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Potenziamento dell’ospedale di San Giovanni Bianco: la Regione dice sì

Il Consiglio regionale approva la mozione sull'estensione della sorveglianza sanitaria: via libera anche al documento per il potenziamento dell'Ospedale San Giovanni Bianco. Rinviata in Commissione la mozione sulla progressiva carenza dei medici di base.

Portare al tavolo Stato Regioni la proposta di estendere la sorveglianza medica nei lavori di martedì 7 febbraio esclusi, studiando per questi ultimi controlli a campione.

È la richiesta contenuta nella mozione presentata da Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) e approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale con 28 voti a favore, 11 astenuti e 1 contrario. Nel suo intervento, De Corato ha evidenziato in particolare la necessità di effettuare controlli a campione sull’uso di droghe e di alcool per il personale sanitario degli ospedali e per gli insegnanti.

“Alcuni recenti fatti di cronaca – ha detto – hanno posto il problema della stabilità psichica del personale medico: ricordiamo che l’anestesista dell’Ospedale di Saronno, accusato di omicidio, faceva uso di cocaina. Molti lavoratori sono già oggi soggetti a sorveglianza, come ad esempio i conducenti di veicoli con patente C, il personale addetto alla circolazione dei treni e i lavoratori che maneggiano gas tossici, ma non gli insegnanti e i medici, che operano in campi molto delicati come la salute e l’educazione”.

L’Assessore Giulio Gallera ha precisato come già esistano protocolli promossi da Regione Lombardia che vanno in questa direzione, ma De Corato ha sollecitato una iniziativa legislativa in ambito nazionale che definisca regole precise nel merito. Non accolto un emendamento di Paola Macchi (M5Stelle) che chiedeva di prevedere la sorveglianza medica anche a chi ricopre cariche pubbliche e ha ruoli di responsabilità politica. Il Presidente della Commissione Sanità Fabio Rolfi (Lega Nord) ha espresso piena condivisione sui contenuti della mozione, mentre forte contrarietà è stata espressa da Chiara Cremonesi (SEL). Non ha partecipato al voto il Partito Democratico, con Carlo Borghetti (PD) che ha giudicato “troppo confuso il testo della mozione, poco chiaro nei suoi reali intendimenti e obiettivi, soprattutto se si considera che esistono già normative che prevedono la sorveglianza sanitaria”.

Il Consiglio regionale ha quindi approvato all’unanimità una mozione a sostegno del potenziamento dell’Ospedale bergamasco di San Giovanni Bianco, in Valle Brembana, presentata e illustrata da Lara Magoni (Lista Maroni). Nel testo finale, frutto di un ulteriore approfondimento che ha visto coinvolti in particolare i Consiglieri regionali bergamaschi e l’Assessore al Welfare Giulio Gallera, è stato tolto ogni riferimento alla riapertura del punto nascita, concentrando invece l’attenzione e le richieste sulla necessità di istituire un tavolo di confronto per programmare il potenziamento dei servizi pre e post parto e il ripristino della normale funzionalità del reparto di pediatria, che attualmente resta chiuso negli orari serali e notturni e nei giorni festivi.

La mozione invita quindi il Presidente Maroni e l’Assessore Gallera a riprogrammare i servizi, le specialità cliniche e le prestazioni sanitarie nell’ambito di un progetto strutturato e strategico che prosegua anche con l’avvicendamento delle direzioni generali e in grado di rispondere alle necessità del territorio, e a interloquire e trattare con il Governo nazionale perché vengano stanziati appositi fondi e attuate politiche più incisive che tengano in debita considerazione le specificità dei presidi ospedalieri di montagna.

“L’investimento sui presidi di montagna e sui territori montani in generale – ha sottolineato Lara Magoni – rappresenta una condizione indispensabile per fronteggiare il progressivo spopolamento delle aree montane e per favorire invece politiche e interventi di presidio”.

In sede di dichiarazione di voto sono intervenuti a sostegno della mozione i Consiglieri Roberto Anelli (Lega Nord), Angelo Capelli (Lombardia Popolare), Mario Barboni e Jacopo Scandella (PD) e Dario Violi (M5Stelle). 

