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Palermo-Atalanta, Mutti: “Petagna mi ricorda Vieri; l’Europa non è un miraggio”

Parla Lino Mutti, il doppio ex della sfida di domenica al Barbera: "La Dea mi piace molto, mi piace come la squadra si propone, è bello vedere come i giovani sono maturati"

“Petagna? Un po’ rivendico la sua esplosione. In agosto, di fronte a tanti che storcevano il naso quando l’Atalanta l’aveva ingaggiato, l’avevo definito un attaccante di grandi prospettive. Visto? Non mi sono sbagliato”. Parla Lino Mutti, il doppio ex di Palermo-Atalanta. Beh, uno che sicuramente di attaccanti se ne intende e non solo perché ne ha allenati, ma con la maglia nerazzurra è stato un cannoniere all’inizio degli anni Ottanta, quelli del ritorno dalla serie C alla serie A. Ora si gode anche lui, da spettatore, questa stagione incredibile.

Non la sorprende, vedere che l’Atalanta è la rivelazione del campionato? “Mi piace molto, mi piace come la squadra si propone, è bello vedere come i giovani sono maturati, la condizione mentale è quella ideale e tutto l’ambiente li coccola e sta esaltando le loro giocate. E’ una squadra che è maturata tantissimo. Ma direi proprio che il segreto è nel gruppo, poi la scoperta delle risorse individuali che hanno fatto crescere tutti quanti, da Kessie a Petagna a Gagliardini… tutti hanno fatto decollare l’Atalanta. Chiaro che all’inizio era in sofferenza, però si merita tutta la classifica che ha e speriamo davvero che possa coronare il sogno Europa”.

Ma secondo lei potrebbe pesare questa responsabilità nuova, di trovarsi lì tra le grandi? “Io penso proprio di no. Anche chi sta dietro e insegue ha problemi, squadre tipo Milan e Fiorentina alternano risultati a insuccessi, per cui bisogna crederci e sicuramente la tranquillità dell’ambiente aiuta la squadra, a continuare a lottare per questo obiettivo”.

Questi giovani alla ribalta tutti insieme? Ci diceva di Petagna, che non l’ha sorpresa: “Potrei dire anche di Conti, un giocatore che sul piano della corsa è eccezionale, poi Caldara sembra un veterano”.

Eppure venivano dalla serie B, da un campionato difficile e non da protagonisti. “Non proprio, perché Kessie a Cesena aveva già dimostrato la sua forza e lo stesso Caldara ha avuto una crescita graduale ma costante”.

Si fanno tanti paragoni vedendo giocare Petagna, che sa fare reparto da solo in avanti. A lei chi ricorda? “Direi Vieri, un po’ ha le sue caratteristiche, deve solo mettere più qualità nelle conclusioni. Mi fermo all’epoca di Vieri perché se devo tornare indietro a quando giocavo io, negli anni Settanta e Ottanta… beh era un altro calcio, difficile fare paragoni”.

Ma dopo le prime sconfitte che cosa è cambiato? Ha avuto coraggio Gasperini a lanciare Caldara, Gagliardini, Petagna contro il Napoli, in una partita così complicata? “Sicuramente all’inizio c’era fibrillazione, qualche incomprensione… ma poi i vari tasselli si sono incastrati e tutto è filato per il verso giusto, c’è stata la svolta e ci sono tuttte le condizioni per continuare alla grande”.

Quindi parlare di Europa non è fuori luogo. “Bisogna provarci. Ormai i giochi per la retrocessione sono fatti, è giusto perciò porsi un obiettivo e tolto lo scudetto… per l’Europa League siamo lì, poi se ci vai bene, molto serenamente, senza fasciarsi la testa. Ma non c’è motivo per temere cali di tensione o di condizione, è una rosa vasta e bisogna fare i complimenti a Sartori che ha costruito un organico di primordine”.

Ma il suo ex Palermo (l’ha allenato nel 20012002, decimo posto in A e nel 2011-2012) può creare problemi a questa Atalanta, soprattutto dopo la vittoria sul Crotone? “La partita è tutta da giocare, però ho visto Palermo-Crotone ed è stata una partitaccia, i siciliani hanno vinto grazie a un episodio. La vittoria può aver ricaricato l’ambiente, contro l’Atalanta i rosanero si giocheranno il tutto per tutto, ma sarà molto dura per loro riuscire a salvarsi”.

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