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“Il super ticket penalizza i poveri”, sindacati contro la manovra Maroni

A partire dal 1 febbraio il costo massimo del ticket sanitario regionale aggiuntivo - il cosiddetto superticket, da pagare cioè in aggiunta a quello nazionale su visite ed esami - passa da 30 euro a 15 euro

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A partire dal 1 febbraio in Lombardia il costo massimo del ticket sanitario regionale aggiuntivo – il cosiddetto superticket, da pagare cioè in aggiunta a quello nazionale su visite ed esami – passa da 30 euro a 15 euro. È la manovra varata dalla giunta Maroni per diminuire i ticket sanitari pagati dai pazienti lombardi.

Oggi la cifra può arrivare appunto fino a 30 euro a seconda del valore della prestazione, e si somma a quella ordinaria. In Lombardia il 70 per cento delle ricette è esente dal superticket. L’operazione appena varata, quindi, andrà ad agire sul restante 30 per cento, su cui invece questa tassa viene pagata: introdotta dal decreto Tremonti nel 2011, prevede che a seconda del valore della ricetta, si paghi oltre al ticket ordinario anche una quota aggiuntiva.

La manovra però non prevede fasce di reddito: questo significa che il taglio, una volta operativo, varrà per tutti. Sia per i redditi più alti, sia per quelli più bassi, per i quali da tempo la FNP CISL chiede una riduzione ad hoc dei costi da pagare. Con l’azzeramento totale della sovrattassa per tutti coloro che hanno un Isee sotto i 30mila euro. “Quello della Regione è un taglio generalizzato, che non va incontro a chi ha bisogno. Maroni aveva promesso zero ticket , ma basta andare nei poliambulatori per sapere che il ricco e il povero finiscono per pagare la stessa cifra”, dice Onesto Recanati, segretario FNP di Bergamo.

“Avevamo già considerato insufficiente e di dubbia efficacia la riduzione del super ticket.
Da tempo – continua Recanati – chiediamo una riduzione significativa della spesa sostenuta dalle famiglie in tema di compartecipazione al costo per l’accesso alle prestazioni sanitarie di diagnosi e specialistica ambulatoriale, attraverso un intervento di eliminazione del super ticket e di revisione del sistema di esenzione improntato a principi di maggior equità.
Inoltre, stiamo richiedendo un intervento strutturale di rimodulazione del sistema di compartecipazione, che vada oltre la logica dei ritocchi annuali introdotti in questi anni”.

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