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“Adozioni truffa”: due rinvii a giudizio per la Onlus che operava anche da Bergamo

Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe. Questa l’accusa contestata dal giudice savonese Francesco Meloni che ha rinviato a giudizio Silvia La Scala, presidente dell’associazione Airone, e la collaboratrice della Onlus che operava da Bergamo, Inna Troukhan

Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe. Questa l’accusa contestata dal giudice savonese Francesco Meloni che nella mattinata di giovedì 2 febbraio ha rinviato a giudizio Silvia La Scala, 69 anni, presidente dell’associazione Airone; e la collaboratrice della Onlus che operava da Bergamo, Inna Troukhan. Truffe che sarebbero state perpetrate ai danni di cinque coppie italiane che avevano versato decine di migliaia di euro per adottare bambini nell’ex Repubblica sovietica.

L’udienza collegiale è stata fissata il prossimo 11 ottobre. Ammesse tutte le parti civili: tre coppie di Bergamo, una pisana e una romana. Stralciate, invece, le posizioni di due altre persone kirghize, collaboratrici in loco dell’associazione, poiché risultano tuttora irreperibili. Il tribunale ha disposto nuove ricerche e fissato per loro una nuova udienza preliminare il 25 maggio.

Le indagini della procura ligure hanno fatto emergere un sistema truffaldino che sarebbe stato messo in atto da Airone. Secondo gli inquirenti i vertici dell’associazione, per un periodo accreditata presso la Commissione adozione internazionali del governo italiano, promettevano alle coppie truffate adozioni internazionali più rapide in Kirghizistan rispetto ad altri Paesi stranieri, ma ben presto le coppie si sono trovate a fare i conti con una serie di difficoltà: bambini indicati per loro in realtà erano già stati abbinati ad altre coppie.

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