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Pagelle Sanremo, Paola Turci: voto 9; Al Bano in tunnel senza fine

Festival di Sanremo 2017: giovedì. La terza serata è la serata dei verdetti, sia per i giovani che si giocano l’ultimo accesso alla finale di venerdì, sia per i Big. La serata della nostalgia, con le cover che fanno rivivere brani senza tempo, unendo generazioni diametralmente opposte.

La terza serata è la serata dei verdetti, sia per i giovani che si giocano l’ultimo accesso alla finale di venerdì, sia per i Big, tra i quali due di loro ci hanno lasciato.

La terza serata è quella della nostalgia, con le cover che fanno rivivere brani senza tempo, unendo generazioni diametralmente opposte.

Questa serata è forse la più difficile da giudicare, perché ognuno interpreta le canzoni in maniera diversa. Noi ci proveremo e per questo vi portiamo la nostra visione.

 

Prima di vedere come è andata la serata, ecco a voi la foto–notizia. Questa sera un po’ di serietà, con l’orchestra “Reciclados de Caterura” proveniente dal Paraguay. Questa orchestra viene da una città molto povera, dove la sporcizia immerge tutto quello che incontra, ed è composta da ragazzini che hanno avuto una possibilità di riscatto grazie all’aiuto del maestro Chaves. La loro caratteristica è di aver trasformato la spazzatura in strumenti da suonare e far emozionare chiunque li ascolti. Speriamo che possa aver colpito anche voi allo stesso modo che ha fatto con noi.

Ora le pagelle :
Sezione Giovani :

Maldestro 5,5 : Sarà, ma il dubbio che qualcuno abbia riesumato Cecco Angiolieri e portato sul palco dell’Ariston è forte. Scherzi a parte è il primo cantante a prodursi in maniera autonoma l’eco senza alcun ausilio acustico e questa pare che sia un’innovazione nel mondo musicale. RIPETITORE MOOG

Tommaso Pini 6 + : Chi lo ha paragonato a Rino Gaetano ha preso un bell’abbaglio. Qualcosa mi dice che i Kutso abbiano riprovato a tornare Sanremo dopo l’esperienza del 2015 ed abbiano scelto di mandare al posto loro il cugino. Tornando all’esibizione il suo farsetto farà tendenza come i suoi vestiti, anche se entrambe mettano un po’ di ansia. CUGINO DI CAMPAGNA

Valeria Farinacci 7,5 : La voce di Valeria è suadente, peccato che non sia proprio adatta al pezzo, che richiedeva una tonalità inferiore. Nonostante ciò mette in mostra tutto il suo talento cristallino, benchè canti di una semplice unione quotidiana. E’ NATA UNA STELLA

Lele 6,5 : La canzone sarebbe andata bene ad Elodie, con si dice abbia avuto una relazione durante l’edizione 2016 del talent “Amici”. Influenze casuali ? Non è dato sapersi. Nonostante tutto si districa bene all’interno del pezzo, con la rabbia che tiene in corpo da mesi liberata nel giro di tre minuti. L’unico neo è la scelta del tema quale la pioggia, in questo periodo abusato da chiunque. DILUVIO UNIVERSALE

Sezione Big :

Chiara 5,5 : La scelta della canzone può essere azzeccata, le origini umili ci sono, i suoni della campagna pure, il ritmo però manca. Nessuno prima ad ora era riuscito a rallentare una canzone di per sé già lenta, rendendola noiosa e senza via d’uscita. Incomprensibile quel suo strascichio a fine ritornello, quando Zucchero poneva una cesura netta. A RALLENTATORE

Ermal Meta 8,5 : Che sia Mimmo o che sia Maria, Ermal mantiene quella drammaticità trasmessa dall’amarezza di quella terra tanto amata. Il talento di questo ragazzo è inesplorato e pure quando lo spirito della Bonaccorti lo possiede rimane sempre un campione incontrastato. DONO DELL’UBIQUITA’

