BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Motori Grassobbio Srl, consegnate le lettere di licenziamento ai lavoratori

Dopo l’annuncio dell’intenzione di mettere in liquidazione la società e di licenziare i 12 lavoratori rimasti in forza, per i dipendenti è stato il giorno più duro: consegnate a tutti le lettere di licenziamento

Dopo l’annuncio, il 1° febbraio scorso, dell’intenzione di mettere in liquidazione la società e di licenziare i 12 lavoratori rimasti in forza (leggi qui), quello di lunedì 13 febbraio è stato per i dipendenti di Motori Grassobbio Srl il giorno più duro: sono state consegnate a tutti, infatti, le lettere di licenziamento.

“Si tratta di persone che un anno e 2 mesi fa avevano voluto dare credito al nuovo imprenditore indicato da FAAC e subentrato nello stabilimento di Grassobbio dopo che FAAC aveva annunciato la chiusura per trasferire la produzione in Bulgaria, lasciando sulla strada 50 dipendenti” ha riferito poco fa Fulvio Bolis della FIOM-CGIL di Bergamo. “Nonostante tutti i dubbi che nutrivamo nei confronti della nuova società arrivata, questi lavoratori hanno voluto credere in una prospettiva di lavoro. Oggi sappiamo che l’imprenditore che concluse con FAAC un accordo per la ricollocazione dei dipendenti non è in grado di garantire occupazione per il futuro. Se vuole cancellare l’impressione che tutta l’operazione di avvicendamento nello stabilimento di Grassobbio sia stata solo un tentativo per salvare la faccia, FAAC dovrebbe responsabilmente farsi carico della situazione con un aiuto concreto ai lavoratori. Il 9 febbraio abbiamo formalmente chiesto un incontro alla direzione FAAC per un confronto complessivo sulla vicenda. Restiamo in attesa di una risposta”.

La Motori Grassobbio srl aveva fatto sperare in un salvataggio dei posti di lavoro appena un anno e due mesi fa quando era subentrata nello stabilimento della FAAC, assumendo 14 dei suoi ex lavoratori (poi 12 rimasti). Il 1° febbraio scorso, invece, ha annunciato la cessazione dell’attività.

I lavoratori attendono il pagamento del saldo dello stipendio di novembre, gli interi importi di quelli di dicembre e gennaio oltre che la tredicesima mensilità. Già due scioperi si sono svolti il 2 e il 7 febbraio contro l’annuncio dei licenziamenti imminenti.

“Si potrebbe dire che è finita l’agonia ma così non è – ha aggiunto Marco Tebaldi della Fim Cisl -. Sono ragazzi che avevano accettato promesse e prospettive e oggi si ritrovano senza incentivi e senza lavoro: come sindacato abbiamo chiesto incontro ufficiale alla FAAC per potersi sedere e provare a trovare una soluzione. Sarebbe buona cosa che ci fosse almeno questo tipo di sensibilità e ci concedano l’incontro: dispiace perchè davvero avevano creduto al lavoro e si sono fidati, non tanto del nuovo imprenditore, quanto dei vecchi dirigenti Faac”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.