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Atalanta, l’esame Palermo per mantenere il passo delle grandi: attenzione, sarà un Barbera caldo

Il pubblico delle grandi occasioni per una gara da dentro o fuori per i rosanero. Gasperini si affida alla solita coppa Gomez-Petagna per continuare a coltivare il sogno Europa

La vittoria di domenica nella gara con il Cagliari ha consentito ancora una volta alla Dea di mantenere il passo delle grandi. Addirittura ad un certo punto della partita, l’Atalanta si è trovata al quarto posto in coabitazione con l’Inter, ma poi la Lazio ha letteralmente dilagato con il povero Pescara. Ma nulla è sostanzialmente cambiato, la lotta va avanti e gli uomini di Gasperini mantengono intatte le possibilità di approdare a fine stagione in Europa.

E allora ecco che la domenica che ci attende potrebbe anche essere particolarmente favorevole all’Atalanta che, nella gara delle 15, scenderà al Barbera di Palermo per fare visita ai rosanero terz’ultimi. Questo perché nel posticipo del lunedì, Lazio e Milan si sfideranno all’Olimpico e, comunque vada a Roma, credo che l’Atalanta potrà sorridere.

A patto, ovviamente, di portare a casa i tre punti dalla Sicilia, cosa che, sulla carta, per la verità quest’anno appare tutt’altro che impossibile. Ma tutte le partite vanno giocate e quindi occorre, in ogni caso, massima attenzione e concentrazione. Anche perché il clima a Palermo sarà “caldo”, visto che probabilmente per i rosanero questa potrebbe essere l’ultima chance per cercare di riagganciare l’Empoli (che giocherà a San Siro) quart’ultimo ma distaccato di ben 8 punti. La società siciliana evidentemente ci crede, tanto che coloro che entreranno domenica allo stadio lo faranno pagando poco o nulla: insomma, riempire il Barbera per cercare il tutto per tutto.

Se tutto ciò non favorisce la Dea, resta però la consapevolezza che la compagine nerazzurra è nettamente superiore a quella rosanero e che quindi l’imperativo deve essere per forza quello di vincere. Non foss’altro che per cercare di cancellare quella bruttissima sconfitta dell’andata che segnò forse il peggior momento della stagione atalantina, ma dal quale Papu e compagni seppero riprendersi anche e soprattutto grazie alle splendide intuizioni del mister.

Considerando anche la gara di andata, le due squadre si sono fino ad ora scontrate in 43 occasioni: 16 vittorie per il Palermo (di cui 12 in casa), 17 per l’Atalanta (delle quali 6 al Renzo Barbera) e 10 pareggi. I gol complessivi segnati sono 58 per i rosanero e 56 per i nerazzurri.

L’ultima vittoria siciliana è quella del 5 febbraio 2012 e fu un 2-1 frutto delle reti di Miccoli e Budan per i rosanero e gol di Maxi per i nerazzurri. Il più recente pareggio è quello del 20 aprile 2016 allorché  dopo il vantaggio di Vazquez su rigore, prima Borriello e poi Paletta ribaltarono il risultato fino al pareggio finale di Struna. L’ultima vittoria nerazzurra al Barbera, risale al 10 maggio 2015, e fu un 2-3, con reti di Vázquez e Luca Rigoni da un lato, di Baselli, Papu Gómez e autogol di Anđelković dall’altro.

La gara con una maggiore differenza reti venne giocata, invece, nel lontano dicembre del 1968: fu una vittoria per 5-1 per il Palermo all’allora Favorita. Quell’Atalanta (nella quale giocavano anche i miei amici Dotti e Dordoni) retrocesse da ultima in classifica: fu il campionato della famosa squalifica a Dotti per 10 giornate (poi ridotte a 6) per l’aggressione a Concetto Lo Bello.

Nella gara d’andata disputata a Bergamo nel settembre scorso, il Palermo espugnò l’Atleti Azzurri d’Italia con una rete realizzata da Nestorovski all’89’. Una inguardabile Atalanta, dopo il tonfo di Cagliari, venne battuta anche dal Palermo: il Gasp in discussione e i tifosi in fermento. Dalla domenica successiva partì però la risalita fino all’attuale posizione.

Nei rosanero possibile conferma per Embalo nel tridente con Nestorovski e Trajkovski, mentre in difesa rientrerà Gonzalez dopo aver scontato la squalifica. A centrocampo Chochev dovrebbe essere preferito a Gazzi, senza dimenticare Diamanti che consentirebbe a mister Lopez di passare al 4-2-3-1. Ecco la probabile formazione iniziale rosanero: Posavec, Rispoli, Cionek, Gonzalez, Pezzella, Bruno Henrique, Jajalo, Chochev, Embalo, Nestorovski, Trajkovski.

In casa nerazzurra non dovrebbero esserci problemi di formazione. In difesa Toloi si gioca il posto con Zukanovic, mentre a centrocampo saranno Conti e Spinazzola a presidiare le corsie esterne. In avanti confermatissimi Gomez con Petagna. Indisponibili Melegoni, Dramè e Konko. L’undici iniziale del Gasp sarà il seguente: Berisha, Masiello, Caldara, Toloi, Conti, Kurtic, Freuler, Kessie, Spinazzola, Petagna, Gomez.

Diversi gli ex della gara. Con la divisa rosanero gioca attualmente Alino Diamanti, lo scorso campionato 16 presenze e 1 gol con la Dea. In maglia nerazzurra invece ricordiamo Cristian Raimondi che nel 2004-2005 ha collezionato 14 presenze, Jasmin Kurtic che nella stagione 2011-2012 ha disputato 4 partite con i rosanero, Giulio Migliaccio che in terra siciliana ha giocato ben 5 campionati (158 presenze e 8 reti) e Bryan Cristante che era passato in prestito al Palermo nella finestra del mercato invernale della scorsa stagione, giocando poi per quattro volte senza alcuna marcatura. Infine ricordiamo che anche il Gasp è un ex, sia come giocatore (dal 1978 al 1983, 128 presenze e 11 reti), che come allenatore (una stagione e mezza tra il 2012 e il 2013).

Sarà l’esperto internazionale Davide Orsato, della sezione di Schio, l’arbitro della partita (peraltro reduce, come addizionale, da Juve Inter della scorsa settimana con il suo finale rovente). Il fischietto veneto, che di professione fa l’elettricista, è alla sua 171^ direzione nella massima serie, la decima dell’attuale stagione nella quale non ha mai diretto la Dea mentre ha arbitrato i rosanero nella gara persa in Sicilia contro l’Udinese per 1-3. Zamparini, che non è certo uno che le manda a dire, dopo un Napoli Palermo del 2010, “consigliò” alla giacchetta nera vicentina di andare ad arbitrare i dilettanti: evidentemente non era troppo contento della direzione di gara di quella domenica.

In conclusione quindi ragazzi, niente scherzi: prima “mangiamoli” al Barbera e poi festeggiamo col Barbera.

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