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Mago Gasperini e bomber Papu Gomez: l’Atalanta continua il sogno europeo

I tre punti di Palermo, conquistati quasi in scioltezza, lasciano i nerazzurri sul treno che porta in Europa. Ora il Crotone, poi il trittico terribile con Napoli, Fiorentina e Inter

L’Atalanta conquista anche Palermo: normale, direte voi. Certo, se sappiamo e vediamo come giocano i nerazzurri oggi. E se davamo un’occhiata alla differenza di punti tra le due squadre (tre volte tanto a favore dei bergamaschi, 42 contro 14) non doveva proprio esserci partita. Ma si sa che nel calcio non c’è nulla di scontato e quindi, a chi dice che l’Atalanta ha fatto semplicemente quel che doveva fare, diciamo che ha vinto bene e con personalità. Magari senza dare spettacolo come altre volte, però bisognerebbe anche ogni tanto ricordarsi che l’Atalanta non è il Barcellona… e che anche gli azulgrana ogni tanto tirano il fiato, no? Ammesso che un 3-1 fuori casa non sia abbastanza netto.

Comunque, due gol in meno di mezz’ora, tante palle-gol sprecate, una traversa, una partita dominata, salvo qualche piccola incertezza nel punteggio, rimasto sul 2-1 tra il 41′ del primo tempo e il 33′ della ripresa. Ma anche la consapevolezza che il Palermo ha fatto gol un po’ per caso, nell’unico tiro in porta del primo tempo, grazie anche a un’incertezza di Berisha. E che la partita poteva in realtà terminare 6-1 per i nerazzurri, magari poco spietati nelle conclusioni e però padroni del gioco, sicuri nel controllo della palla e di un avversario che veniva da un momento favorevole, col nuovo allenatore Lopez caricato da un successo e da un pareggio col Napoli.

Mago Gasp fa così il pieno anche a Palermo e, se anche i numeri dicono qualcosa, ecco il record delle 6 vittorie fuori casa uguagliato. Come in tre precedenti: 1961-62 (serie A a 18), l’anno prima della Coppa Italia, con Valcareggi sesto posto finale; poi nel 2000-2001 con Vavassori (Ventola 11 gol, Doni 10, Ganz 9) e settimo posto finale, da notare anche le quattro vittorie in casa e le sei fuori; e infine nel 2001-2002, sempre col Vava, l’anno dei 16 gol di Doni, sei vittorie in casa e sei fuori, nono posto finale.

Ora siamo al quarto? Quinto posto? Per oggi è il quinto, perché a favore dell’Inter vale la differenza reti (più 15 contro più 13), mentre i confronti diretti (che darebbero ragione all’Atalanta, 2-1 all’andata) vengono considerati quando giocati entrambi. Se Lazio e Milan stasera pareggiano restano dietro…in ogni caso è una classifica da leccarsi i baffi, con un’Atalanta trasformata e rigenerata dalla squadra fantasma che aveva perso proprio contro i rosanero per 1-0 a Bergamo. Quando i nerazzurri avevano tre punti ed erano penultimi e i siciliani ne avevano cinque.

Mago Gasp dà sicurezza al gioco dei nerazzurri, esalta i giovani e rivitalizza i nuovi. Prendete il gol di Conti, ancora una volta tra i migliori. Con lui uno Spinazzola in crescendo e a sua volta vicinissimo al gol (traversa), un Petagna inesauribile e fondamentale nel gioco di squadra, da perfezionare nelle conclusioni. Migliorerà. L’unico neo è il tuffo a scoppio ritardato di Berisha sul gol del Palermo, ma concediamo il beneficio dell’errore, una tantum.

E poi c’è il fantastico Papu. Il dato statistico dice che quando segna lui, l’Atalanta vince: 9 gol, record personale in Italia, a segno in sette partite, tutte vinte. Cioè contro Crotone (1-3, un gol), Genoa (3-0, un gol), Sassuolo (0-3, un gol), Chievo (1-4, la prima doppietta), Sampdoria (1-0, su rigore), Cagliari (2-0, la seconda doppietta) e Palermo (1-3, un gol). Come dire che la metà dei punti nerazzurri dipende dal capitano, per non parlare degli assist. Vedi quello per Cristante, che torna al gol dopo tre anni in serie A e l’unico precedente l’aveva segnato contro l’Atalanta (per il Milan).

Cristante è un altro esempio del lavoro di Gasperini: l’ex milanista non sarà la controfigura di Gagliardini perché ognuno ha le sue caratteristiche, però intanto ha già fatto gol al secondo spezzone di partita… E per uno che fra una ventina di giorni compirà 22 anni è una bella ripartenza.

Ora il Crotone, ricordando che non c’è nulla di facile, poi il trittico terribile, con Napoli, Fiorentina e Inter. Forse decisivo per capire se e quale Europa sarà, per questa bellissima Atalanta.

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