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Ubi Banca prende il posto della Banca Popolare di Bergamo

Con il passaggio di Ubi da un modello di banca federale ad un modello di banca unica cala il sipario sulla Popolare di Bergamo. Rimangono solo le insegne sulle filiali.

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“Ho firmato l’atto di fusione della Popolare di Bergamo che in questo modo si diluisce all’interno di Ubi banca”: ad annunciarlo giovedì 2 febbraio – come riporta Varesenews.it – è Giorgio Frigeri, presidente della Bpb, presente alla Camera di Commercio di Varese in qualità di relatore per la presentazione del XXI Rapporto Einaudi. Non vengono sostituite le insegne delle filiali che continuano a mantenere la scritta “Banca Popolare di Bergamo”.

Il passaggio dal modello federale alla banca unica sancisce la fusione per incorporazione delle sette banche fino ad oggi federate (Banca popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca regionale europea, Banca popolare commercio e industria, Banca popolare di Ancona, Banca Carime e Banca di Valle Canonica) in Ubi Banca.

La fusione deve essere realizzata entro il primo semestre 2017. Cifre e conti, già presentati nel piano industriale di Ubi, prevedono la chiusura di 280 punti vendita circa, che scenderanno dai 1.529 del 2015 a 1.250 nel 2019. Già decisa l’uscita di circa 2.750 dipendenti e l’ingresso di circa 1.100 risorse.

Vorrei rassicurare tutti – ha chiarito Frigeri – che nulla cambierà, né la squadra, né il modo di operare. I nostri manager e collaboratori hanno nel loro dna il rapporto con il territorio e anche se questa è stata una banca acquisita, in tutti questi anni ha dimostrato la sua capacità di favorire lo sviluppo delle imprese e il benessere delle famiglie. L’atto di oggi segna la fine di un periodo storico. Il nostro istituto è cresciuto, ma ciò che conta sono sempre le persone e la loro capacità di creare un rapporto di fiducia che è poi la cultura della vecchia Popolare di Bergamo”.

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