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L’assessore Gallera: “La Regione investirà sugli ospedali di Piario e di San Giovanni Bianco” foto

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, sabato 4 febbraio, ha partecipato ad un incontro all’Ats di Bergamo dove ha incontrato gli amministratori della Val Seriana e della Val Brembana per parlare della situazione dei Presidi ospedalieri situati in zone montane a San Giovanni Bianco e a Piario.

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, sabato 4 febbraio, ha partecipato ad un incontro all’Ats di Bergamo dove ha incontrato gli amministratori locali della Val Seriana e della Val Brembana per parlare della situazione dei Presidi ospedalieri situati in zone montane a San Giovanni Bianco e a Piario.

gallera

L’assessore Gallera ha dichiarato di aver voluto fortemente questo incontro, ha assicurato gli amministratori locali e ha annunciato che fra un mese riconvocherà un incontro per discutere e fare il punto della situazione. “Il tema della valorizzazione e del mantenimento dei due presidi, che per la Regione Lombardia, siano importanti – afferma Gallera – in un percorso di poche settimane vogliamo capire quali settori devono essere ampliati, nel frattempo cercheremo le risorse, per rispondere alle richieste del territorio”.

“Abbiamo dato il via oggi a un percorso di confronto e collaborazione con gli amministratori locali della Valle Seriana e della Valbrembana che nel giro di qualche settimane ci porterà all’individuazione di azioni, precise e concrete, per valorizzare e rafforzare i Presidi ospedalieri di San Giovanni Bianco e Piario”.
Lo afferma l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, nella sede dell’Ats di Bergamo, nell’incontro con i sindaci della Valle Brembana, della Valle Seriana e della Valle Seriana Superiore, al quale erano presenti anche i consiglieri regionali del territorio, per discutere della situazione dei Presidi ospedalieri di Piario e San Giovanni Bianco.

INDAGINE BISOGNI
“L’incontro e’ stato molto positivo – sottolinea l’assessore Gallera – ed è servito anche per ribadire l’assoluta attenzione da parte di Regione Lombardia per i Presidi di montagna. Un’attenzione mai distolta e testimoniata dall’azione fin qui svolta dalle due ASST di Bergamo Est e Papa Giovanni XXIII di Bergamo, con la supervisione dell’ATS di Bergamo, per analizzare e individuare, dal punto di vista epidemiologico, i bisogni del territorio e gli interventi su cui puntare per poterli soddisfare”.

PRESIDIO PIARIO
“Per quanto riguarda il Punto Nascita di Piario – prosegue Gallera – abbiamo presentato al Ministero un progetto sperimentale che, in linea con la nostra legge di Riforma sanitaria, che prevede l’esistenza di più strutture sanitarie sotto la stessa ASST, permetterà la rotazione del personale medico in tutti i presidi consentendo una formazione omogenea sulla gestione delle casistiche complesse che potrebbero non verificarsi o verificarsi con meno frequenza nei Punti Nascita sotto i 500 parti, come nel caso di Piario. Il ministro Lorenzin ha già espresso apprezzamento per questo progetto e stiamo solo attendendo il via libera da parte del Comitato Nascite, che dovrebbe esprimersi a breve”.

PRESIDIO SAN GIOVANNI BIANCO
“Sul presidio di San Giovanni Bianco – ha evidenziato il titolare regionale della Sanità – che è a tutti gli effetti un ospedale per acuti, non c’è nessun elemento che possa indurre a un rischio di chiusura. Anzi, è in atto una proficua collaborazione con l’ospedale Papa Giovanni che ha portato al trasferimento al San Giovanni di una buona parte dell’attività di bassa intensità chirurgica. È vero che in un primo momento si era paventata l’ipotesi di realizzare in questa struttura un centro specializzato in disturbi dell’alimentazione per consentirne il suo rilancio ma, analizzando i dati epidemiologici del territorio, è emersa la necessità di dare risposte all’elevata presenza di pazienti cronici. Per questo si sta pensando di incrementare sia i posti letto che le attività ambulatoriali”.
“Con oggi – conclude l’assessore Gallera – abbiamo nuovamente raccolto le esigenze e le istanze dei cittadini e decideremo in poche settimane quali azioni intraprendere”.

ANGELO CAPELLI: “INVENTIVI ALL’ATS DI MONTAGNA”
“Estendere ai territori montani l’offerta e il trattamento riservato all’Ats della Montagna. Individuare criteri geografici, demografici e orografici oggettivi per definire nel futuro i territori montani disagiati senza legarli all’appartenenza o mano ad una Ats, così da assicurare ai cittadini le stesse opportunità e gli stessi servizi degli altri, evitando nello stesso tempo di utilizzare gli incentivi dedicati alle aree montane, come in alcuni casi ora accade, per territori che hanno caratteristiche urbane”. Sono i contenuti della mozione 764 presentata il 23 gennaio dal capogruppo di Lombardia popolare, Angelo Capelli, e intitolataAmpliamento degli incentivi per l’ATS della Montagna a tutti i territori montani”, e che sarà discussa il 7 febbraio in consiglio regionale.

“Sulla mozione ho già ricevuto la positiva reazione dei colleghi leghisti. Il testo contiene altri due punti fondamentali – aggiunge Capelli che è anche vicepresidente della III commissione Sanità e politiche sociali – per evitare conseguenze socialmente gravi nelle aree di diverse province lombarde che presentano un accesso più difficoltoso ai servizi sanitari e socio-assistenziali. Il primo è considerare aree disagiate anche i territori non montani che hanno indici e fattori territoriali e demografici con analoghe difficoltà”.

“L’altro – conclude Capelli – è quello di estendere progetti come Arnica (presentato dalla  Regione al Ministero) e quelli analoghi, che definiscono un sistema di ottimizzazione della presa in carico delle cronicità nelle aree montane, ad altri territori che presentano delle oggettive difficoltà di accesso ai servizi sanitari e di assistenza. Su questi temi Lombardia Popolare si aspetta un’ampia convergenza, certamente della Maggioranza che regge il governo regionale, ma anche delle opposizioni vista la particolarità orografica della Lombardia e la possibilità di integrare quanto finora disposto per venire incontro ai bisogni reali dei cittadini lombardi, individuando anche orse necessarie”.

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