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Donazione a sorpresa al medico che opera i bimbi: subito in Giordania per un nuovo intervento

Una onlus piemontese ha donato cinquemila euro all'ex dirigente di Cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite all'ospedale Papa Giovanni XXIII: è la cifra necessaria per operare al cuore un bambino dei campi profughi in Giordania, dove si recherà per la decima volta a marzo.

Un assegno da cinquemila euro da custodire gelosamente e da portare con sé nella prossima missione in Giordania: il dottor Giancarlo Crupi (a sinistra nella foto), ex dirigente di Cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, lo ha ricevuto, un po’ a sorpresa, domenica 29 gennaio a Baveno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

A consegnarlo Giovanni Bonaffini, presidente della Onlus Progetto Rebecca che porta il nome della figlia scomparsa in circostanze tragiche e improvvisamente il 2 ottobre 2012, a causa di un virus sconosciuto: “Ci siamo conosciuti per caso grazie a un’amica comune circa 6 mesi fa – racconta il dottor Crupi – In occasione di una cena a novembre a Stresa mi ha fatto una promessa: disse che avrebbe fatto di tutto per raccogliere cinquemila euro”.

Non una cifra a caso: è quella, infatti, la somma necessaria all’equipe medica per pagare l’intervento al cuore a un bambino, ospite dei campi profughi siriani in Giordania.

A fine marzo il dottor Crupi partirà per la sua decima missione, della durata di una decina di giorni: durante le precedenti ha operato 47 bambini e sicuramente con la prossima spedizione si supereranno i cinquanta, dato che in programma ci sono altri 6 interventi.

Tutto grazie al “Middle East Children Heart Project” prima e alla “Healing a Child’s Heart” poi, organizzazione no-profit con sede a Bergamo fondata dal dottor Crupi con l’obiettivo di offrire un intervento chirurgico gratuito ai bambini indigenti del Medio Oriente che soffrono di una cardiopatia congenita e soprattutto a quelli che vivono nei campi profughi internazionali in Giordania.

“Mi ha colpito la determinazione con la quale questa persona ha raccolto i fondi – spiega Giancarlo Crupi – Lavora come autista in un’azienda della zona, non ha particolari disponibilità economiche personali ma è in grado di catturare l’interesse dei donatori. Grazie alla sua donazione riusciremo ad operare un bambino in più. In appena due mesi ha mantenuto la sua promessa”.

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