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Beni assegnati ai soci: come cambiano i tempi per cessione e agevolazioni

La legge di Bilancio 2017 ha previsto la proroga dei termini per le operazioni di assegnazione e cessione agevolata dei beni ai soci, di trasformazione in società semplice e di estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale. Tale proroga è stata necessaria a seguito dei numerosi dubbi sorti al momento dell’emanazione della legge nel 2016 e dalle sue successive interpretazioni, rendendo di fatto difficile il lavoro per gli operatori che si sono trovati in grossa difficoltà sia in merito alle decisioni da prendere che sulle modalità di applicazione della norma.

Riepiloghiamo brevemente quanto previsto in tema di assegnazione e cessione agevolata di beni dalla legge di Bilancio 2016.

La norma prevede agevolazioni qualora si intendesse far uscire dalla sfera di proprietà della società, sia di persone che di capitali, determinati beni intestandoli direttamente ai soci o, in caso di ditta individuale, toglierli dalla sfera professionale. Tali assegnazioni e cessioni risultano agevolabili se poste in essere entro il 30 settembre 2016. Nello specifico è previsto che siano assegnabili i seguenti beni:

a) Beni immobili diversi da quelli strumentali per destinazione, vale a dire diversi da quelli utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa da parte della società;

b) Beni mobili iscritti nei pubblici registri non utilizzati come strumentali per l’attività propria dell’impresa.

Il socio, per poter usufruire della suddetta agevolazione, deve risultare iscritto a Libro soci o, in assenza dello stesso, nel Registro delle Imprese alla data del 30 settembre 2015. Si considerano soci anche coloro che aumentano o diminuiscono la propria quota in seguito a cessioni di quote tra i medesimi soci iscritti nel Registro Imprese alla data del 30 settembre 2015, ovvero in seguito a successioni morti causa.

Nello specifico l’agevolazione prevede l’istituzione di un’imposta sostitutiva da applicare sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati e il loro costo fiscalmente riconosciuto, con la possibilità per gli immobili, qualora ne venisse fatta richiesta, che il valore normale possa essere determinato in misura pari al valore catastale (valore calcolato moltiplicando la rendita catastale iscritta al catasto per un determinato coefficiente in base della tipologia di immobile oggetto di assegnazione).

La suddetta imposta è sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) ed è applicata nella misura dell’8%, ovvero del 10,5% per le società che siano risultate non operative in due dei tre precedenti esercizi. La Legge prevede inoltre che le aliquote dell’imposta di registro eventualmente applicabili siano ridotte alla metà e le imposte ipotecarie e catastali si applichino in misura fissa, pari a 50 euro ciascuna.

Sulla base di quanto sopra esposto, la Legge di bilancio 2017 non ha di fatto cambiato nulla di quanto disciplinato nel 2016, se non le tempistiche per usufruire delle agevolazioni. Nello specifico infatti è stato prorogato al 30 settembre 2017 il termine ultimo per mettere in atto le assegnazioni e le cessioni agevolate, tenendo presente che permane sempre la condizione secondo cui tutti i soci devono risultare iscritti nel libro soci o al Registro delle Imprese alla data del 30 settembre 2015.

Sono inoltre stati prorogati anche i termini per il versamento dell’imposta sostitutiva che ora dovrà seguire le seguenti tempistiche:

a) il 60% del suo ammontare entro e non oltre il 30 novembre 2017;

b) il restante 40% entro e non oltre il 16 giugno 2018.

Data la complessità dell’argomento, che in particolari casi può generare notevoli vantaggi e considerevoli risparmi in termini di imposte da versare, chi scrive consiglia vivamente di affidarsi al proprio professionista di fiducia per valutare tutti i risvolti, anche di natura fiscale in capo ai soci, che un’eventuale operazione di tal genere può portare.

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