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Al Bano? Da pensionare; e Ron è incompreso da pubblico e critica: le nostre pagelle

Marco Cangelli, classe 1997, ci presenta la prima puntata della rubrica "Mai dire Sanremo" e con il suo stile irriverente dà i voti ai cantanti in gara della prima serata del Festival.

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“Sanremo lo ascoltano tutti. Per qualsiasi motivo: perché lo criticano, perché vogliono vedere com’è, per vedere come si vestono, ma comunque lo guardano tutti”.

Non ci furono mai parole più azzeccate come quelle usate da una delle favorite di questo festival, Fiorella Mannoia, nel lontano 1981. Il giorno che precede il festival tutti giurano che quest’anno non lo vedranno “per intero”, ma solo per conoscere le curiosità, per criticare o apprezzare, ma, puntualmente, ogni anno ci ricascano.

E dopo la prima apparizione ecco subito giungere i primi giudizi più o meno avventati, ed è per questo che vi propongo “Mai dire… Sanremo”, una piccola rubrica che vi accompagnerà lungo la kermesse musicale con un’accurata pagella in cui ogni giorno vi illustrerò come vedo io il festival.

Iniziamo (o quasi) con la foto-notizia, la fotografia che ha caratterizzato la serata sanremese e che fa nascere la prima riflessione sul festival: vi siete mai domandati quanto siano alti i conduttori? Se la risposta è no, provateli a metter a confronto con campioni del basket e della pallavolo quali Marco Cusin e Valentina Diouf. Pensate che sia un effetto ottico? Vi lascerà sconcertati, ma è tutto vero. Carlo Conti e Maria De Filippi non sono dei nani, semplicemente Marco e Valentina sono alti rispettivamente 2,11 m e 2,02 m. Sicuramente big all’altezza della situazione.

Sanremo 2017

Ed ora le pagelle:

Giusy Ferreri 6: La cantante si presenta in gara con un pezzo veloce e frizzante, in sintonia con il proprio stile. Sempre legato al suo genere, porta un testo riguardante una storia d’amore finita male, e forse, visti i risultati, ciò la penalizza, in quanto probabilmente il pubblico reclama un pezzo finalmente gioioso. CUORI SPEZZATI

Fabrizio Moro 5: Il voto non rispecchia a pieno la sua prestazione, in quanto la canzone trasmette sicuramente un messaggio profondo ed intenso. Probabilmente a causa dell’emotività e dell’intensità utilizzata nel cantarla, il cantautore romano esagera con la propria voce, rovinando il bene fatto fino a quel momento. QUANDO E’ TROPPO STRIDE

Elodie 5+: Il talento uscito dalle file di “Amici” sa distinguersi sul palco dell’Ariston portando con sé quella sua voce particolare, che tanto ci ricorda la musica internazionale. La sua esibizione avrebbe potuto essere la voce fuori dal coro e forse, per questo motivo, decide di non metter in mostra tutto il suo bagaglio musicale, rimanendo un poco contratta. TIMIDA

Lodovica Comello 5+: Direttamente dalla serie tv “Violetta” giunge nella città dei fiori Francesca, non rendendosi però conto che il teatro Ariston non è Studio 21. La cantante friulana pare non aver le capacità vocali tanto inneggiate dai suoi fan, riuscendo persino a perdersi all’interno di una canzone semplice e forse eccessivamente romantica. PRINCIPESSINA

Fiorella Mannoia 8: Tutti i critici la presentavano come la favorita della vigilia ed alla prima uscita si conferma alla grande con un inno alla vita che, per quanto possa sembrare di ispirazione cristiana, sa aprirsi ad ogni religione. La cantante è così coinvolta nella parte che pare voglia raccontarcela anche a gesti questa canzone, non sfigurando affatto. ANCHE PAPA FRANCESCO APPROVA

Alessio Bernabei 4: L’uscita dai Dear Jack, datata ormai 2015, non ha fatto certamente bene ad Alessio, che ha dato il via ad un’ involuzione già vista lo scorso anno con il pezzo “Noi siamo infinito”. Se tutto aveva preso il via la scorsa edizione, questa pare esser una brutta fotocopia malriuscita, esclusi i saltini scomparsi dal suo repertorio. Il testo pare una continua ripetizione del ritornello, per il resto nulla o poco più. CONSERVATORE

Al Bano 5: Spiace dirlo, ma questo voto è per la carriera, nel senso che, se non si prendesse in considerazione la storia di quest’uomo, il voto sarebbe stato probabilmente inferiore. Escludendo la scelta di portar una romanza che pare ormai uscita fuori moda, l’impavido contadino di Cellino San Marco pare abbia perso la forza nella sua voce, forse anche a causa degli ultimi problemi di salute. Con ciò speriamo che Al Bano si riprenda al più presto, in caso contrario forse sarebbe l’ora di meditar il ritiro dalle scene. MUFASA

Samuel 6,5: Il clima che si respira a Sanremo potrebbe far paura, soprattutto se non sei un cantante melodico, ma questo a Samuel non importa. Senza paura porta il suo pop elettrico e si diverte su quel palco che aveva calcato per la prima volta ormai diciassette anni or sono. Perfetta la sua scelta, ma si sarebbe forse potuto osare di più. IMPAVIDO

Ron 7+: Ingiusta la sua momentanea esclusione, considerando in particolare il testo portato in gara, storia di un amore senza limiti, che attraversa i continenti, vivendo sempre nella stessa città. Rosalino Cellamare porta la sua grinta e la sua voglia di raccontare a tutti questa esperienza, nonostante ciò il pubblico e la critica paiono non apprezzare. INDESIDERATO

Clementino 6: Raccontare la storia di un incontro in una città come Napoli e per altro utilizzando una lingua difficile da comprendere come il dialetto napoletano sicuramente è un’impresa ardua. Clementino almeno ci prova e di questo bisogna dargliene atto, arrivando fin al punto di non aver più fiato nei polmoni, nonostante questo molti non lo comprendono e lo relegano nelle ultime posizioni. FIATARELLA

Ermal Meta 8,5: Consiglio del giorno : ascoltate la canzone di Ermal Meta, è da brividi. Possiamo discutere sul contenuto, sull’intensità, su tutto ciò che volete, ma nessuno può discutere che sia un pezzo fantastico. Il testo fa riflettere, pensare, indignarsi per quello che è successo a quel povero bambino, ma come dice il cantautore di origine albanese “vietato morire”. PREMIO DELLA CRITICA “MIA MARTINI” 2017

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