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“Il Collegio”: i millenials incontrano il 1960 al Celana

Valentina Pesenti, classe 1989, racconta "Il Collegio", docu-reality girato al Collegio Convitto Celana di Bergamo.

“Mi divertono un sacco i programmi che puoi commentare su Twitter e per Bergamo è stata un’opportunità di farsi conoscere al grande pubblico!” Valentina Pesenti, classe 1989, racconta “Il Collegio”, docu-reality girato al Collegio Convitto Celana di Bergamo.

Prendete 18 teenager tra i 14 e 17 anni, privateli di smartphone, tablet e computer.

Rivedete la loro immagine togliendo piercing da nasi o sopraccigli e acconciando i capelli come si usava negli anni ’60, avrete l’identikit degli studenti de “Il Collegio”, esperimento sociale prodotto da Magnolia (fondata nel 2001 da Giorgio Gori) in onda su Rai 2 per quattro lunedì dal 2 al 23 gennaio e girato nel Collegio Convitto “Celana” a Caprino Bergamasco (famoso ai più perché frequentato dal futuro Papa Giovanni XXIII).

A narrare le avventure degli studenti la voce di Giancarlo Magalli che, nel 1960 (anno scelto per ambientare la storia) è stato uno di quei “ragazzi del collegio” a Roma, la sua città natale.

Obiettivo finale: conseguire la licenza media (spoiler: tre sono stati bocciati), mostrando al pubblico come si svolgeva la vita in collegio tra lezioni di economia domestica, canto corale, le prime gite a contatto con la natura e “convittiadi” affiancate alle materie che si studiano ancora oggi.

Il tutto montato come un docu-reality, perché oltre all’aspetto educativo anche quello legato alle emozioni e storie personali dei ragazzi ha avuto un peso importante per la riuscita del programma.

Ben assortita la classe con ragazzi provenienti da tutta Italia: c’era la ribelle, lo strafottente, il nerd, il belloccio, la prima della classe…ognuno si è potuto riconoscere in loro o rivedere i propri compagni di classe e questo ha fatto sì che i consensi più forti siano arrivati dai coetanei che hanno cominciato a seguirli in massa sui loro profili social oltre che nei vari raduni organizzati per conoscerli di persona.

A vigilare sugli alunni due sorveglianti: uno per il gruppo dei ragazzi e l’altra per le ragazze.

Senza dubbio sono stati quelli che hanno vissuto più a stretto contatto con i protagonisti: infatti nella prima puntata sono stati loro a svolgere le operazioni accennate nelle prime righe, a consegnare le divise e accertarsi che fossero sempre pulite, ma anche ad assegnare le punizioni (ce ne sono state molte e di svariato tipo: pelare patate, pulire la lunga scalinata interna, lavare i panni per se e gli amici,venire isolato in palestra per tutto il giorno a riflettere, solo per citarne alcune ) quando le regole non venivano rispettate.

Inutile dire quanto sia stato difficile per i ragazzi abituarsi alle regole imposte, complice anche la lontananza da casa (quando hanno ricevuto le lettere da parte dei familiari anche quelli che sembravano più duri si sono sciolti in lacrime) e questo ha portato al ritiro anticipato di Letizia Del Signore, Davide Erba e Arianna Pasin.

Personalmente mi divertono un sacco quei programmi che puoi commentare su Twitter (l’hashtag #IlCollegio è sempre stato nei Trend Topic) ironizzando sulle situazioni che si vengono a creare e qui ce ne sono state moltissime al limite del ridicolo, come gli scherzi ai danni dei professori che portavano alle punizioni di cui sopra e per Dimitri Iannone, uno che non si tirava mai indietro quando si trattava di fare casino, si sono trasformate in espulsione.

Ad accompagnare il programma ci sono state due polemiche: la prima all’esordio, via Twitter ad opera di Maurizio Gasparri che ha visto del marcio nel rapporto Magnolia- Gori- Bergamo; l’altra lanciata da alcuni blogger sul fatto che metà dei protagonisti hanno già recitato in pubblicità, film oppure sono già sotto contratto con un agenzia di modelli.

Per quanto mi riguarda quest’ultima l’ho trovata sterile: non si è notata la differenza con quelli che erano alla prima esperienza. L’unico difetto sono stati gli atteggiamenti teatrali degli adulti che puntualmente scatenavano l’ilarità degli studenti mandando loro su tutte le furie. Avrebbero avuto senso se il programma fosse stato presentato come documentario o l’ennesima fiction targata Rai, perché quei comportamenti di reale avevano poco (potete vedere le clip sul sito della Rai o YouTube, per farvi un idea).

Le quattro puntate hanno avuto uno share tra il 7.3 e l’ 8.5%, non si sa se sarà sufficiente a garantire una seconda stagione, possiamo però dire che si è difeso bene considerato che i suoi rivali erano fiction e film in prima TV.

E che Bergamo ha avuto una nuova possibilità per farsi conoscere al grande pubblico!

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