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Gianna e Daniela, i misteriosi delitti ancora senza colpevole fotogallery video

A distanza rispettivamente di quasi mezzo anno e di circa due mesi, non hanno ancora un nome gli assassini della 63enne di Seriate e della 48enne di Colognola. Due delitti simili, ma gli inquirenti escludono collegamenti

Due delitti simili, ancora senza colpevole. A distanza rispettivamente di quasi mezzo anno e di circa due mesi, non hanno un nome gli assassini di Gianna del Gaudio e di Daniela Roveri, le due donne uccise con una coltellata al collo, all’interno della propria abitazione, a pochi chilometri di distanza: la prima a Seriate, la seconda a Colognola.

Nonostante lunghe settimane di indagini dei carabinieri da una parte e della polizia dall’altra, non si è ancora capito chi sia stato a colpire in quel modo tanto brutale. E quasi perfetto, visto che gli indizi finora raccolti non sono bastati a dare un nome agli autori.

Gianna del Gaudio, insegnate in pensione di 63 anni, è stata sgozzata all’interno della villetta di Seriate in cui viveva con il marito Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni, unico indagato (a piede libero) per l’omicidio avvenuto nella notte tra il 26 e 27 agosto. Gli inquirenti sono in attesa (da quattro mesi) degli esami del Ris su un taglierino trovato cinque settimane dopo il delitto nella siepe di un’abitazione, che potrebbe esserre l’arma del delitto: secondo i primi rilievi sul cutter sarebbe stato trovato il dna della vittima, di uno sconosciuto ma anche del marito stesso.

L’uomo, difeso dall’avvocato Giovanna Agnelli, dal primo giorno continua a ribadire la propria versione dei fatti: dopo essere uscito a bagnare le piante, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo averlo visto rientrare. Una pista che comunque non ha mai trovato riscontri dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di sorveglianza della zona, che non hanno ripreso nessuno fuggire dalla zona della villetta.

Una ricostruzione simile a quella degli inquirenti per l’omicidio di Daniela Roveri, la manager aziendale di 48 anni trovata morta nella serata di martedì 20 dicembre nell’androne del palazzo in cui viveva, in via Keplero 11 a Colognola. Anche la 48enne è stata uccisa con una coltellata al collo, da una persona che l’ha raggiunta all’ingresso della palazzina in cui viveva con la madre ed è poi fuggito senza lasciare tracce.

L’arma del delitto non è mai stata ritrovata, così come la borsetta e il telefono della donna rubati quella sera. La pista della rapina è comunque stata esclusa fin da subito. Chi indaga sta scavando da quasi otto settimane nella vita della donna, tra il suo lavoro alla Icra Spa di San Paolo d’Argon, la palestra “Il Club” di Azzano San Paolo e i rapporti con i vicini di casa.

Omicidi simili quelli del Gaudio e Roveri, ma che comunque secondo gli inquirenti non possono essere collegati tra loro. Il confronto tra i medici legali che hanno analizzato le salme delle due donne, in base alla direzione delle coltellate inferte, ha escluso un possibile collegamento tra i due casi.

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