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Gabbani? Vittoria meritata ma la vera sorpresa del festival è Maria: le nostre pagelle foto

Marco Cangelli, classe 1997, ci presenta l'ultima puntata della rubrica "Mai dire Sanremo" e con il suo stile irriverente dà i voti ai cantanti in gara e ai volti noti del festival

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Anche le cose belle finiscono prima o poi, come quelle brutte. Non a caso ha avuto fine pure il Festival di Sanremo. C’è un vincitore, molti sconfitti e soprattutto scatta l’ora delle polemiche. Chi meritava di vincere ? Chi meritava il podio? Chi invece non avrebbe meritato ? L’ardua sentenza ai posteri, o meglio alle radio, che incoroneranno il vero vincitore in base agli ascolti proposti. Intanto noi ci siamo fatti un’ idea e vi proponiamo una pagella finale con protagonisti in positivo ed in negativo di questa sessantasettesima edizione del Festival della Musica Italiana.

Carlo Conti 8: “Evviva Carlo Conti” inneggia sui palchi di mezza Italia Gabriele Cirilli. La terza edizione consecutiva è ancora una volta un successo e le scelte fatte da direttore artistico sono state perfette, riuscendo a rialzare il livello di una kermesse caduta troppo in basso negli ultimi anni dal punto di vista musicale. Come conduttore perde un po’ di oscurato dalla luce di una Maria De Filippi inaspettatamente eccessivamente brillante. Unico neo la mancata partecipazione del maestro Peppe Vessicchio, monumento sanremese e paladino del pubblico. PIPPO BAUDO

Maria De Filippi 9,5: è la vera sorpresa di questo festival, nessuno se la sarebbe aspetta così in palla. Se tutti la conoscevamo per le storie di “C’è posta per te” o per la pacatezza espressa nell’arena di “Amici”, qui a Sanremo si ripropone in una chiave più ironica e più rilassata, nonostante l’arduo compito da svolgere. Come al solito ciò che tocca, diventa oro, così la richiesta di portachiavi alla Carlo Conti si impenna come il dato auditel. RE MIDA

sanremo de filippi

Maurizio Crozza 10 con lode: Il pubblico dell’Ariston nel 2013 lo avevo respinto brutalmente, rischiando di concludere una carriera sul più bello, ma Maurizio si sa, non ha paura di nessuno, così che senza alcun timore ritorna, o meglio ritorna in collegamento. Non risparmia nessuno, dai cantanti ai politici, da papa Francesco al presidente della Repubblica, senza appesantire la cosa con inutili deviazioni ideologiche. Quel che è certo che le sue imitazioni rimarranno nella storia del Festival. CARLO E MARIA, MARIA E CARLO

Ermal Meta 9: Giunge a questo festival quasi da sconosciuto (in pochi si ricordano il suo secondo posto nelle sezione giovani dello scorso anno) e strabilia il pubblico con una canzone che è un pugno nello stomaco per la storia raccontata, nonostante questo ci ricordi che tutto si può superare, basta disobbedire, perché è vietato morire. È una spanna sopra gli altri e radio e giornalisti lo premiano sin da subito. LA RIVELAZIONE

Fiorella Mannoia 8: Se la vita è un dono, perché gettarla via ? Questo ci ricorda Fiorella, in particolare in un momento storico così difficile come questo che stiamo affrontando. Si fa amare dal pubblico dell’Ariston, facendo dimenticare trent’anni di dissidi che l’hanno tenuta lontano dal festival della canzone italiana. Quel che è certo che questo pezzo farà successo. DIVA

Francesco Gabbani 9,5: Se due indizi fanno una prova, questo ci dice che lui stia diventando il pupillo di Adriano Celentano. Questo non è un male, anzi ciò gli permette di crescere sotto la guida vincente. Assomiglia molto al Molleggiato sia a tratti nella modalità di cantare, sia per le doti da ballerino. La sua canzone è sicuramente la più originale del festival e benchè sembri un testo senza molto senso, il suo contenuto dovrebbe far molto riflettere la nostra generazione digitale 2.0 . Merita la vittoria e senza ogni probabilità sarà la canzone più ascoltata. IL TORMENTORE

francesco Gabbani

Paola Turci 7,5: La cantante romana si ripresenta su questo palco così ambito dopo anni con una canzone necessaria, poiché nessuno aveva avuto il coraggio fin ora di dire tutto ciò. Quante ragazze a vent’anni si vedono già brutte quando ancora sono nel fiore degli anni e scelgono la via del botox ed ecco lei che senza paura ci dice di amarsi per come si è. Elegante come poche, viene definita dai critici la meglio vestita. TRASGRESSIVA

Lodovica Comello / Tommaso Pini 4: Il terribile voto non è tanto per le loro prestazioni (ciò vale per lo meno per Tommaso, non per Lodovica) ma per i loro vestiti, a dir poco inguardabili. Siamo tutti d’accordo che in questo festival moscio composto da tailleur e smoking ci sia bisogno di colore, ma forse sarebbe stato meglio se i colori fossero un po’ meno sgargianti. ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E IL CAPPELLAIO MATTO

Nesli & Alice Paba / Raige e Giulia Luzi 2: Due, come il numero di cantanti che compongono una coppia, due come il numero di duetti presenti a questo festival, due come i brani eliminati per primi, due come il voto a queste due coppie. Due solo possono esser le motivazioni che giustificano la loro presenza a Sanremo : una è per abbronzarsi ( ma il sole pare averlo rubato Carlo Conti), l’altra è per aver visibilità. Quest’ultima spiegherebbe anche la scelta di formar delle coppie che fra loro non hanno nulla in comune. Sconosciuti erano, sconosciuti resteranno. TRAPASSATI AL FUTURO

