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Sei dipendente di una agenzia per il lavoro? Ecco a cosa hai diritto

Prestazioni vecchie e nuove, troppo spesso ignorate: sostegno al reddito, maternità, rimborso per spese sanitarie, contributi per asilo nido, libri, università e altro ancora.

Forse non tutti i dipendenti di agenzie per il lavoro sanno che esistono prestazioni dedicate proprio a loro: alcune sono nuovissime (in vigore dall’inizio di febbraio), altre esistono già da qualche tempo eppure restano spesso ignorate e non godute.

“Innanzitutto, il lavoratore in somministrazione ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo di un lavoratore direttamente assunto dall’azienda utilizzatrice e che svolge lo stesso lavoro. I lavoratori in somministrazione hanno diritto a malattia, infortunio, indennità di maternità, indennità di paternità, congedi parentali, assegno per il nucleo familiare, disoccupazione (Naspi), assegno di disoccupazione (Asdi)” ha spiegato Marco Toscano, segretario generale di Nidil Cgil di Bergamo. “Ci sono, poi, prestazioni aggiuntive fornite dai fondi Ebitemp e Formatemp, enti bilaterali della somministrazione”.

Chi lavora in somministrazione viene occupato attraverso una particolare tipologia di impiego introdotta per legge nel 2003 (una forma simile era già stata adottata dal 1997 si chiamava lavoro interinale). Il lavoratore ha un contratto che può essere a tempo indeterminato o determinato, ed è assunto e retribuito dal somministratore, cioè dalla cosiddetta Agenzia per il lavoro. Il lavoratore in somministrazione ha un Contratto Collettivo Nazionale di riferimento (tra l’altro in fase di discussione e rinnovo) ma per lui sono validi anche i Contratti nazionali applicati dalle aziende utilizzatrici.

Secondo gli ultimi dati provinciali disponibili (relativi al solo primo trimestre del 2016) sul totale dei 26.899 avviamenti (cioè assunzioni) di lavoro dipendente, quelli in somministrazione sono stati 7.597.

Nel 2015, a fronte di un totale di avviamenti al lavoro dipendente di 122.207 unità, quelli in somministrazione furono 27.188.

Ecco a quali prestazioni erogate dai fondi Ebitemp e Formatemp si ha diritto: sostegno al reddito, contributo per asilo nido, sostegno alla maternità (per lavoratrici in gravidanza per le quali la missione cessi nei primi 180 giorni dall’inizio della stessa e a cui non spetti l’indennità obbligatoria INPS), indennità per infortunio, rimborso per spese sanitarie (ticket sanitari, spese odontoiatriche, ricoveri), mobilità territoriale (cioè un contributo una tantum per lavoratori che si trasferiscano per esigenze connesse all’attività lavorativa), piccoli prestiti personali fino a 5.000 euro.

Dall’inizio di febbraio si aggiungono anche altre prestazioni: un contributo per il trasporto extraurbano, uno per l’asilo nido per lavoratori padri, uno per adozione/affido, un contributo per libri e materiale didattico per figli a carico, un contributo per libri e materiale didattico per studenti lavoratori di corsi serali, uno per la retta universitaria di studenti lavoratori, un contributo integrativo per la maternità obbligatoria ed uno a sostegno dei familiari non autosufficienti.

Per informazioni e per consulenza nella presentazione delle domande, Nidil Cgil di Bergamo è a disposizione in via Garibaldi 3 (tel. 035.3594.183 – nidilbg@cgil.lombardia.it).

Ricordiamo che prima dell’entrata in vigore della recente riforma del lavoro (il “Jobs act”) la legge prevedeva alcune limitazioni all’utilizzo della somministrazione, mentre ora non esiste quasi nessun limite alla stipula di contratti di somministrazione. L’unica limitazione è quella numerica: in caso di somministrazione a tempo indeterminato il numero dei lavoratori somministrati non può essere superiore al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all’azienda utilizzatrice. In caso di tempo determinato, il limite è stabilito dai Ccnl applicati dalle aziende utilizzatrici.

La somministrazione di lavoro è invece vietata per sostituire lavoratori in sciopero; nelle aziende che negli ultimi sei mesi hanno ridotto il personale con licenziamenti collettivi di lavoratori addetti alle stesse mansioni (tranne nei casi in cui il contratto di somministrazione sia concluso per la sostituzione di lavoratori assenti oppure abbia una durata non superiore a tre mesi); nelle aziende in cui siano in atto interventi di cassa integrazione guadagni per lavoratori adibiti alle stesse mansioni.

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