Lodovica Comello 6 + : Dalla valle dell’Isarco con furore verrebbe da dire vedendo la bella Lodovica. Nella sua interpretazione le bolle sono diventate elettriche e moderne, nonostante ciò riesce a non sfigurare. TIROLESE

Al Bano 4:  Nemmeno la prova d’appello ha salvato il cantante pugliese, caduto in un profondo tunnel senza fine. Non sono bastate le preghiere di Celentano per evitare di finire nel baratro con lui, nemmeno le nostre perché si riprendesse. Prova d’orgoglio nel finale, ma gli attacchi sbagliati all’inizio pesano troppo. ALBANO CARRISI, ORA PRO NOBIS

Fiorella Mannoia 7,5 : La canzone di per sé già dona tranquillità, ma Fiorella, come una madre amorosa ne dona ancor di più. Continua a spiegar con le mani la canzone a non si sa chi, ma a noi piace così MIMO VIVENTE

Alessio Bernabei 7 : Finalmente pare aver fatto pace con il proprio odioso ego e per questo sa rispettare un monumento della musica qual’è Edoardo Bennato. Tutto ciò basta per perdonare per ora la sua prestazione in gara. SCIALLO

Paola Turci 9 : Grande sorpresa questa sera a Sanremo. In gara torna Anna Oxa. No, scusate, questa è Paola Turci, ma è così somigliante che non sbagliarsi è impossibile. La sua trasgressione può esser paragonata a quella della cantante pugliese, valigia esclusa . GEMELLE SEPARATE ALLA NASCITA

Gigi d’Alessio 6 : Mettersi a confronto con Don Backy non è certamente semplice, ma non bisogna esagerare quando si osa. Scordata l’immensa profondità della canzone, avrebbe potuto esser d’aiuto l’orchestra se fosse stata utilizzata maggiormente. “L’immensità” non è la sigla di James Bond, quindi se la musica fosse un po’ meno thrilling sarebbe meglio. MARCETTA

Francesco Gabbani 7,5 : Reinterpreta un pezzo di Celentano, dandoci quel tocco etnico residuo di “Occidentalis Karma” che tanto non gli guasta. Pare quasi ravvivare una canzone a tratti un po’ spenta nell’originale, senza stravolgerla. Il suo francese è un po’ milanesizzato, ma si sa, il Molleggiato è fatto un po’ così. BAUSCIA

Marco Masini 5 : Pareva che Masini quest’anno avesse deciso di non far aumentare la produzione di tappi per orecchi, ma anche questa volta i decibel superano il limite del consentito. Pare voglia gareggiare nella corsa con Gigi d’Alessio, non rendendosi conto che Faletti non avrebbe mai voluto entrare negli annali per aver stabilito nuovi record di velocità. USAIN BOLT

Elodie 8 : Versione femminile della tragica canzone di Cocciante che assomiglia molto alla prima. La canzone è adatta alla cantante, in quanto ha la possibilità di esprimersi al meglio senza dover trattenere la propria voce. CAVALLO DI RAZZA

Sergio Sylvestre 4,5 : Che cosa c’entra il rap con Nino Ferrer ? Lo sanno soltanto loro. Fosse soltanto quello si potrebbe soprassedere, ma essendoci una continua perdita di ritmo non si può perdonare. LA MATASSA

Fabrizio Moro 7 : Portar sul palco “il principe” non è mai facile, il rischio di sbagliare è elevato, ma Fabrizio trova l’equilibrio giusto e sta più che a galla. Da apprezzare come la sua voce rauca si sposi con quella flautata di De Gregori. Da onorare per la dedica al figlio. CUORE DI PAPA’

Michele Bravi 5,5 : L’impegno c’è, quello è in dubbio, ma la voce del maestro Battiato è così particolare che coverizzarla è da suicidio. È come se si comprasse una borsa di una nota marca di abbigliamento e la si paragonasse ad una sua copia non ufficiale : non sa darti quel che l’originale possiede. Ottimo l’arrangiamento con l’orchestra, ma questa canzone non è adatta ad esser suonata al Festival di Sanremo. CINESATA

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