Sezione Nuove Proposte 0: Il meglio del peggio di questa edizione del Festival della Musica Italiana si è visto qui, non tanto per la qualità delle canzoni, anche in questo caso decisamente alta, ma per la scelta dei brani da portare in finale. A detta di tutti Braschi, Marianne Mirage, Tommaso Pini e Valeria Farinacci portavano i pezzi più belli e ci si sarebbe aspettato di vederli gareggiare per la Palma d’oro, invece eccoli relegati nelle retrovie ed eliminati al primo colpo. Ancora oggi non si capisce cosa sia successo, ma qualcosa ci fa pensare come si debba rivedere la modalità di votazione. FINALE B

Tiziano Ferro 10: La sua apertura del Festival nel ricordo di Luigi Tenco è cinematografica e fa piangere tutto il pubblico presente in teatro e non solo. La sua interpretazione è irreprensibile e blocca davanti alla tv migliaia di italiani. Quando ritorna per interpretare il suo brano con Carmen Consoli si sente a più agio, nonostante ciò la sua prestazione resta immacolata. L’UOMO VENUTO DA LONTANO

sanremo tiziano ferro

Raul Bova 2,5: Va bene presentarsi a Sanremo nei panni di valletto e recitare, ma farlo in maniera così pessima tale da far rimpiangere Gabriel Garko è imperdonabile. Sul palco pare spaesato e richiedente rassicurazioni a destra e a manca in quanto incapace di condurre. A questo punto tanto vale chieder a gran voce un ritorno sul palco dell’Ariston di Rocco Papaleo quale valletto. TRONCO DI PIOPPO

Francesco Totti 9: Lui con il mondo dello spettacolo ha poco o nulla a che fare, nonostante tutto diverte chiunque con la sua semplicità e con la sua sincerità di ragazzo di Porta Metronia. Non azzeccherà magari il nome del cantante o del direttore d’orchestra ma almeno ci prova e fa tutto da solo, senza alcuna guida. Commette qualche danno in platea quando lancia palloni da lui autografati, ma ha pur sempre una mira migliore di Federico Russo. ER PUPONE

Ricky Martin 8: Ho visto ballare la Parodi. Ho visto ballare pure Giletti ! Signori, questo non è un sogno, è la magia di Ricky Martin, che con il suo tocco latino ha saputo far ballare la platea dell’Ariston, da sempre conosciuta per esser ingessata. Tutte le donne impazziscono per lui, anche quando a fine esibizione si presenta sudato come un atleta greco. SEX SIMBOL

Robbie Williams 6,5: Chi abbia visto in galleria quando ha iniziato a cantare a casa ancora se lo chiedono. Si presenta sul palco con due occhi da spiritato, forse perché rimasto stregato dal fascino di Maria De Filippi tanto da non riuscire a trattenersi e da volerla baciare ad ogni costo. Delle condizioni di salute Maurizio Costanzo non si sa ancora nulla, i familiari mantengono il riserbo. LIMONATORE SERIALE

Giorgia 4: Il palco di Sanremo lei lo ha solcato per due volte in maniera trionfale e si ripresenta come superospite con i favori della critica. Peccato durante l’esibizione non sappia mantenere le aspettative, dimostrando ancora una volta come la sala studio certe volte faccia miracoli. SOTTOTONO

Mika 8,5: “Quello l’ho chosato io” pare aver detto Carlo Conti dietro le quinte. Mika sa divertirsi e sa far divertire perché per lui la musica è gioia. Mattatore della serata numero 3, lancia un messaggio molto intenso con la sua tranquillità che lo contraddistingue. CANTANTE ARCOBALENO

Mika sanremo

Clean Bandit / Biffy Clyro / LP / Robin Schultz 7 : Dar un voto è stato difficile, poiché praticamente nessuno li ha visti. Sono in testa alle classifiche mondiali e nessuno ha saputo nemmeno della loro presenza, questo a causa della scellerata scelta fatta da mamma Rai di presentarli quasi in terza serata, in coda ad un’ infinita maratona sanremese. Incomprensibile anche la scelta di portarli a Sanremo per poi farli esibire la bellezza di tre minuti. FANTASMI

Diletta Leotta 9,5: Presentarsi su questo palco per raccontare una storia così intima e triste quale la sua non è da tutti e le polemiche che l’hanno investita per l’abbigliamento sono solo frutto di una becera invidia. Diletta sfoggia una classe che non è da tutti, soprattutto se hai solo venticinque anni, fai la giornalista sportiva e dieci milioni di italiani non staccano gli occhi da te. In questa edizione sono mancate le vallette, ma lei le ha sapute sostituire alla grande. CONDUTTRICE DELLA PROSSIMA EDIZIONE IN PECTORE

Dopofestival 10: Non lo avrà visto nessuno perché all’una di notte tutti dormono, però se qualche sonnambulo ha avuto la voglia e la forza di vederlo, di certo non si è annoiato. L’ironia di Nicola Savino, lo sprezzante sarcasmo della Gialappa’s Band e l’accompagnamento del maestro Cosma hanno fatto divertire e consolare cantanti più o meno felici per le loro prestazioni. Questo programma è quello che manca alla televisione italiana e forse proporre un format del genere durante l’anno non sarebbe una scelta scellerata. QUELLI DELLA NOTTE

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