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Caos Comunità Montana Valle Imagna: inchiesta su legittimità di Giunta e presidente

Regione Lombardia ha avviato un'inchiesta amministrativa sugli ultimi tre anni: a forte rischio l'assemblea per il rinnovo degli organi, indetta dopo le dimissioni dei due rappresentanti dei Comuni di Almenno, prevista per la serata di martedì 7 febbraio.

È ormai bufera sulla Comunità Montana Valle Imagna: nella serata di lunedì 6 febbraio la Regione Lombardia, che ha poteri di autorità di sorveglianza sull’Ente, ha notificato l’avvio di un’inchiesta amministrativa sulla gestione degli ultimi tre anni.

In applicazione dell’articolo 15 comma 3 della legge regionale 19 del 2008, il Pirellone ha inviato un “invito ad adempiere”: entro un determinato periodo di tempo, tra i 15 e i 60 giorni, la Comunità Montana dovrà trasmettere una prima serie di atti deliberativi dell’Assemblea e della Giunta Esecutiva, in particolare quelli relativi alla legittimità del presidente e dell’Assemblea stessa.

Atti che, sottolineano i sindaci di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore, “non solo non sono pubblicati nell’Albo Pretorio online (dove pure per legge dovrebbero essere consultabili non solo dai funzionari di Regione Lombardia ma da chiunque), ma che non sembrano essere mai stati adottati”.

La legge regionale prevede che nel caso di omissione o ritardo nel compimento di atti obbligatori per legge, ovvero di gravi carenze nell’esercizio delle funzioni o nell’erogazione dei servizi, il Presidente della Giunta regionali inviti la Comunità Montana a porre in essere le misure necessarie per ristabilire l’efficienza della funzione o del servizio: qualora tale richiesta non dovesse essere soddisfatta entro i termini fissati, il Presidente della Giunta regionale, su deliberazione di questa, nominerà un commissario.

Il decreto di commissariamento farebbe decadere tutti gli organi della Comunità Montana Valle Imagna, la giunta esecutiva e il presidente, che a quel punto dovrebbero essere ricostituiti entro sei mesi.

Giunta e presidente, peraltro, risultano già decaduti dopo le dimissioni, risalenti al 13 gennaio, del vicesindaco di Almenno San Salvatore Mauro Piatti e dell’assessore di Almenno San Bartolomeo Francesco Rota: è stato quello l’innesco di una reazione a catena che ha portato il presidente Roberto Facchinetti a convocare per la serata di martedì 7 febbraio l’assemblea per il rinnovo degli organi, preceduta però dalla notifica dell’avvio dell’inchiesta da parte del Pirellone.

“La richiesta di documenti – sottolineano i due Comuni – è stata significativamente indirizzata alla Comunità Montana e non al presidente, in quanto appunto fra gli atti deliberativi mancanti ci sono anche quelle di convalida dei membri dell’Assemblea (che anche in Valle Imagna avrebbe dovuto essere adottata a seguito delle elezioni amministrative degli ultimi tre anni) e soprattutto quella di elezione del Presidente (anche in questo caso per Regione Lombardia si sarebbe dovuto procedere a una nuova elezione, cosa che invece non è stata fatta)”.

Ora la palla passa nelle mani del presidente Facchinetti che, a martedì pomeriggio, ancora non ha sciolto la riserva sull’assemblea: “Il fatto che ad essere messa in questione da Regione Lombardia sia la legittimità della costituzione dell’Assemblea della Comunità e quella dell’elezione del Presidente – spiegano i sindaci di Almenno San Bartolomeo e San Salvatore – induce ad augurarsi che l’Assemblea in programma per martedì sera sia ‘congelata’, in attesa che Regione Lombardia abbia concluso il procedimento d’inchiesta, la cui durata è prevista per legge da un minimo di 15 ad un massimo di 60 giorni”.

Sindaci che in giornata hanno messo al corrente i colleghi, fino ad allora all’oscuro di tutto, del provvedimento avviato dalla Regione invitandoli anche, qualora venisse confermata l’assemblea, ad astenersi.

L’inchiesta, al momento, rimane solamente su un piano amministrativo: alla Procura della Repubblica di Bergamo, infatti, non è ancora stato inoltrato nulla.

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