatori un senso di inquietudine e disorientamento, con la volontà degli autori di spingere lo spettatore a vivere i contenuti dell’arte e non limitandosi a recepirli.

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