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Seconda tappa del “Lean Bike Tour”: la produzione snella batte la tradizionale. foto

Mirko Pizzaballa, classe 1992, ha assistito alla seconda lezione di "Lean Bike Tour" svolta all'Istituto Esperia di Bergamo e ci racconta la sfida tra la filosofia traditional e la filosofia lean.

Mirko Pizzaballa, classe 1992, ha assistito alla seconda lezione di “Lean Bike Tour” svolta all’Istituto Esperia di Bergamo e ci racconta la sfida tra la filosofia traditional e la filosofia lean.

Dopo la prima lezione di “produzione snella” che ha coinvolto lo scorso 24 novembre la classe 3MB all’Esperia, decretando la vittoria della filosofia “leancon ben 2 bici completamente assemblate contro zero della “traditional”, nella mattinata di Mercoledì 1 febbraio si è tenuta la seconda lezione che ha coinvolto i ragazzi delle classi 3MA e 3MD dell’istituto Paleocapa con la vittoria del “lean manufacturing” ha battuto il metodo “tradizionale” con un punteggio di 3-0.

Durante le 4 ore di lezione, i ragazzi hanno prima ascoltato la teoria della filosofia “traditional” per poi metterla in pratica con un gioco di ruolo che vede 8 ragazzi impegnati in una catena di montaggio intenti ad assemblare 3 bici da bambino.

In questo tipo di catena– spiega Nicole Derelli di SEI consultingviene sprecato molto tempo, un esempio è lo spostamento dell’operaio dalla sua postazione per prendere gli oggetti dal magazzino, in questo caso situato a pochi passi dai ragazzi; ottimizzando questi tempi la produzione può aumentare diminuendo i costi.”

Nella seconda parte dopo un’accurata spiegazione della filosofia “Lean” altri 8 ragazzi si sono messi alla prova completando con successo ben 3 bici: “in questo caso-spiega Nicole- il magazzino è frontale agli operai su un carrello a piani inclinati, così da controllare in modo efficiente e veloce se le scatole che contengono i materiali sono vuote, queste vengono spostate in basso per poi essere riempite da un secondo addetto ottimizzando così i tempi”

Alla fine della lezione due ragazzi raccontano di questa esperienza, Giovanni Castelli Gasparini magazziniere in questo gioco di ruolo ci parla delle due diverse mansioni: “nella prima parte dovevo aspettare gli ordini e controllare la qualità dei prodotti invece nella seconda la qualità era già controllata dai fornitori e dovevo solo portare il materiale ai collaboratori della linea di produzione; non conoscevo questo metodo di produzione ma ora dopo questo test lo consiglio alle aziende”.

Kevin Dario Villamar Donoso invece era il cliente: “nella prima parte sono rimasto insoddisfatto perché nessuno dei tre ordini è stato consegnato, nella seconda invece tutti gli ordini sono stati evasi grazie all’efficienza della “produzione snella””.

“Questa iniziativa-ha riferito il dirigente scolastico Imerio Chiappa– è stata molto positiva perché ha portato i ragazzi a vivere in un ambiente di lavoro sotto pressione, dovevano mantenere una scadenza di 8 minuti e mezzo per ogni bici, tutti i partecipanti hanno risposto con entusiasmo e serietà concentrandosi sul proprio compito; sarebbe utile aprire questa esperienza a tutti gli indirizzi, non solo al meccanico”.

“Questa esperienza-conclude la professoressa Flora Ravelli, responsabile area Alternanza dell’Esperia- concretizzata sulle classi terze va ad aggiungersi al progetto alternanza scuola-lavoro che inizia già in queste classi con la conoscenza delle aziende situate sul territorio Bergamasco per poi portarli a un tirocinio all’interno di esse; infine al 5° anno creare un Project work dove i ragazzi imparano a sviluppare un progetto ideato completamente da loro”.

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