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Il bullismo? Si batte rompendo l’omertoso silenzio fotogallery

Le tematiche affrontate durante il convegno organizzato a Treviglio al teatro TNT in occasione della giornata nazionale contro il bullismo che si è celebrata martedì 7 febbraio.

Chi è il bullo? Come opera e perché agisce in quel modo?

Sono queste – ma non solo – le tematiche affrontate durante il convegno organizzato a Treviglio al teatro TNT in occasione della giornata nazionale contro il bullismo che si è celebrata martedì 7 febbraio. Numerose le presenze sul palco, a partire dal moderatore, il giornalista Fabio Conti, il quale ha condotto questo incontro che ha coinvolto oltre trecento ragazzi provenienti dal liceo Simone Weil e dell’istituto Oberdan.

Gli ospiti intervenuti sono stati numerosi, dalla psicologa e psicoterapeuta Sabina Albonetti che ha parlato degli aspetti psicologici legati alla figura del bullo e delle sue vittime, all‘avvocato Laura Rossoni che ha enunciato, tra le altre cose, alcuni aspetti di tipo legale inerenti alle azioni definite di bullismo. Altra ospite molto importante la dirigente didattica degli istituti Weil e Oberdan che ha posto l’accento sull’importanza di una forte cooperazione tra tutte le istituzioni per cercare di combattere questo fenomeno che purtroppo sta prendendo sempre più piede tra i giovani d’oggi.

Preziosa testimonianza anche quella del Comandante dei Carabinieri Davide Onofrio Papasodaro, il quale ha parlato al giovane pubblico delle tematiche legate alla legalità puntando anche il dito verso quella che viene definita “massa silente”, tutte quelle persone che in modo omertoso e per svariate motivazioni coprono o non denunciano casi di bullismo andando di fatto a spalleggiare, anche se indirettamente, chi compie questi atti.

Infine una commovente testimonianza di Angelo Lino Murtas, vice questore aggiunto e capo del commissariato della polizia di Treviglio oltre che Comandante della Polizia Stradale di Treviglio, che ha raccontato ai ragazzi un caso da lui stesso seguito che ha visto la morte di una giovane ragazza di Bergamo, poco più che ventenne, la quale a causa delle continue vessazioni subite in gioventù ha iniziato a frequentare cattive compagnie che l’hanno lentamente condotta a una vita di tossicodipendenza e abusi sessuali – la ragazza era incinta di uno dei suoi aguzzini – portandola infine a una tragica morte per overdose da sostanze stupefacenti.

Per chiudere la giornata un bel regalo ai giovani studenti con il regista Ivan Cotroneo in collegamento telefonico il quale ha dialogato con i presenti parlando dei suoi film, con particolare attenzione verso la sua ultima opera – Il bacio – che riprende appunto le tematiche del bullismo e degli abusi sui ragazzi più deboli o in difficoltà.

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