“La montagna ha bisogno di servizi – hanno ricordato i consiglieri Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni in Aula – . Le scelte aziendali e politiche, non dimentichiamolo, influenzano le scelte di vita dei cittadini. In montagna, specialmente, la presenza o meno di servizi porta all’aumento della popolazione o viceversa allo spopolamento. In questo momento perciò c’è bisogno di chiarezza da parte dell’assessore al Welfare e dell’azienda sanitaria e di portare avanti gli impegni che già in passato erano stati presi. È importante però avere un piano strategico sostenibile che dia risposte nel breve termine ma che soprattutto abbia una visione di come si vuole gestire la struttura nei prossimi anni definendo le necessità più cogenti al territorio montano. I medici e tutta la struttura operativa dovranno avere la possibilità – e l’impegno – di diventare più attrattivi non solo per la popolazione residente.”.

Rinviata infine all’attenzione della Commissione Sanità la mozione presentata da Paola Macchi e Dario Violi (M5Stelle) che sollecitava l’attenzione della Regione sul rischio di una possibile futura carenza di medici di famiglia, sollecitando la Giunta regionale ad aumentare il numero di medici abilitati in grado di frequentare corsi di formazione specifica in Medicina Generale, in accordo con i Ministeri competenti. Secondo i dati forniti dall’ENPAM (l’ente nazionale di previdenza dei medici e degli odontoiatri) entro i prossimi 5 anni in Italia andranno in pensione 21.700 medici di famiglia, dei quali 2.776 in Lombardia. Considerando che il numero medio di pazienti per ogni medico di famiglia è pari a circa 1.200, il rischio che molti lombardi possano restare senza medico di base è allo stato attuale concreto.

Lo stesso Assessore regionale Giulio Gallera ha condiviso le preoccupazioni espresse nel documento, su cui sono intervenuti anche diversi Consiglieri regionali che hanno sottolineato la complessità e l’importanza del tema: da qui la richiesta di Gallera di rinviare la mozione all’attenzione della Commissione Sanità per una trattazione più approfondita e un confronto più articolato, richiesta accolta dai proponenti.

“Sono molto soddisfatta dell’approvazione della mozione e sono certa che anche questa volta Regione Lombardia farà tutto il possibile per attuare politiche utili alla valorizzazione e al potenziamento di un ospedale fondamentale per tutto il territorio della Valle Brembana, quale è appunto quello di San Giovanni Bianco”. Così Lara Magoni, consigliere regionale del gruppo consiliare “Maroni Presidente”, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio regionale della Lombardia, della mozione per il potenziamento dell’ospedale di San Giovanni Bianco, di cui è prima firmataria. Presenti in Aula nel corso del dibattito anche Alberto Mazzoleni, presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Marco Milesi, sindaco di San Giovanni Bianco e Pier Angelo Acerbis, sindaco di Algua.

Un sistema complesso come è quello della gestione pubblica della salute dei nostri cittadini – ha continuato Magoni – non può non considerare le peculiarità del territorio montano e le criticità che tutti quelli che come me vivono in montagna ben conoscono. Da qui ritengo sia necessario realizzare un modello per la gestione della sanità che possa garantire anche a coloro che vivono in montagna degli adeguati livelli di assistenza. Molto è stato fatto, ma molto rimane ancora da fare. La riforma della sanità approvata nel corso di questa legislatura va esattamente in questa direzione”. “Attraverso questa mozione, condivisa da tutte le forze politiche presenti in Aula, chiedo che l’ospedale di San Giovanni Bianco possa diventare un punto di riferimento per tutto il territorio della Valle Brembana, attraverso un adeguato potenziamento della struttura. Come già assicurato nel corso dell’incontro avvenuto nei giorni scorsi con i sindaci delle valli bergamasche e i direttori generali di Ats Bergamo, Asst Papa Giovanni XXIII e Asst Bergamo Est, l’assessore regionale Giulio Gallera definirà entro un massimo di 45 giorni le azioni che saranno messe in campo per il potenziamento dell’ospedale, che dovrà poter garantire ai cittadini del territorio le prestazioni adeguate”.

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