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Metalmeccanici: cala la cassa, ma l’industria è ancora in difficoltà

42° rapporto semestrale Fim Cisl. I dati del 2° semestre 2016: 2335 lavoratori bergamaschi coinvolti dalla crisi. Nieri: “La ripresa è agganciata, ma molte aziende piccole arrancano ancora”.

La situazione migliora molto lentamente, tanto che il tunnel della crisi appare ancora lungo. La Fim Cisl della Lombardia ha pubblicato il tradizionale rapporto semestrale sull’andamento dell’industria metalmeccanica della regione. Emerge che nel 2° semestre 2016 sono state colpite dalla crisi 612 aziende (la metà – 1.056 – che nel semestre precedente) e 20.721 lavoratori (33.914 da giugno a dicembre 2015).

Bergamo ha dato il suo “contributo” con 81 aziende e 2335 lavoratori coinvolti in situazioni che hanno richiesto l’adozione di ammortizzatori sociali. Peggio hanno fatto Milano, Brescia e Varese.

I dati mostrano la preponderanza dell’intervento di cassa integrazione ordinaria nei diversi territori, ad eccezione di Brescia, Como e Pavia dove si registra, invece, la prevalenza degli interventi di cassa integrazione straordinaria. La mobilità è particolarmente accentuata nel territorio di Milano dove resta alto anche l’utilizzo di cassa integrazione ordinaria a dimostrazione del fatto che il territorio è ancora in forte difficoltà.

La situazione di Bergamo dell’ultimo semestre ha visto 2058 lavoratori in cassa integrazione ordinaria, 251 in cassa straordinaria e 26 in mobilità.

Da segnalare la presenza dei contratti di solidarietà, che vengono utilizzati per fronteggiare le crisi occupazionali e le espulsioni dal processo produttivo, e che vedono interessati in particolare il territorio di Brescia, Varese, Como e Milano. La cassa in deroga registra accentuazioni a Brescia, Cremona e Bergamo. Le cessazioni di attività colpiscono in modo preponderante i lavoratori di Varese e Milano.

A livello regionale, diminuisce fortemente, quasi dimezzandosi, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che coinvolge 441 aziende (865 nel semestre precedente) e 13.178 lavoratori (24.663 nel semestre precedente). Diminuisce anche la cassa integrazione straordinaria con 110 aziende (139 aziende le precedenti) e il numero di lavoratori coinvolti che scende a quota 5.642 (6.771 nel semestre precedente). Sale invece l’andamento della mobilità, che tocca quota 71 aziende (67 il semestre precedente) anche se il numero di licenziamenti cala a 1.901 (2.480 nel semestre precedente) mantenendosi però su livelli ancora di guardia.

“Rispetto ai dati del semestre precedente, almeno dal punto di vista percentuale: dal secondo posto regionale come provincia utilizzatrice di ammortizzatori sociali, siamo scesi al quarto, con un’incidenza sull’utilizzo complessivo dell’11%”. Luca Nieri, segretario generale della Fim Cisl Bergamo legge così il semestrale dei metalmeccanici lombardi.

“Se guardiamo nello specifico, vediamo che le aziende maggiormente colpite sono realtà medio piccole, che non superano i 100 dipendenti, dal momento che 81 aziende, meno di una decina sonodi classe dimensionale superiore. Questo significa che le nostre aziende stanno riagganciando la ripresa , attrezzate anche per affrontare la sfida sui mercati. Però le difficoltà permangono: le realtà sottodimensionate che si caratterizzano per attività tradizionali, in prospettive dovranno essere assistite del territorio, per capire quali prospettive hanno. Per quanto ci riguarda, faremo il possibile per fornire strumenti utili a recuperare e uscire dalle difficoltà che il nostro territorio ancora presenta”.

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