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Leo, eroe trovato al canile: così ha salvato la bimba di 4 anni dalle macerie del terremoto fotogallery video

I due poliziotti che scavarono quel giorno e il loro splendido Labrador che trovò la piccola Giulia hanno ricevuto il "Premio D'Andrea"

“Eravamo una ventina di uomini grandi e grossi quel giorno, ma quando abbiamo sentito la voce di quella bambina estratta dalle macerie siamo quasi scoppiati in lacrime per l’emozione. E tutto grazie al nostro cane Leo che l’ha individuata tra le rovine di quella casa”. È ancora scosso il sovrintendente capo Liborio Desimone, responsabile della squadra cinofili della questura di Pescara, nel ricostruire quel 25 agosto scorso quando insieme al cane Leo e al suo conduttore, l’assistente della polizia di Stato Matteo Palladinetti, è riuscito a estrarre viva da una casa crollata dopo il terremoto del centro Italia Giulia, una bimba di soli 4 anni.

Decima edizione premio D'Andrea

I due poliziotti e il loro splendido Labrador venerdì 3 febbraio erano a Bergamo per ricevere il “Premio D’Andrea”, il titolo dedicato al brigadiere della polizia stradale ucciso insieme al collega Renato Barborini nel 1977 a Dalmine da Renato Vallanzasca.

Il vero eroe di quel caldo giorno agostano si chiama Leo, uno splendido esemplare di Labrador nero di cinque anni specializzato nella ricerca di persone. Il suo fiuto infallibile e poi il suo abbaiare particolare hanno permesso ai soccorritori di individuare la piccola Giulia e di salvarle la vita. Leo è stato trovato in un canile a L’aquila e poi addestrato per un mese dall’assistente Palladinetti, per l’esame che gli ha permesso di entrare a far parte delle forze dell’ordine.

“Siamo stati inviati dal nostro questore a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il giorno seguente quel violento sisma – racconta il sovrintendente capo Desimone – . Abbiamo trovato un paese raso al suolo, una scena apocalittica. La mattina stessa ci hanno fatto raggiungere la zona in cui era crollata un’abitazione con dentro una famiglia. I genitori erano già stati estratti, solo feriti, ma c’erano ancora due bimbe sepolte. Eravamo con i vigili del fuoco. In quel cumulo di macerie non riuscivamo a capire dove fosse la camera in cui dormivano le piccole: ma il nostro cane Leo ha fiutato l’odore e ci ha indicato il punto preciso”.

Una giornata intera a scavare tra le rovine, con le mani e con mezzi di fortuna, poi verso sera la svolta: “Abbiamo visto un piedino, era quello di Giorgia, 11 anni. purtroppo però il suo corpo era freddo e non dava segni di vita. Mentre lo stavamo recuperando abbiamo udito dei lamenti provenire da più sotto. Così abbiamo continuato a scavare. Dopo dieci minuti abbiamo trovato anche Giorgia, 4 anni. Lei fortunatamente era ferita ma viva. Quando l’abbiamo estratta si è messa a urlare ‘Io sono Giulia’: ci siamo commossi tutti”.

“In questi mesi abbiamo ricevuto numerosi attestati di stima – conclude Desimone – , anche dal Papa e dall’ex Premier Renzi per quel salvataggio. Anche questo premio D’Andrea per noi è prestigioso riconoscimento. Ma la nostra più grande gratificazione è il sorriso della piccola Giorgia, che incontriamo ancora periodicamente e ormai è diventata quasi una nostra figlia”.

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