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Truffe via internet: sei arresti in mattinata a Bergamo

Pubblicavano le inserzioni su internet, poi attraverso schede telefoniche e conti correnti fasulli, incassavano e sparivano nel nulla.

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Pubblicavano le inserzioni su internet, poi attraverso schede telefoniche e conti correnti fasulli, incassavano e sparivano nel nulla.

Dalle prime luci dell’alba di martedì 7 gennaio i carabinieri della Compagnia di Bergamo stanno dando esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti residenti nella bergamasca, accusati di truffa.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal GIP di Bergamo. Le indagini, concluse lo scorso autunno, hanno permesso di fare piena luce su una serie indeterminata di truffe perpetrate mediante la pubblicazione di annunci su siti internet, in prevalenza “subito.it”.

Nel corso dell’attività investigativa dei militari, è emerso che i truffatori si procuravano SIM card acquistandole per poche decine di euro (cifre variabili tra i 50 e i 100 euro) dai soggetti intestatari delle medesime, i quali erano consapevoli del loro successivo utilizzo fraudolento.

Allo stesso modo si procuravano Carte di Credito Postepay dai soggetti intestatari (anch’essi consapevoli del loro successivo utilizzo fraudolento) dai quali, dietro piccolo pagamento di somme variabili tra i 50 e i 100 euro, pretendevano la consegna del codice PIN per consentire loro le successive operazioni di bancoposta e di conto corrente.

Successivamente procedevano all’inserimento su siti internet e-commerce di annunci fraudolenti riguardanti vendita di veicoli e affitto di appartamenti per le vacanze, indicando quale contatto telefonico le schede SIM precedentemente acquistate e inducendo gli ignari soggetti contraenti a versare caparre confirmatorie di importo variabile sulle Carte di Credito Postepay.

Avvenuto il deposito, i soggetti si rendevano irreperibili e procedevano contestualmente al prelievo delle somme corrispondenti, nonché alla chiusura del rapporto Postepay anzidetto al fine di occultare la riconducibilità delle operazioni, facendo in seguito perdere le proprie tracce cambiando sistematicamente sim – card e dispositivi cellulari.

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