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Popolare Bergamo, 35 milioni l’utile netto 2017, il 20 la fusione in Ubi

Positiva la crescita del numero di clienti (oltre 7.500) e di conti correnti (oltre 8.800).

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo S.p.A., riunitosi martedì mattina, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2016.

Come già rappresentato nei precedenti comunicati, il bilancio è stato influenzato dalle manovre attuative del Piano Industriale di Gruppo per il periodo 2016-2019/2020 – deliberato dal Consiglio di Gestione della Capogruppo nel mese di giugno 2016 – che hanno determinato costi per complessivi 230 milioni circa: sono stati in particolare registrati 60 milioni di costi non ricorrenti da ricondurre al programma di graduale riduzione degli organici della Banca, oltre a 166 milioni di rettifiche su crediti apportate al fine di ridurre il rapporto tra crediti deteriorati netti e patrimonio tangibile (Texas Ratio) e 2,7 milioni per oneri per incentivi all’esodo di risorse in organico presso la Società Consortile UBI Sistemi e Servizi. Sono stati altresì sostenuti ulteriori oneri non ricorrenti per circa 10 milioni, da attribuire al Contributo straordinario al Fondo di Risoluzione Nazionale per 8,7 milioni ed all’Impairment su Attività Disponibili per la Vendita per 1,2 milioni (svalutazione della partecipazione nel capitale della Cassa di Risparmio di Cesena acquisita per il tramite dello Schema volontario del FITD).

Dati economici e patrimoniali riclassificati normalizzati

Proventi operativi a 757,2 milioni

Oneri operativi a 434,3 milioni

Costo del credito all’1,41% (0,53% netto impatti piano industriale)

Rapporto Cost/Income al 57,36%

Utile netto 35,1 milioni (157,2 milioni netto impatti piano industriale)

Common Equity Tier 1 Capital Ratio al 20,10%

Tier 1 Capital Ratio al 20,10%

Total Capital Ratio al 20,10%

Impieghi alla clientela a 18,8 miliardi

Raccolta totale da clientela ordinaria a 20,3 miliardi

Risparmio gestito in crescita a 18,5 miliardi

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Nell’ipotesi di esclusione dei già citati maggiori oneri “non preventivati” relativi alle più significative rettifiche su crediti ed ai maggiori costi per il personale di UBI Sistemi e Servizi si determinerebbe un utile netto annuo di 157,2 milioni.

Circa le componenti economiche si evidenziano le seguenti performance:

risultato della gestione operativa in crescita (+1,85%) a 322,9 milioni, determinato da proventi operativi a 757,2 milioni ed oneri operativi a 434,3 milioni

considerevole aumento delle commissioni nette (+3,81%) che si posizionano a 370,7 milioni, in virtù della crescita delle commissioni di up front su risparmio gestito, da polizze assicurative oltre che dal comparto estero e di intermediazione su finanziamenti di terzi e nonostante la riduzione delle commissioni da raccolta ordini e da collocamento titoli di terzi e di Gruppo

contrazione degli oneri operativi normalizzati (-7,72%), con considerevoli risparmi riscontrati nelle spese del personale (-11,87%, in particolare dovuti all’utilizzo di differenti criteri di normalizzazione ed alla contrazione del numero delle risorse medie) e sostanziale stabilità nelle altre spese amministrative (-0,36%), dove sono allocati gli oneri per incentivi all’esodo previsti da Piano Industriale di Gruppo in capo ad UBI Sistemi e Servizi per 2,7 milioni e contributi associativi ordinari al Fondo Nazionale di Risoluzione ed al Sistema di Garanzia dei Depositi per complessivi 11,3 milioni (pari a 6,5 milioni nel 2015).

costo del credito, comprensivo delle ulteriori rettifiche previste dal Piano Industriale, si posiziona all’1,41%; al netto dell’impatto straordinario previsto nel Piano Industriale, risulta pari allo 0,53%, in netto miglioramento rispetto al valore del dicembre 2015 (0,66%);

Importanti gli interventi posti in essere dalla Banca nell’anno al fine di garantire un costante e valido sostegno alle imprese ed alle famiglie del territorio:

erogazioni di nuovi finanziamenti a medio/lungo termine per circa Euro 3.300 milioni (+11,1% rispetto all’anno precedente) – di cui 850 milioni in favore dei privati e circa 2.330 milioni a favore delle imprese; si evidenziano concessioni di finanziamenti “TLTRO” – Targeted Longer-Term Refinancing Operations – con fondi di provenienza BCE per circa Euro 1.200 milioni; il sostegno alle iniziative di investimento delle imprese si è concretizzato anche con finanziamenti strutturali erogati dalla Capogruppo per oltre 360 milioni, con nuove erogazioni leasing per 293 milioni e con turn over factoring per circa 3 miliardi;

la positiva crescita del numero di clienti (oltre 7.500) e di conti correnti (oltre 8.800);

la scrupolosa gestione dei risparmi della clientela, comprovata dalla crescita a doppia cifra sia del comparto assicurativo (+19,25%) che del risparmio gestito (+11,20%) nonostante l’andamento negativo dei mercati finanziari (indice FTSE Mib -10,2% dall’inizio del 2016); in particolare, nel corso dei dodici mesi si sono registrati flussi netti di risparmio gestito per 1.240 milioni e nuove sottoscrizioni di “polizze vita” per oltre 900 milioni;

il miglioramento di già elevati coefficienti patrimoniali, ben superiori ai requisiti normativi in vigore (calcolati applicando la normativa Basilea 3): alla fine del 2016 il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) è pari al 20,10%, a conferma della forte solidità patrimoniale della Banca (18,19%).

Sia l’ammontare dei crediti non performing che il rapporto sofferenze nette/impieghi netti migliorano in seguito agli interventi previsti dal Piano Industriale: l’incidenza percentuale dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti verso clientela scende al 6,87% dall’8,21% di fine 2015; il rapporto sofferenze nette/crediti netti si posiziona al 4,13%, rispetto al 4,49% del dicembre 2015 – e nuovamente inferiore al dato di sistema (4,80%).

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Dopo la firma dell’atto di fusione (datata 2 febbraio 2017) la Banca Popolare di Bergamo S.p.A. si fonderà nella Capogruppo Ubi Banca S.p.A. con decorrenza 20 febbraio prossimo.

Nella riunione che ha approvato l’ultimo bilancio della Banca, il Presidente Giorgio Frigeri, a nome dell’intero Consiglio di Amministrazione, ha ringraziato il Direttore Generale Osvaldo Ranica, la dirigenza e tutto il personale per il grande impegno profuso negli anni, che ha consentito alla Banca di conseguire eccellenti traguardi in termini di redditività e di efficienza, augurando loro di proseguire con lo stesso impegno e con la stessa passione nell’attività a servizio dei territori.

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