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Caso Motori Grassobbio: “Curia ha forti responsabilità, aiuti chi è stato licenziato”

La proposta del segretario provinciale del Carroccio: "Perché la Curia non destina parte dei 7 milioni che la Caritas ricava dalla gestione profughi a Bergamo per aiutare queste 14 famiglie di italiani rimasti senza lavoro e pure senza cassa integrazione?".

Aveva fatto sperare in un salvataggio dei posti di lavoro appena un anno e due mesi fa, quando era subentrata nello stabilimento della Faac, assumendo 14 dei suoi 42 ex dipendenti. Invece, la Motori Grassobbio srl ha di recente annunciato la messa in liquidazione dell’azienda, l’imminente cessazione dell’attività e il licenziamento di tutti i 12 lavoratori rimasti in forza. Nel dicembre 2016 aveva chiesto un periodo di cassa integrazione ordinaria, poi mai utilizzata. E per giovedì mattina i sindacati hanno proclamato uno sciopero (leggi qui).

L’azienda era subentrata alla Faac, leader nella produzione di cancelli automatici posseduta al 100% dalla Curia di Bologna. Sul caso è intervenuto il segretario provinciale della Lega Nord, Daniele Belotti, attraverso un lungo post su Facebook:

“Vi ricordate il caso della Faac di Grassobbio, azienda di proprietà della Curia di Bologna, che nell’autunno 2015 aveva deciso di lasciare a casa 42 dipendenti per delocalizzare in Bulgaria? La Lega, da sola (i sindacati erano arrivati dopo), aveva sollevato il caso attaccando lo spirito ‘affarista’ della proprietà, ovvero la diocesi di Bologna – scrive Belotti -. A Bergamo qualche prelato non aveva risparmiato ‘complimenti’ a Salvini (e al sottoscritto). Avevano sbandierato il salvataggio dei posti di lavoro, ma di fatto si è rivelata una presa in giro per i 14 lavoratori che si erano fidati della Faac e della Curia accettando di restare con la nuova proprietà. Che evidentemente non era per niente affidabile. Risultato, dopo 14 mesi eccoli di nuovo in strada perchè il ‘cavaliere bianco’ di fatto si è rivelato nero”.

Poi, lancia la provocazione: “Visto che la Curia ha una responsabilità morale pesantissima in questa vicenda, perché non destina parte dei 7 milioni che la Caritas ricava dalla gestione profughi a Bergamo per aiutare queste 14 famiglie di italiani rimasti senza lavoro e pure senza cassa integrazione?”.

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