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“Celebriamo Manzù con un affresco a Palazzo Frizzoni” foto

La proposta dell'associazione Circolo Gramsci attraverso una lettera recapitata al Comune di Bergamo e all'Accademia Carrara

Un affresco per ricordare lo scultore bergamasco Giacomo Manzù nella sala consiliare di Palazzo Frizzoni. La proposta arriva dall’associazione Circolo Gramsci, che ha protocollato al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, all’Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti, al presidente dell Consiglio comunale Marzia Marchesi e alla direttrice dell’Accademia Carrara Maria Cristina Rodeschini.

“Il 2016, XXV anno della morte dell’artista, è stato un anno importante che ha visto attorno alla figura di Manzù una nuova, mai sopita, attenzione – si legge nella lettera redatta dall’associazione -. Ne sono testimoni i numerosi articoli apparsi sulla stampa locale, gli impegni di nuovi approfondimenti e di nuovi studi da parte della Gamec e dell’Università, l’attenzione e la presenza di un folto pubblico alle numerose presentazioni del libro “Manzù, l’arte, la passione, l’impegno politico” edito da questa Associazione.

Il 2 novembre poi è stata collocata al Famedio la targa che ricorda Giacomo Manzù, alla presenza della moglie Inge, per tanti anni sua musa ispiratrice, e del figlio Mileto.

Sul finire dell’anno anche due importanti mostre in Italia, a Roma e a Vimercate, hanno voluto ricordare l’arte di Manzù mentre Londra gli aveva già reso omaggio ad inizio anno con una prima mostra antologica post mortem all’ Estorick Collection.

Gli impegni assunti, anche di un itinerario a Bergamo sulle tracce di Manzù, sono molto interessanti e anche l’Associazione Gramsci ha messo in cantiere alcuni approfondimenti su gli anni veronesi di Manzù.

Ma ci sentiamo anche di fare una proposta a tutta la città, così come fu fatta dal Sindaco Galmozzi nel 1948, quando dopo aver completato i lavori di ristrutturazione di Palazzo Frizzoni, grazie al concorso delle forze economiche e produttive cittadine, completò l’aula consiliare con interventi artistici per dare allo spazio un valore civico e simbolico adeguato alla sua funzione.

Il progetto di affrescare l’aula consiliare con immagini che ricordassero la storia e la cultura locale fu elaborato da un’apposita Commissione storico-letteraria, che ebbe anche il compito di decidere quali tra i bergamaschi più illustri dovessero essere riportati sulle pareti dell’aula del Consiglio.

Fra 48 personaggi bergamaschi presi in esame ne furono scelti 12 considerati eccellenti dalla Commissione.

Conclusi questi preliminari, l’architetto Pino Pizzigoni, il maestro Achille Funi, e alcuni insegnanti dell’Accademia Carrara portarono a termine il lavoro, organizzando un gruppo di allievi appositamente scelto per la decorazione dell’aula.

Il maestro Funi dipingerà la parete nord con l’immagine di Sant’Alessandro, patrono della città, ed eseguirà il bozzetto della parete sud dove campeggia una raffigurazione composita del Giuramento di Pontida.

Gli allievi dipingeranno con la tecnica dell’affresco ad encausto (dove anche il nostro Manzù eccelleva) le pareti finestrate con i dodici eccellenti bergamaschi che si collegano idealmente ai valori fondamentali rappresentati nelle pareti sud e nord (l’autonomia comunale,la libertà politica,la libertà di religione): Alberigo da Rosciate (di Ignazio Nicoli); Jacopo Palma il Vecchio (di Carla Nencioni); Giacomo Quarenghi (di Mario Signori); Giambattista Moroni (di Luigi Monti) Gasparino da Barzizza (di Giovanni Sirtori); Il Caravaggio (di Ignazio Nicoli); Andrea Fantoni (di Carla Nencioni); Bartolomeo Colleoni (di Armando MOleri); Angelo Mai (di Toni Mellara); Gaetano Donizetti( di Abramo Bugini); Torquato Tasso (di Franco Normanni); Gerolamo Tiraboschi (di Simone Morelli).

La nuova Aula consiliare verrà inaugurata solennemente il 26 luglio 1950.

Ed ecco la proposta: rapportarci e saper rappresentare il secolo breve per contestualizzare i significati e i valori che ci riportano ai giorni nostri nello spazio pubblico più importante della città.

Un particolare significato assume anche il fatto che rappresentano quelle sinergie comuni fra i vari gangli della Città: il Sindaco, il Consiglio Comunale, l’Ordine degli architetti, l’Accademia Carrara (che è una delle cinque Accademie storiche più antiche d’Italia, insieme a Verona, Genova, Perugia e Ravenna).

Per questo la nostra idea è quella di ricordare con un affresco Giacomo Manzù nell’aula del Consiglio Comunale ricercando e ripercorrendo con l’Accademia Carrara, i suoi allievi, i suoi professori, anche le antiche strade che portarono nel 1950 alla realizzazione dell’aula affrescata.

Condividerne l’idea e farla crescere è sicuramente la prima cosa da fare. Nel concreto, poi, bisognerà individuare lo spazio e il rapporto anche formale con gli altri personaggi, ma in questo l’Accademia Carrara ha sicuramente tutte le competenze. Anche le pareti dello scalone di Palazzo Frizzoni potrebbero essere una risorsa”.

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